A Parigi, l’Europa riafferma la determinazione a difendere il proprio ruolo nello spazio, per non perdere il passo dinanzi a colossi come USA e Cina. Nella prima giornata dell’International Space Summit di Parigi, il direttore generale dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), Josef Aschbacher, ha invocato “un investimento di circa un miliardo di euro all’anno per dieci anni” per consentire all’Europa di non perdere la sfida spaziale. Da parte loro, le tre associazioni dell’industria aerospaziale di Francia, Germania e Italia (Gifas, Bdli e Aiad) invocano l'”unità” continentale con, tra le priorità indicate, “un budget dedicato e ambizioso di almeno 60 miliardi di euro per la componente spaziale del Fondo europeo per la competitività”. “Questo livello di investimento – avvertono in una nota – è la condizione necessaria affinché lo spazio venga riconosciuto come infrastruttura critica, e si traduca in reale capacità industriale e autonomia strategica”.
La due giorni lungo le rive della Senna vede riuniti fino a domani sotto alla volta trasparente del Grand Palais, capi di Stato e di governo, Ministri, rappresentanti dell’industria e astronauti, tra cui Luca Parmitano, Samantha Cristoforetti e Thomas Pesquet. Per l’Italia, partecipa il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, nonché Autorità delegata alle politiche spaziali e aerospaziali, Adolfo Urso.
In un documento congiunto, i Ministri dei 23 Stati membri dell’ESA si sono detti “determinati” a rafforzare “l’autonomia dell’Europa nell’esplorazione spaziale laddove è rilevante, intensificando nel contempo la cooperazione internazionale”. Al summit, che continuerà domani mattina, sono coinvolti una novantina di Paesi. L’incontro è stato però disertato da colossi USA dello spazio come Space X ed è segnato dall’assenza del cancelliere tedesco, e co-organizzatore dell’evento, Friederich Merz.
L’appello di Aschbacher
Aschbacher ha dunque invocato un miliardo di euro all’anno per i prossimi dieci anni. “L’alternativa – ha avvertito intervenendo al Grand Palais – non è gratuita. La dipendenza ha un costo. Acquistare voli per astronauti europei da fornitori stranieri costerebbe 5 miliardi di euro in dieci anni, la maggior parte dei quali destinati all’industria straniera e richiederà l’autorizzazione a volare al di fuori del controllo europeo”. In alternativa, argomenta l’austriaco, “possiamo investire in capacità che restano in Europa, creare posti di lavoro europei, rafforzare l’autonomia europea, ispirare i nostri giovani e la forza lavoro del futuro e assicurarci una posizione più forte nei negoziati internazionali”.
Rivolgendosi al parterre di leader europei presenti al Grand Palais, Aschbacher ha concluso: ‘‘eccellenze, la scelta è vostra. Saremo passeggeri o piloti? Clienti o fornitori di servizi? Inquilini o architetti? Se l’Europa intende plasmare il proprio futuro, vi esorto ad appoggiare sia l’Appello per l’esplorazione che la Visione per il trasporto. Il vostro orientamento politico odierno ci guiderà nella preparazione di opzioni credibili e realistiche per la Conferenza Ministeriale Intermedia” dell’ESA, in programma a dicembre a Roma.
Kubilius: “i lanci nello spazio sono la nostra priorità, evitiamo la frammentazione”
I lanci “sono ora una priorità strategica molto chiara” nelle politiche per lo spazio dell’Ue, che “ha bisogno di evitare la frammentazione” in questo ambito. Lo ha dichiarato Andrius Kubilius, Commissario europeo per la Difesa e lo spazio, all’International Space Summit a Parigi. Cercare di restare uniti “è sempre una grande sfida per noi europei”, ha commentato il Commissario, ma è urgente “per non perdere le nostre capacità ed essere forti abbastanza”. Le nuove tecnologie sono altrettanto importanti e “dovrebbero essere un’altra priorità”, ha aggiunto Kubilius, auspicando che “gli stati membri capiscano in modo più chiaro quanto è importante lo spazio per il nostro futuro, incluso quello della nostra difesa e sicurezza“. Per questo serve aumentare il prossimo budget a lungo termine dell’Ue, ha avvertito il Commissario, perché l’ambizione europea è di far aumentare di sei volte la domanda di lancio attuale.
