Una doppia e impressionante ondata di maltempo ha colpito l’area metropolitana di Phoenix (Arizona, Sud/Ovest degli USA) nel corso di questa settimana, oscurando completamente il cielo sotto una fitta e impenetrabile coltre di polvere del deserto. Gli analisti meteo hanno confermato che queste violente tempeste di sabbia si classificano tra le più intense e pericolose a raggiungere la regione nel corso degli ultimi anni. Il secondo evento estremo si è abbattuto sulla città durante le primissime ore del mattino di giovedì ora locale, a distanza di appena 3 giorni dal primo e altrettanto violento fenomeno. Nonostante la potenza devastante del fronte d’aria e la visibilità orizzontale ridotta a soli 0.8 km, le tempistiche prevalentemente notturne del fenomeno hanno evitato il peggio, riducendo drasticamente il numero di veicoli in transito sulle principali arterie stradali e prevenendo in questo modo gravi incidenti che avrebbero coinvolto gli automobilisti accecati dall’improvviso muro di terra sollevato dal vento.
Le dinamiche delle tempeste haboob nel Sud/Ovest degli Stati Uniti
Queste formazioni meteorologiche prendono il nome di haboob e si sviluppano frequentemente nel Sud/Ovest degli Stati Uniti quando le forti correnti discensionali generate dai temporali sollevano polvere e terra secca, spingendole in avanti rispetto alla cella temporalesca in avvicinamento. Il risultato è la creazione di giganteschi muri capaci di compromettere del tutto la visuale di chi guida e causare seri problemi respiratori alle persone esposte. Secondo le analisi condotte dai ricercatori universitari che hanno recentemente introdotto una nuova scala di valutazione per la gravità di questi fenomeni, basata su dati raccolti a partire dal 2010, entrambe le tempeste hanno raggiunto la 5ª categoria, il livello massimo di allerta. I sistemi frontali sono stati caratterizzati da enormi concentrazioni di polvere e raffiche di vento che hanno toccato la velocità di 80 km/h.
Assistere a 2 eventi di 5ª categoria a pochissimi giorni di distanza l’uno dall’altro rappresenta una dinamica atmosferica del tutto senza precedenti nei registri meteorologici moderni. Prima di questa settimana, si contavano infatti appena altri 4 episodi di simile portata, rendendo queste ultime manifestazioni rispettivamente la 5ª e 6ª tempesta a raggiungere tale livello di potenza distruttiva negli ultimi 16 anni. Questa escalation di intensità trova terreno fertile nelle condizioni ambientali attuali della regione di Phoenix, che sta attraversando un periodo decisamente più secco rispetto alla media storica. Questa prolungata mancanza di precipitazioni aumenta in modo esponenziale la quantità di polvere che i venti riescono a sollevare e disperdere nell’aria.


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