Doveva essere una giornata d’estate alle Cinque Terre, una parentesi di svago durante un’esperienza di studio in Europa. Per Regina, 19 anni, studentessa messicana al primo anno di Medicina a Monterrey e temporaneamente in Francia nell’ambito del Programma Erasmus, quella giornata si è invece trasformata nell’inizio di una drammatica corsa contro il tempo, conclusasi con un trapianto di cuore salvavita all’ospedale Molinette di Torino. Una storia eccezionale, costruita attraverso 3 ospedali, tecnologie di ultima generazione e il lavoro coordinato di numerosi professionisti, che ha permesso di mantenere in vita la giovane fino alla disponibilità di un organo compatibile.
A fine luglio, il malore è arrivato improvvisamente mentre Regina si trovava in acqua alle Cinque Terre, in Liguria. Con le poche forze rimaste è riuscita a raggiungere la riva, ma le condizioni del cuore erano già gravissime. Trasportata all’ospedale di La Spezia, la situazione è rapidamente precipitata fino all’arresto cardiaco. Per mantenerla in vita è stata sottoposta a supporto con ECMO, il sistema di assistenza extracorporea in grado di sostituire temporaneamente le funzioni di cuore e polmoni quando questi non sono più in grado di garantire autonomamente la circolazione e l’ossigenazione del sangue.
Il trasferimento all’ospedale San Martino di Genova ha consentito di definire con precisione la causa del drammatico quadro clinico: uno shock cardiogeno conseguente a un infarto devastante, provocato da un’anomalia congenita del decorso delle arterie coronarie. Il danno al muscolo cardiaco era ormai irreversibile. L’unica possibilità per salvare la giovane era quindi un trapianto di cuore urgente. Regina è stata trasferita a Torino, alla Terapia Intensiva della Cardiochirurgia dell’ospedale Molinette della Città della Salute e della Scienza di Torino, diretta dalla dottoressa Anna Trompeo, e inserita in lista d’attesa urgente.
In attesa di un organo compatibile, l’équipe torinese ha utilizzato una pompa microassiale di ultima generazione, una tecnologia di assistenza meccanica al circolo che ha consentito di sostenere il cuore gravemente compromesso e di guadagnare il tempo necessario per arrivare al trapianto. Sono state circa due settimane di attesa: giorni sospesi per Regina, immobilizzata in Terapia Intensiva; per i suoi genitori, arrivati dal Messico e costretti a confrontarsi con un futuro difficile da immaginare; e per l’équipe medica, impegnata quotidianamente nel monitoraggio delle sue condizioni. Poi è arrivata la telefonata tanto attesa: in Calabria era disponibile un cuore compatibile. Da quel momento è iniziata una nuova corsa contro il tempo. Un’équipe della Cardiochirurgia torinese è partita per il prelievo dell’organo, mentre a Torino la giovane veniva preparata per l’intervento. Due sale operatorie, due ospedali, numerosi professionisti e una sola possibilità.
“E’ stata un’emozione fortissima – ricorda il professor Massimo Boffini – comunicare alla paziente e ai suoi genitori che era stato trovato il cuore. Un pianto liberatorio della giovane paziente e dei suoi genitori. In quelle lacrime c’erano la paura di tutti i giorni precedenti e la speranza che per la prima volta diventava concreta”.
Il trapianto, durato circa 8 ore, è stato eseguito dal professor Mauro Rinaldi, direttore della Cardiochirurgia dell’ospedale Molinette della Città della Salute e della Scienza di Torino, insieme ai professori Massimo Boffini e Antonino Loforte e all’anestesista Alberto Orsello. L’intervento si è concluso con successo: il cuore donato ha ripreso immediatamente a battere nel torace della giovane, rendendo possibile la rimozione dei supporti meccanici che fino a quel momento le avevano permesso di sopravvivere.
“Ho eseguito centinaia di trapianti di cuore – racconta il professor Rinaldi – ma questo in particolare è stato veramente emozionante: vedere battere il cuore nuovo nel torace della giovane paziente significava restituirle la vita a migliaia di chilometri di distanza da casa e ridare serenità ai suoi genitori”.
Il decorso postoperatorio è stato regolare e, dopo appena 3 settimane, Regina ha potuto lasciare la Cardiochirurgia delle Molinette. I cardiochirurghi torinesi hanno già avviato i contatti con il Centro Trapianti di Cuore di Monterrey e con il centro specialistico di Houston, dove proseguirà il percorso di follow-up. A un mese dall’intervento, la giovane si prepara ora a rientrare in Messico. Per Regina significa tornare dalla sua famiglia e riprendere, passo dopo passo, la vita che aveva dovuto interrompere bruscamente. Tornare ai suoi studi di Medicina, ai suoi progetti e alla quotidianità. Con sé porterà anche il ricordo di una straordinaria esperienza vissuta in Italia e, soprattutto, la possibilità di una nuova vita grazie a un cuore donato.
“Un vero miracolo della vita. L’Italia per il Messico. Il dono più grande della vita: un cuore nuovo. Il potere della donazione. L’eccellenza dei nostri professionisti. Tutto questo ha permesso di salvare una giovane ragazza messicana, quando la situazione ormai sembrava precipitare definitivamente. Ho assistito in prima persona in sala operatoria all’intervento di trapianto, alla straordinaria complessità di questa operazione, all’impegno profuso dai nostri professionisti e all’impiego di tecnologie di ultimissima generazione. Grazie Molinette”, dichiara Livio Tranchida (Direttore generale CDSS).


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