Incontro tra Urso e Aschbacher
Urso ha anche avuto un incontro bilaterale con Aschbacher, un nuovo confronto in vista della Ministeriale ESA di medio periodo che l’Italia ospiterà a Roma il 15 dicembre. “Ho incontrato a Parigi, a margine dell’International Space Summit in corso al Grand Palais, il direttore generale dell’ESA, Josef Aschbacher, per un nuovo confronto sulle priorità del settore spaziale a livello europeo e sul percorso verso la Ministeriale ESA di medio periodo che l’Italia ospiterà a Roma il prossimo 15 dicembre”, ha scritto il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, in un post su X. “Come Presidenza italiana del Consiglio ESA a livello ministeriale, stiamo lavorando perché l’appuntamento di Roma possa rappresentare un passo in avanti sui dossier decisivi per il futuro europeo: esplorazione umana e robotica, accesso autonomo allo spazio e nuovi strumenti capaci di sostenere la crescita della Space Economy. L’Europa dispone di competenze scientifiche, tecnologiche e industriali straordinarie. La sfida, emersa con forza anche qui a Parigi, è trasformare queste capacità in maggiore autonomia, resilienza e competitività, valorizzando le nostre imprese e rafforzando il ruolo dell’Europa nella nuova economia dello spazio”, ha concluso Urso.
Domani Urso prenderà parte alla sessione di alto livello con i capi di Stato e di governo, aperta dagli interventi del Presidente francese Emmanuel Macron e del Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. Nell’ambito della due giorni sono previsti per Urso appuntamenti con il Ministro francese dell’Istruzione superiore, della Ricerca e dello Spazio, Philippe Baptiste, il Ministro tedesco della Ricerca, della Tecnologia e dello Spazio, Dorothee Bär, il Ministro norvegese del Commercio e dell’Industria, Cecilie Myrseth, il Ministro ungherese della Scienza e della Tecnologia, Zoltán Tanács, e il Ministro giapponese responsabile delle politiche spaziali, Kimi Onoda.
OCSE: “Italia una delle principali nazioni spaziali europee”
“L’Italia è una delle principali nazioni spaziali europee. Con il lancio del San Marco 1 nel 1964, è diventata il quinto Paese a mettere in orbita un satellite e rimane uno dei tre maggiori contributori dell’ESA“. Si legge nella scheda consacrata all’Italia del rapporto sull’economia spaziale 2026, pubblicato dall’OCSE. “L’Italia vanta solide competenze industriali nei settori del trasporto spaziale, dell’osservazione della Terra, delle telecomunicazioni, delle infrastrutture per l’esplorazione e dei servizi a valle (downstream), anche grazie alla famiglia di lanciatori Vega/Vega-C e alle capacità di osservazione della Terra a duplice uso. L’ESRIN, il centro dell’ESA dedicato all’osservazione della Terra, ha sede a Frascati e supporta le operazioni delle missioni di osservazione della Terra, lo sfruttamento dei dati, le attività legate al vettore Vega e le funzioni di difesa planetaria”, prosegue.
Nel 2025, precisa l’OCSE, “il budget italiano per le attività spaziali civili ha raggiunto i 2.224,1 miliardi di dollari (1.968,2 miliardi di euro), registrando un incremento in termini reali rispetto al biennio 2023-2024 e superando i livelli pre-COVID”. “Tale dato riflette importanti sviluppi strategici, in particolare il pacchetto di ripresa economica post-COVID-19 per il periodo 2022-2026, l’aumento degli impegni finanziari verso l’Agenzia Spaziale Europea e nuove iniziative nazionali. L’osservazione della Terra ha rappresentato la principale voce di spesa nel 2025”.
L’International Space Summit
Copresieduto da Francia e Germania, l’International Space Summit riunirà, nella sua prima edizione, quasi 120 delegazioni straniere e rappresentanti dell’industria e della ricerca per un confronto internazionale sul futuro dello spazio: sicurezza, sviluppo della space economy, uso responsabile ed esplorazione. Particolare attenzione sarà dedicata all’autonomia e alla competitività europea nello spazio, temi al centro di cinque delle sette dichiarazioni che saranno presentate al vertice. In questo quadro, la partecipazione del ministro Urso al Summit, alla guida della delegazione italiana, punta a rafforzare la cooperazione europea e a valorizzare il contributo della filiera nazionale, rappresentata ai lavori anche da Leonardo, Avio, Thales Alenia Space Italia e Leaf Space.

