Virgin Galactic rinvia di alcuni mesi l’avvio dei voli commerciali della sua nuova navetta suborbitale. La società ha annunciato che il debutto del primo veicolo della nuova generazione di Spaceship è ora previsto per febbraio 2027, rispetto al quarto trimestre del 2026 indicato nelle precedenti previsioni. A spiegare le ragioni del ritardo è stato l’amministratore delegato Michael Colglazier, durante la conference call sui risultati del secondo trimestre. Secondo il manager, lo slittamento non è dovuto a un singolo problema tecnico, ma all’accumulo di numerose difficoltà di minore entità emerse durante l’assemblaggio.
“Nessun singolo problema sta determinando lo slittamento del programma“, ha spiegato Colglazier, sottolineando come centinaia di attività di installazione abbiano richiesto più tempo del previsto. In alcuni casi, ha aggiunto, i componenti si sono rivelati leggermente più alti o più bassi rispetto alle attese, anche solo di pochi millesimi di pollice. Ogni discrepanza ha quindi richiesto verifiche per stabilire se rientrasse nelle tolleranze progettuali o se fosse necessario intervenire. La quantità di questi piccoli inconvenienti è risultata superiore alle stime iniziali, soprattutto verso la fine di luglio. Virgin Galactic ha quindi deciso di concedere al team più tempo per completare il lavoro secondo le procedure previste.
L’azienda afferma che questa fase dell’assemblaggio è ormai prossima alla conclusione. I test a terra del veicolo integrato dovrebbero iniziare entro la fine di agosto, mentre il programma aggiornato prevede il trasferimento della navetta a Spaceport America, in New Mexico, a ottobre, dove prenderà il via una serie di prove di volo.
Nonostante il ritardo, la società non prevede però cambiamenti significativi nelle proprie prospettive finanziarie. Un secondo veicolo è già in produzione e dovrebbe entrare in servizio nel secondo trimestre del 2027. L’obiettivo è arrivare ad almeno 10 voli al mese entro la fine di quel trimestre, con l’aspettativa di raggiungere un flusso di cassa trimestrale positivo nel corso del 2027.
Sul fronte finanziario, Virgin Galactic ha raccolto 134 milioni di dollari nel secondo trimestre attraverso una vendita di azioni sul mercato. Si trattava dell’ultima operazione prevista attraverso questo meccanismo. Alla fine del trimestre, la società disponeva di 286 milioni di dollari tra liquidità e disponibilità equivalenti.
Intanto, la domanda per i voli spaziali continua a rappresentare un elemento positivo per Virgin Galactic. La società ha annunciato di aver chiuso una tranche di vendita di biglietti al prezzo di 750mila dollari per passeggero, lanciata a marzo. L’obiettivo iniziale era vendere 50 posti, ma l’elevata domanda ha spinto l’azienda ad aumentare il numero di prenotazioni, portando il valore complessivo della tranche oltre i 50 milioni di dollari. La nuova clientela, secondo Colglazier, è inoltre più diversificata rispetto al passato. Tra i potenziali passeggeri figurano gruppi familiari interessati a spedizioni multigenerazionali, missioni di ricerca, aziende intenzionate a organizzare voli charter e organizzazioni non profit.
Virgin Galactic prevede di aprire una nuova tornata di vendite entro la fine del 2026, a un prezzo superiore rispetto ai 750mila dollari dell’ultima tranche. La cifra non è stata ancora comunicata.
Colglazier ha inoltre fatto riferimento alla concorrenza di Blue Origin, osservando che, secondo indicazioni non ufficiali, i voli suborbitali della società con il veicolo New Shepard sarebbero stati venduti in passato a prezzi compresi tra 1 e 2 milioni di dollari. Blue Origin non aveva però reso pubblici i propri prezzi prima della sospensione dei voli di New Shepard, annunciata a gennaio per almeno 2 anni.
Virgin Galactic, per il momento, non sembra intenzionata a seguire la stessa strategia di aumento rapido dei prezzi. La società considera comunque la domanda sufficientemente solida da giustificare un incremento progressivo del costo dei biglietti: ogni nuova tranche, ha spiegato Colglazier, dovrebbe essere proposta a un prezzo superiore rispetto alla precedente.
Il rinvio a febbraio 2027 rappresenta dunque un nuovo aggiustamento della tabella di marcia, ma non modifica l’obiettivo strategico dell’azienda: completare la nuova generazione di veicoli, avviare i voli commerciali e aumentare progressivamente la frequenza delle missioni. La vera prova arriverà nei prossimi mesi, con i test a terra e il successivo programma di prove di volo in New Mexico.


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