West Nile, contagi in aumento: 21 casi nell’Oristanese e tre infezioni confermate in Abruzzo

Il virus continua a circolare in diverse aree d’Italia. In provincia di Oristano quattro nuovi casi negli ultimi quattro giorni portano il totale a 21, mentre in Abruzzo sono tre le infezioni confermate dall’inizio dell’anno

Continua a crescere il numero dei contagi da virus West Nile in provincia di Oristano, dove negli ultimi quattro giorni la Asl 5 di Oristano ha registrato altri quattro casi, portando a 21 il totale delle persone contagiate fino ad oggi. L’ultimo caso riguarda un ultraottantenne, ricoverato oggi all’ospedale San Martino di Oristano. Subito dopo la conferma dell’infezione, il dipartimento di Prevenzione dell’azienda sanitaria ha avviato le attività di profilassi e l’inchiesta epidemiologica, insieme agli interventi previsti dalle autorità competenti, compresa la disinfestazione dell’area di residenza delle persone che hanno contratto il virus. L’incremento registrato negli ultimi giorni conferma la necessità di mantenere alta l’attenzione nei confronti della West Nile Disease, soprattutto nelle fasce di popolazione più esposte alle possibili complicazioni dell’infezione.

Il primo contagio a maggio e il decesso di un ultranovantenne

La sequenza dei casi nella provincia di Oristano era iniziata nel mese di maggio 2026, quando era stata accertata l’infezione in un paziente ultrasessantenne. Il secondo caso aveva interessato una persona ultranovantenne che, dopo aver contratto il virus e sviluppato la malattia, era purtroppo deceduta. Il terzo caso aveva riguardato un altro paziente ultrasessantenne, successivamente dimesso dal presidio ospedaliero di Oristano e rientrato nella propria abitazione. Il quarto paziente, un ultraottantacinquenne, risulta invece ancora ricoverato all’ospedale San Martino. Il quinto e il sesto caso avevano interessato rispettivamente un cinquantenne e un ultrasettantenne, entrambi successivamente rientrati nelle proprie abitazioni.

Numerosi pazienti ancora ricoverati al San Martino di Oristano

Il settimo e l’ottavo caso di West Nile nell’Oristanese riguardano due ultrasettantenni che risultano ancora ricoverati all’ospedale San Martino di Oristano. Il nono paziente, un ultracinquantenne, è invece già tornato a casa. Dal decimo al dodicesimo caso sono stati coinvolti due ultrasettantenni e un ultracinquantenne, ancora ricoverati presso il presidio ospedaliero oristanese. Anche il tredicesimo e il quattordicesimo caso, rispettivamente un ultracinquantenne e un ultraottantenne, risultano ancora in osservazione nell’ospedale di Oristano. Nello stesso presidio si trova tuttora ricoverato anche un ultrasettantenne, corrispondente al quindicesimo caso. Il sedicesimo paziente, un altro ultrasettantenne, ha invece potuto fare rientro nella propria abitazione. Gli ultimi casi segnalati prima dell’ultraottantenne ricoverato oggi, dal diciassettesimo al ventesimo, riguardano due ultrasettantenni e due ultracinquantenni, che si trovano ancora presso l’ospedale San Martino.

L’appello della Asl di Oristano: proteggere anziani e soggetti fragili

Di fronte all’aumento dei contagi, la direttrice del dipartimento di Prevenzione della Asl 5 di Oristano, Maria Valentina Marras, ha nuovamente richiamato l’attenzione sulle misure individuali di prevenzione. “Invitiamo ancora una volta i cittadini, in particolare i soggetti fragili e anziani – afferma la direttrice del dipartimento di Prevenzione della Asl 5 di Oristano Maria Valentina Marras -, a prevenire eventuali situazioni a rischio e a proteggersi dalle punture di questo insetto con tutti gli strumenti che ricordiamo: evitare i ristagni d’acqua, proteggersi con spray repellenti e abiti lunghi quando si è all’aperto, schermare la propria casa con zanzariere”. Sulla stessa linea anche la direttrice generale della Asl 5, Grazia Cattina, che ha sottolineato la crescita dei casi e l’importanza di adottare comportamenti di protezione anche nei confronti delle categorie più vulnerabili. “I contagi crescono ancora. Continuiamo ad osservare queste uniche misure di prevenzione e di protezione contro la malattia. Ed è necessario che chi si prende cura di anziani e bambini, si accerti che entrambi attuino le stesse misure di protezione”, ha aggiunto la direttrice generale della Asl 5 Grazia Cattina.

