L’amministrazione di Donald Trump ha deciso di procedere con uno dei più radicali cambiamenti nella gestione delle foreste federali degli Stati Uniti degli ultimi decenni. Il Dipartimento dell’Agricoltura statunitense ha infatti avviato formalmente l’iter per cancellare integralmente la Roadless Area Conservation Rule, la norma approvata nel 2001 che da oltre 25 anni limita la costruzione di strade, il disboscamento e le attività minerarie su decine di milioni di acri di territorio pubblico. La segretaria all’Agricoltura Brooke Rollins ha presentato martedì la proposta per revocare “nella sua interezza” il sistema di protezioni, aprendo la strada a una profonda trasformazione delle modalità con cui potranno essere gestite alcune delle aree naturali più vaste e meno antropizzate del Paese. La misura interessa quasi 45 milioni di acri, pari a circa il 30% dei territori amministrati dallo U.S. Forest Service, concentrati soprattutto nelle aree boschive degli Stati occidentali.
Trump punta alla cancellazione della Roadless Rule del 2001
La Roadless Area Conservation Rule venne introdotta nel 2001 con l’obiettivo di proteggere le aree forestali federali prive di strade da interventi di sviluppo su larga scala. La normativa vieta o limita fortemente la realizzazione di nuove infrastrutture viarie, il taglio commerciale degli alberi e determinate attività minerarie. Secondo i sostenitori della norma, le restrizioni hanno contribuito per oltre due decenni alla tutela degli habitat naturali, dei bacini idrografici, delle foreste mature e delle aree caratterizzate da elevata biodiversità. La decisione annunciata dall’amministrazione Trump punta invece a rimuovere tali vincoli, restituendo ai responsabili locali e statali maggiori margini di intervento sulle foreste pubbliche. Rollins aveva già presentato nell’agosto 2025 una dichiarazione d’intenti con cui il Dipartimento dell’Agricoltura annunciava di voler valutare un possibile ridimensionamento delle protezioni. Con il nuovo passaggio, l’obiettivo diventa invece la revoca completa della norma nazionale.
Pubblicata la valutazione ambientale, consultazione fino al 21 settembre
Il progetto di valutazione di impatto ambientale relativo alla cancellazione della Roadless Rule sarà pubblicato mercoledì. Da quel momento prenderà il via una nuova fase di consultazione pubblica. Cittadini, associazioni, amministrazioni e altri soggetti interessati avranno tempo fino alle 23:59 della costa orientale degli Stati Uniti, le 20:59 della costa pacifica, del 21 settembre per presentare osservazioni prima della definizione definitiva della nuova disciplina. La decisione potrebbe modificare radicalmente le condizioni di gestione di milioni di ettari di foreste che per oltre un quarto di secolo sono rimaste in gran parte escluse dallo sviluppo infrastrutturale.
Il governo: “le restrizioni hanno trasformato paesaggi sani in esche per gli incendi”
L’amministrazione Trump giustifica la cancellazione della normativa soprattutto attraverso la necessità di migliorare la prevenzione degli incendi boschivi. Secondo Brooke Rollins, le limitazioni introdotte dalla Roadless Rule avrebbero impedito per troppo tempo interventi necessari a ridurre la vegetazione eccessiva, le infestazioni di insetti e le malattie delle foreste. La segretaria all’Agricoltura ha dichiarato: “per troppo tempo, restrizioni obsolete hanno tenuto decine di milioni di acri di foreste fuori dalla portata proprio di quei trattamenti che migliorano la salute dei boschi e riducono il rischio di incendi per le nostre comunità”. Rollins sostiene inoltre che le restrizioni abbiano favorito la formazione di “boschi troppo fitti, infestazioni di insetti e malattie”, trasformando “paesaggi sani in esche per gli incendi”. La revoca riguarda quasi 45 milioni di acri di territorio federale.
Oltre 600mila osservazioni contro la cancellazione delle tutele
La prima proposta di revisione avanzata da Rollins nell’agosto 2025 aveva già generato una forte mobilitazione. Durante un periodo di consultazione pubblica durato 21 giorni erano state presentate più di 600mila osservazioni, la maggior parte delle quali contraria a modifiche che potessero ridurre le protezioni previste dalla Roadless Rule. Nonostante la vastità delle aree coinvolte e l’elevato numero di interventi ricevuti, dal momento dell’avvio del processo i funzionari federali non hanno organizzato alcuna riunione pubblica. Il confronto con il procedimento che portò all’approvazione della normativa nel 2001 è particolarmente significativo. Nei due anni precedenti l’entrata in vigore della Roadless Rule, il Forest Service organizzò circa 600 incontri pubblici negli Stati occidentali e raccolse oltre 1,6 milioni di osservazioni.
