Il bilancio delle vittime dei 2 terremoti che hanno colpito il Venezuela nel mese di giugno continua a salire. Secondo l’ultimo dato ufficiale, annunciato dal presidente del Parlamento Jorge Rodriguez, i morti sono 6.438, in aumento rispetto ai 6.301 registrati la settimana precedente. A quasi 2 mesi dai 2 sismi, di magnitudo 7.2 e 7.5, le operazioni di ricerca non si sono ancora concluse. Parenti e soccorritori continuano a cercare eventuali dispersi tra le macerie, mentre il bilancio dei danni materiali si aggrava. Almeno 190 edifici sono crollati a causa delle scosse.
Particolarmente pesante è la situazione abitativa. Le autorità riferiscono che circa 60mila abitazioni hanno riportato danni, anche parziali, mentre 24mila sono state dichiarate inagibili. Migliaia di persone sono quindi ancora costrette a vivere in campi temporanei, spesso in condizioni difficili. Nel fine settimana la situazione è ulteriormente peggiorata a Caracas, dove forti piogge hanno distrutto alcune delle tende allestite per ospitare le persone rimaste senza casa. Un nuovo ostacolo per una popolazione già duramente colpita dalla sequenza sismica. Il governo del presidente ad interim Delcy Rodriguez ha promesso di garantire nuove abitazioni alle famiglie colpite. Il piano prevede la consegna di 4mila case entro la fine dell’anno. Finora, tuttavia, ne sono state rese disponibili soltanto 335.


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