West Nile in Abruzzo, tre casi confermati nel 2026

La circolazione del virus West Nile viene monitorata attentamente anche in Abruzzo, dove sono arrivati a tre i casi confermati dall’inizio del 2026. Il primo caso dell’anno riguarda un uomo di 85 anni, ricoverato nel reparto di Malattie infettive dell’ospedale di Teramo. Le sue condizioni sono indicate come buone e la sintomatologia risulta in fase di risoluzione. Il secondo caso riguarda invece una donna di 75 anni, ricoverata nel reparto di Malattie Infettive dell’ospedale SS. Annunziata. Il terzo contagio è stato accertato nella provincia di Pescara e riguarda una donna di 67 anni. La conferma è arrivata dalla Asl di Pescara. La paziente si trova attualmente ricoverata nell’Unità operativa di Malattie infettive dell’Ospedale di Chieti.

Indagine epidemiologica sugli spostamenti della paziente di Pescara

Per il terzo caso abruzzese è stata immediatamente avviata un’indagine epidemiologica con l’obiettivo di stabilire dove possa essere avvenuto il contagio. “È in corso l’indagine epidemiologica del Servizio Igiene, Epidemiologia e Sanità Pubblica (Siesp) della Asl di Pescara, condotta dai dirigenti medici Serena Ruscitti e Italo Porfilio e dalle Assistenti Sanitarie Flavia Fracassi e Anastasia Mennucci, volta a a ricostruire gli spostamenti della paziente degli ultimi 21 giorni per capire se abbia contratto l’infezione in altri luoghi oppure da una zanzara del posto”, si legge nella nota dell’Asl. Gli accertamenti puntano quindi a ricostruire gli spostamenti della donna nelle tre settimane precedenti alla diagnosi per verificare se il virus sia stato contratto in provincia di Pescara oppure durante una permanenza in un’altra località.

Sorveglianza rafforzata su zanzare e animali in provincia di Pescara

Il Servizio Igiene, Epidemiologia e Sanità Pubblica della Asl di Pescara sta contemporaneamente procedendo con le comunicazioni previste ai sindaci della provincia e ai medici di medicina generale, nell’ambito delle attività di prevenzione e sorveglianza sul territorio. Parallelamente, la Uoc Sanità Animale della Asl di Pescara sta intensificando le attività di controllo rivolte a verificare l’eventuale presenza e circolazione del virus tra gli insetti vettori e le popolazioni animali sensibili alla West Nile Disease. Le attività vengono condotte secondo quanto previsto dal Piano nazionale arbovirosi 2026 e in raccordo con il dipartimento Sanità della Regione Abruzzo e con l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Abruzzo e del Molise, dove vengono effettuate le analisi. La strategia prevede dunque un controllo integrato che coinvolge contemporaneamente la sanità pubblica, la sorveglianza veterinaria e gli enti territoriali, con l’obiettivo di individuare rapidamente eventuali ulteriori segnali di circolazione del virus.

Asl Pescara: “attivate tutte le competenze coinvolte nella sorveglianza”

Il direttore sanitario aziendale della Asl di Pescara, Rossano Di Luzio, ha confermato l’attivazione delle diverse strutture coinvolte nel sistema di monitoraggio della West Nile. “La Asl di Pescara ha attivato tutte le competenze coinvolte nella sorveglianza del virus West Nile, attraverso un’azione coordinata tra i servizi di sanità pubblica e di sanità animale e in raccordo con le istituzioni regionali – afferma il direttore sanitario aziendale, Rossano Di Luzio –. L’indagine epidemiologica è attualmente in corso. In questa fase è importante adottare con attenzione le misure utili a prevenire le punture di zanzara e a limitarne la proliferazione”. La prevenzione rimane quindi uno degli strumenti principali contro il virus West Nile, insieme alla sorveglianza epidemiologica e al monitoraggio della presenza del patogeno negli insetti vettori e negli animali sensibili. L’aumento dei casi registrato soprattutto nell’Oristanese, unito alle nuove conferme arrivate dall’Abruzzo, mantiene alta l’attenzione delle autorità sanitarie sulla diffusione dell’infezione e sulla necessità di limitare il più possibile il contatto con le zanzare.