Una lumaca di mare mai descritta dalla scienza? Il misterioso nudibranco scoperto nelle acque di Lundy

Un esemplare di appena 15 millimetri, dai colori arancione, viola e bianco, è stato fotografato da una subacquea a circa 20 metri di profondità. Il naturalista Bernard Picton ipotizza che possa trattarsi di una specie di Lomanotus ancora sconosciuta alla scienza

Una creatura marina lunga appena 15 millimetri, ma caratterizzata da colori così intensi da risultare impossibile da ignorare, ha acceso l’interesse degli esperti di biodiversità marina britannici. Il piccolo nudibranco arancione, viola e bianco è stato avvistato e fotografato nelle acque dell’isola di Lundy, nel Canale di Bristol, e potrebbe rappresentare qualcosa di molto più importante di una semplice osservazione naturalistica: secondo uno dei principali specialisti britannici di nudibranchi, potrebbe infatti trattarsi di una specie mai formalmente descritta dalla scienza. A individuare l’animale è stata Maggs Ashton, cittadina appassionata di scienza e subacquea, durante un’immersione con l’Ilfracombe and North Devon Sub-Aqua Club. L’esemplare si trovava a circa 20 metri di profondità e, nonostante le dimensioni minuscole, la particolare colorazione ha attirato immediatamente la sua attenzione. “Piccolo ma impossibile da non notare, i colori vivaci di questo splendido nudibranco risaltavano nettamente sullo sfondo delle alghe rosse”, ha raccontato Maggs Ashton descrivendo il momento della scoperta. Proprio la fotografia scattata durante l’immersione ha permesso agli specialisti di iniziare a confrontare il misterioso animale con le specie già note e catalogate.

Bernard Picton: “probabilmente si tratta di una specie di Lomanotus non ancora descritta”

La segnalazione è arrivata all’attenzione di Bernard Picton, noto naturalista marino e coautore del volume Nudibranchs of Britain, Ireland and Northwest Europe, pubblicato nel 2023. Dopo aver esaminato le caratteristiche visibili dell’animale, Picton ha avanzato un’ipotesi particolarmente significativa: “probabilmente si tratta di una specie di Lomanotus non ancora descritta”. L’espressione “specie non descritta”, nel linguaggio scientifico, indica una specie che non è ancora stata formalmente identificata, denominata e descritta nella letteratura scientifica. Se questa interpretazione venisse confermata attraverso ulteriori osservazioni e studi tassonomici, il piccolo nudibranco avvistato a Lundy potrebbe quindi entrare ufficialmente nella classificazione zoologica come nuova specie. Per il momento, tuttavia, l’identificazione resta aperta e proprio per questo subacquei, pescatori, marinai e appassionati delle coste britanniche sono stati invitati a prestare particolare attenzione e a documentare eventuali esemplari simili.

Il confronto con Antiopella cristata

Gli esperti del UK Archive for Marine Species and Habitats Data, DASSH, ospitato dalla Marine Biological Association, MBA, hanno confrontato l’immagine con i dati già presenti negli archivi scientifici britannici. La specie che presenta la maggiore somiglianza con il nudibranco fotografato a Lundy sarebbe Antiopella cristata, precedentemente conosciuta con il nome scientifico di Janolus cristatus. Questa specie è già documentata negli archivi DASSH ed è stata osservata sia intorno a Lundy sia in altre zone delle coste del Regno Unito. La somiglianza, però, non sembra sufficiente a chiudere il caso. Le caratteristiche osservate nell’esemplare fotografato da Maggs Ashton hanno infatti spinto Picton a considerare seriamente l’ipotesi di un appartenente al genere Lomanotus non ancora descritto. Saranno quindi necessari nuovi avvistamenti, immagini dettagliate e possibilmente l’analisi diretta di altri esemplari per arrivare a una determinazione tassonomica definitiva.

Le acque britanniche cambiano con il riscaldamento del mare

La scoperta si inserisce in un quadro più ampio di trasformazione degli ecosistemi marini britannici. Le osservazioni raccolte negli ultimi anni mostrano infatti come la distribuzione di numerose specie possa cambiare in risposta all’evoluzione delle condizioni ambientali e all’aumento delle temperature marine. Un precedente significativo risale al novembre 2025, quando alcuni giovani impegnati nell’esplorazione delle pozze di marea avevano trovato un raro esemplare di Aplysia depilans, una lepre di mare generalmente associata alle acque mediterranee. La scoperta era avvenuta su una spiaggia di Plymouth durante una delle attività mensili del Rock Pool Project BioBlitz Battle. Inizialmente l’animale era stato scambiato per un frammento di alga marina, ma un’osservazione più attenta aveva rivelato la presenza di una specie insolitamente rara per quelle latitudini. Anche episodi di questo tipo contribuiscono a mostrare quanto rapidamente possano cambiare le comunità biologiche presenti lungo le coste.

Citizen science fondamentale per osservare la biodiversità marina

Il caso di Lundy evidenzia ancora una volta il ruolo della citizen science, sempre più importante nello studio degli ambienti marini. Subacquei, nuotatori, snorkeler, pescatori, marinai, osservatori naturalistici e frequentatori delle pozze di marea trascorrono ogni anno migliaia di ore negli ambienti costieri. Le loro fotografie e segnalazioni possono fornire informazioni che sarebbero difficili da raccogliere esclusivamente attraverso campagne di ricerca scientifica organizzate. Ogni osservazione verificata confluisce in una rete di dati utilizzata anche per la realizzazione annuale del South-West Marine Ecosystems State of South-West Seas report, che riunisce informazioni provenienti da numerose persone che conoscono e frequentano abitualmente il mare. I dati permettono agli studiosi di ricostruire con maggiore precisione l’evoluzione degli ecosistemi, monitorando l’arrivo di specie insolite, lo spostamento degli areali di distribuzione e le variazioni nella presenza degli organismi normalmente osservati lungo le coste.

Fotografare e segnalare gli avvistamenti può risolvere il mistero

La ricerca adesso punta soprattutto a individuare altri esemplari dello stesso animale. Chi dovesse osservare un nudibranco simile, o più in generale organismi marini considerati insoliti, viene incoraggiato a fotografarli, annotando quando possibile la posizione dell’avvistamento e la profondità. Le informazioni possono essere inviate al DASSH, agli specialisti della Marine Biological Association oppure caricate attraverso l’applicazione iNaturalist, consentendo agli esperti di confrontare le nuove osservazioni con quelle già disponibili. Proprio l’accumulo di fotografie e dati potrebbe permettere di stabilire se il minuscolo animale dai colori arancione, viola e bianco osservato a Lundy appartenga a una specie già conosciuta oppure rappresenti realmente un nudibranco ancora senza nome. Un organismo di appena un centimetro e mezzo potrebbe così diventare una nuova tessera nel gigantesco mosaico della biodiversità marina e, allo stesso tempo, un ulteriore indicatore dei cambiamenti in corso nei mari che circondano la Gran Bretagna.

Lumaca mare
Avete visto questa lumaca di mare? c. Maggs Ashton