Nuovo riscontro della circolazione del virus West Nile nel territorio di Bagno a Ripoli, in provincia di Firenze. L’Istituto zooprofilattico sperimentale del Lazio e della Toscana ha infatti rilevato la positività al virus in una carcassa di cornacchia rinvenuta nel luglio scorso nel territorio comunale. Il risultato è stato successivamente confermato dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Abruzzo e del Molise “G. Caporale” di Teramo, fornendo così un ulteriore elemento che porta le autorità sanitarie a rafforzare le attività di controllo e prevenzione già previste contro la diffusione delle arbovirosi. A seguito del nuovo riscontro, il Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda Usl Toscana Centro ha indicato la necessità di “rafforzare le misure di sorveglianza e prevenzione contro il West Nile Virus, intensificare la rimozione dei focolai larvali, valutare interventi mirati contro le zanzare adulte nelle aree più sensibili, potenziare l’informazione ai cittadini ed alle strutture sanitarie”. Le indicazioni seguono quanto previsto dal Piano Nazionale di prevenzione, sorveglianza e risposta alle arbovirosi (Pna) 2020-2025, che disciplina le attività da mettere in campo in presenza di segnali di circolazione del virus.
A giugno era già stato segnalato un caso di infezione da West Nile
Il ritrovamento della cornacchia positiva arriva dopo un precedente episodio registrato nello stesso territorio. Nel mese di giugno, infatti, era già stato segnalato un caso di infezione da West Nile Virus in una paziente adulta residente nel comune di Bagno a Ripoli. L’Azienda Usl Toscana Centro ricostruisce così quanto accaduto: “a giugno scorso un caso di infezione da West Nile Virus era stato segnalato proprio dal Servizio di Igiene pubblica Firenze 1 dell’Azienda Usl Toscana Centro in una paziente adulta residente nel comune di Bagno a Ripoli. In quella occasione erano stati avviati anche gli interventi precauzionali di disinfestazione in alcuni luoghi ritenuti più sensibili per prevenire la trasmissione dell’infezione – ricorda la nota dell’azienda sanitaria – Tra le attività di prevenzione raccomandate figurano l’intensificazione della rimozione dei focolai larvali e dei trattamenti nelle aree in cui i ristagni d’acqua non possono essere eliminati, oltre alla valutazione, in raccordo con le autorità competenti, di interventi di disinfestazione contro le zanzare adulte nei luoghi ritenuti più sensibili, come parchi pubblici, aree ricreative, strutture sanitarie e residenziali, occasioni di eventi all’aperto, fiere e sagre che si svolgono nelle ore serali. Fondamentale anche il coinvolgimento della popolazione. L’obiettivo è promuovere l’adozione di misure di protezione individuale e favorire la collaborazione dei cittadini nell’eliminazione dei ristagni d’acqua presenti nelle aree private, che possono diventare habitat favorevoli alla proliferazione delle zanzare”. Il nuovo riscontro nella fauna selvatica, dunque, si inserisce in un quadro nel quale la presenza del West Nile Virus nel territorio di Bagno a Ripoli era già stata segnalata attraverso un caso umano poche settimane prima.
Lotta alle zanzare e ai ristagni d’acqua, le misure da rafforzare
Uno dei punti centrali delle misure indicate riguarda il contrasto alla proliferazione delle zanzare, vettori attraverso i quali il virus può circolare. Le attività di prevenzione devono concentrarsi soprattutto sulla rimozione dei focolai larvali e dei ristagni d’acqua, che rappresentano ambienti favorevoli alla riproduzione degli insetti. Nei casi in cui l’acqua stagnante non possa essere eliminata, viene raccomandato il rafforzamento dei trattamenti specifici. Parallelamente, le autorità competenti possono valutare interventi contro le zanzare adulte, soprattutto nelle zone considerate maggiormente sensibili. Tra queste rientrano parchi pubblici, aree ricreative, strutture sanitarie e residenziali, oltre ai luoghi nei quali vengono organizzati eventi all’aperto nelle ore serali, comprese fiere e sagre. Si tratta di contesti nei quali la presenza di molte persone e l’attività delle zanzare possono richiedere misure preventive più incisive.
West Nile, centrale il coinvolgimento della popolazione
Accanto agli interventi effettuati dalle amministrazioni e dalle autorità sanitarie, viene considerata fondamentale anche la collaborazione della popolazione. L’obiettivo è ridurre per quanto possibile gli ambienti nei quali le zanzare possono depositare le uova e svilupparsi. Particolare attenzione viene quindi riservata ai ristagni d’acqua presenti nelle aree private, che possono trasformarsi in habitat favorevoli alla proliferazione degli insetti. Allo stesso tempo viene promossa l’adozione di misure di protezione individuale, all’interno di una strategia che affianca la prevenzione ambientale alla tutela personale. Il rafforzamento dell’informazione rappresenta per questo una delle azioni richieste dal Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda Usl Toscana Centro, insieme alle attività di disinfestazione e alla sorveglianza epidemiologica.
Sorveglianza sanitaria rafforzata anche per medici, pronto soccorso e laboratori
La nuova evidenza della circolazione del West Nile Virus interessa direttamente anche il sistema sanitario. L’informazione deve infatti raggiungere non soltanto la popolazione, ma anche tutti i professionisti e i servizi chiamati a individuare tempestivamente eventuali nuovi casi e ad applicare le misure di sicurezza previste. L’Azienda Usl Toscana Centro conclude sottolineando: “interessati alle informazioni sulla circolazione del virus sono anche i medici di medicina generale, i pediatri di libera scelta, i professionisti dei pronto soccorso e dei dipartimenti di emergenza, i laboratori e i servizi trasfusionali e trapiantologici, così da rafforzare ulteriormente la sorveglianza sanitaria e garantire l’applicazione delle misure previste per la sicurezza delle donazioni di sangue, emocomponenti, organi e tessuti”. Il nuovo riscontro nella cornacchia trovata a Bagno a Ripoli, associato al caso umano già segnalato a giugno, determina quindi un rafforzamento complessivo della sorveglianza contro il West Nile, con particolare attenzione alla presenza delle zanzare, alla prevenzione ambientale, all’informazione e alla sicurezza delle attività sanitarie e trasfusionali.



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