Arriva in Italia una tecnologia destinata ad aprire nuove prospettive nella diagnostica e nella prevenzione: è stato installato a Bari il primo microscopio infrarosso a laser a cascata quantica (QCL), progettato e ottimizzato per l’analisi dei tessuti biologici. Il sistema, prodotto da Bruker Corporation, punta a innovare profondamente lo studio dei campioni biologici e potrebbe trovare applicazioni sempre più ampie nella medicina di precisione, dalla diagnosi dei tumori all’identificazione di alterazioni metaboliche.
Il microscopio, primo e unico strumento di questa tipologia attualmente presente in Italia, è stato installato nel laboratorio PolySense Lab del Dipartimento Interuniversitario di Fisica dell’Università e del Politecnico di Bari. L’apparecchiatura, del valore di circa 450 mila euro, è stata acquistata in collaborazione con il laboratorio IN2LAB del Politecnico di Bari, guidato dal professor Vitoantonio Bevilacqua. Il sistema rappresenta un significativo avanzamento rispetto alle tradizionali tecniche istologiche e introduce un approccio innovativo all’analisi dei tessuti, basato direttamente sulla loro composizione chimica e molecolare.
La microscopia a Cascata Quantica (QCL) è infatti una tecnologia emergente che consente di ottenere immagini ad alta precisione senza ricorrere a coloranti o reagenti chimici. Il principio di funzionamento si basa sulla lettura della cosiddetta “impronta infrarossa” delle biomolecole presenti nel campione: una sorta di firma molecolare che permette di individuare e caratterizzare le diverse componenti dei tessuti. Questa capacità apre la strada a un’analisi più oggettiva e automatizzata dei campioni biologici. Attraverso l’elaborazione dei dati e l’impiego di algoritmi avanzati di intelligenza artificiale, il sistema può contribuire a distinguere tessuti sani e patologici, individuare alterazioni metaboliche e supportare la classificazione di alcune patologie.
Tra le applicazioni allo studio rientra anche l’analisi dei tumori, come quello della prostata, con l’obiettivo di sviluppare strumenti in grado di affiancare il lavoro dei patologi e rendere progressivamente più digitali, quantitativi e riproducibili i processi diagnostici in anatomia patologica. L’introduzione della tecnologia QCL a Bari si inserisce così nel percorso di sviluppo della medicina di precisione, dove la lettura delle caratteristiche molecolari dei tessuti e l’intelligenza artificiale possono integrarsi per fornire nuove informazioni utili alla diagnosi e alla caratterizzazione delle malattie.
“Questa tecnologia emergente è destinata a cambiare radicalmente l’analisi dei tessuti biologici e l’approccio alla salute – spiega Vincenzo Spagnolo, professore di Fisica e referente scientifico del PolySense Lab – L’infrastruttura posiziona Bari tra i principali poli nazionali e internazionali nell’ambito dell’imaging biochimico avanzato e della diagnostica oncologica intelligente“.
“L’installazione di questo sistema d’avanguardia all’interno del Dipartimento interuniversitario di Fisica rappresenta un traguardo straordinario per la nostra comunità scientifica – sottolinea il direttore del Dipartimento, prof. Sebastiano Stramaglia – Questa operazione dimostra come la collaborazione strategica tra Università e Politecnico, unita al supporto della Fondazione D3-4Health, sia capace di creare infrastrutture di ricerca uniche in Italia, in grado di attrarre competenze internazionali e spingere la ricerca interdisciplinare verso frontiere totalmente nuove per la tutela della salute“.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?