Il 96% delle aree protette si trova negli Stati occidentali
Circa il 96% delle aree prive di strade censite dal Forest Service si trova in dodici Stati occidentali. Tra questi figura l’Oregon, dove circa 2 milioni di acri rientrano nelle aree protette dalla normativa. Fra i territori interessati figurano Iron Mountain, nella Willamette National Forest, Joseph Canyon nella contea di Wallowa, Tumalo Mountain nell’Oregon centrale e Lookout Mountain nella Ochoco National Forest. Nessuno Stato americano sarebbe interessato dalla cancellazione della norma quanto l’Alaska. Quasi un terzo dei circa 45 milioni di acri coinvolti nella proposta di modifica si trova infatti nel territorio dello Stato più settentrionale degli Stati Uniti. In Alaska si trova anche la Tongass National Forest, una gigantesca area di isole, foreste e corsi d’acqua nel sud-est dello Stato, con una superficie paragonabile a quella della West Virginia. La Tongass rappresenta la più vasta foresta pluviale temperata ancora esistente al mondo e costituisce da anni uno dei principali terreni di scontro fra industria del legname, amministrazioni locali e organizzazioni ambientaliste.
Idaho e Colorado esclusi dagli effetti della nuova decisione
La cancellazione della Roadless Rule nazionale non produrrebbe invece gli stessi effetti in Idaho e Colorado. I due Stati hanno infatti negoziato più di dieci anni fa specifici accordi con il governo federale. Tali intese consentono già la realizzazione di interventi destinati alla riduzione dei cosiddetti combustibili pericolosi nelle aree vicine alle comunità più esposte agli incendi e attribuiscono inoltre maggiori spazi decisionali alle autorità statali e locali per quanto riguarda lo sviluppo dei territori federali. Per questo motivo, Idaho e Colorado non sarebbero direttamente interessati dalla cancellazione della disciplina nazionale.
Il capo del Forest Service: “oltre il 40% delle aree ha un rischio incendi alto o molto alto”
Il capo dello U.S. Forest Service Tom Schultz, che in passato ha lavorato per uno dei maggiori produttori di legname dell’Idaho, aveva già espresso nel 2025 una posizione favorevole alla revisione della Roadless Rule. Secondo Schultz, la norma avrebbe creato negli anni difficoltà ai responsabili della gestione forestale e rappresentato un ostacolo al disboscamento commerciale. Schultz aveva dichiarato: “più del 40% delle aree prive di strade censite, principalmente nell’Ovest, presenta un potenziale di rischio incendi alto o molto alto. E solo il 5% di queste aree ha ricevuto interventi di riduzione dei combustibili pericolosi dal 2014”. La posizione del Forest Service si inserisce nella strategia più ampia dell’amministrazione Trump volta ad aumentare l’utilizzo economico delle terre federali.
Si apre una battaglia politica, scientifica e giudiziaria sulle foreste americane
La cancellazione della Roadless Area Conservation Rule potrebbe così diventare uno dei principali terreni di confronto ambientale e politico della nuova fase dell’amministrazione Trump. Il governo federale presenta la scelta come uno strumento necessario per aumentare gli interventi di prevenzione, contrastare gli incendi e restituire maggiore autonomia ai responsabili della gestione delle foreste. Dall’altra parte, scienziati e associazioni ambientaliste contestano l’idea che una maggiore presenza di strade e attività economiche costituisca automaticamente una risposta efficace agli incendi e sottolineano i possibili effetti su fauna selvatica, bacini idrografici, foreste antiche e clima. Con quasi 45 milioni di acri di territorio federale interessati, il provvedimento potrebbe modificare profondamente il futuro di alcune delle più importanti e incontaminate foreste degli Stati Uniti. La consultazione pubblica aperta fino al 21 settembre rappresenta il prossimo passaggio, mentre sullo sfondo si profila già una nuova e potenzialmente lunga battaglia davanti ai tribunali federali.


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