Una nuova fase di maltempo intenso sull’Italia prenderà forma nella giornata di mercoledì 9 settembre 2026 a causa dell’avvicinamento di una saccatura di origine atlantica che avanzerà sul Mediterraneo sotto la spinta di correnti sud-occidentali in media e alta troposfera. Il sistema frontale associato, proveniente da ovest-nordovest, tenderà a rallentare la propria evoluzione tra Nord e Centro Italia, favorendo condizioni ideali per la formazione di temporali persistenti e localmente violenti. Il quadro meteorologico sarà caratterizzato da un forte contrasto tra masse d’aria differenti: da una parte l’afflusso di aria più fresca legata alla perturbazione atlantica, dall’altra il richiamo di correnti meridionali molto umide che alimenteranno l’instabilità. Il risultato sarà una giornata con rischio di nubifragi, grandinate, intense raffiche di vento e fenomeni convettivi estremi. L’attenzione principale è rivolta a Liguria e Toscana, dove il centro di previsione PRETEMP ha emesso un livello 2 di rischio, il massimo previsto nella scala utilizzata, per la possibilità di fenomeni particolarmente rilevanti.
Allerta meteo livello 2 tra Liguria e Toscana: rischio nubifragi e downburst oltre 100 km/h
La zona più delicata di allerta meteo sarà quella compresa tra Liguria, Toscana e Arcipelago Toscano, dove sono attesi i fenomeni più intensi. L’elevato contenuto di umidità presente nei bassi strati atmosferici potrà favorire lo sviluppo di temporali autorigeneranti, capaci di scaricare ingenti quantità di pioggia in tempi molto brevi. Il rischio principale riguarda le piogge eccessive, che potrebbero determinare criticità di carattere idrogeologico, soprattutto nelle aree collinari e montuose dove il terreno potrebbe ricevere accumuli importanti in poche ore. Tra gli elementi più rilevanti emerge anche la possibilità di wet downburst, ovvero violente raffiche discendenti associate ai temporali, con velocità potenzialmente superiori ai 100 km/h. Questi fenomeni possono provocare improvvisi colpi di vento molto intensi e localizzati, simili per alcuni effetti a quelli prodotti dalle trombe d’aria. Non viene esclusa inoltre la possibilità di grandinate, generalmente con chicchi di piccole dimensioni, ma con possibilità di diametri maggiori, fino a 2-4 centimetri, nelle celle temporalesche più intense e isolate.
Nord Italia sotto osservazione: temporali forti, grandinate e possibili supercelle
Un livello 1 di rischio è stato invece emesso per gran parte del Nord Italia, dove saranno possibili fenomeni temporaleschi localmente intensi. Le aree maggiormente coinvolte saranno soprattutto Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto e Friuli Venezia Giulia. La fase perturbata potrà iniziare già nelle ore notturne con la formazione di temporali elevati, destinati poi a spostarsi verso est nel corso della mattinata. Successivamente, tra la mattina e il pomeriggio, l’arrivo di nuclei di vorticità positiva potrà favorire il mantenimento di temporali organizzati. In particolare tra Emilia-Romagna, Veneto e Friuli Venezia Giulia non viene esclusa la possibilità di strutture temporalesche più organizzate, come linee temporalesche e sistemi convettivi lineari, capaci di produrre raffiche di vento superiori ai 100 km/h.
Il rischio grandine sarà generalmente inferiore rispetto alla Liguria e alla Toscana, con chicchi prevalentemente compresi tra 1 e 2 centimetri, ma non si esclude qualche episodio più intenso nelle strutture più sviluppate. Tra il Delta del Po e l’Alto Adriatico potranno inoltre verificarsi condizioni favorevoli alla formazione di qualche supercella, mentre lungo la Pianura Padana non è esclusa la possibilità di fenomeni vorticosi locali, come landspout, ovvero tornado non mesociclonici legati a particolari configurazioni di convergenza.
Centro Italia e Sardegna: temporali intensi lungo l’Appennino
Il rischio di fenomeni temporaleschi interesserà anche parte del Centro Italia, in particolare lungo la dorsale appenninica. Qui è stato esteso il livello 1 per la possibilità di temporali localmente forti, seppur con probabilità inferiore rispetto alle aree comprese nel livello 2. Anche la Sardegna sarà coinvolta dal peggioramento, anche se gli inneschi risulteranno meno probabili durante la giornata a causa della presenza di uno strato stabile di aria calda e secca nordafricana, noto come EML (Elevated Mixed Layer). La progressiva erosione di questo strato nella fase serale e notturna, insieme all’avvicinamento del fronte perturbato, potrebbe però favorire la nascita dei primi temporali intensi soprattutto sulle zone montuose settentrionali dell’isola.
Sud Italia: rischio temporali isolati e fenomeni vorticosi sulla Puglia
Sul Meridione il quadro sarà meno critico rispetto al Centro-Nord, ma non mancheranno episodi di instabilità. Una piccola ondulazione atmosferica attraverserà le regioni meridionali tra la mattina e il pomeriggio, favorendo la formazione di qualche temporale. L’ambiente sarà caratterizzato da shear ridotto, inferiore ai 10 m/s, elemento che limiterà l’organizzazione delle celle temporalesche. Saranno quindi più probabili fenomeni a carattere isolato o multicellulare. Un’attenzione particolare riguarda la Puglia, dove lungo una zona di convergenza tra venti occidentali e orientali potrebbero svilupparsi condizioni favorevoli alla formazione di deboli tornado.
Che cos’è PRETEMP e come funziona la previsione dei fenomeni estremi
PRETEMP è un gruppo indipendente di previsione meteorologica specializzato nell’analisi dei fenomeni temporaleschi intensi e severi. Il progetto utilizza modelli numerici, dati atmosferici e parametri convettivi per individuare le aree dove possono svilupparsi fenomeni come supercelle, grandinate, downburst, tornado e nubifragi. La classificazione utilizzata da PRETEMP prevede diversi livelli di rischio, con il livello 0 associato a fenomeni possibili ma generalmente meno probabili o meno intensi, il livello 1 per condizioni favorevoli a fenomeni localmente severi e il livello 2 per situazioni caratterizzate da una maggiore probabilità di eventi estremi. L’analisi tiene conto di numerosi fattori atmosferici, tra cui CAPE, quantità di umidità disponibile, profili del vento, convergenze nei bassi strati e presenza di forzanti dinamiche capaci di innescare temporali organizzati.
Il testo completo dell’analisi PRETEMP per il 9 settembre 2026
Di seguito viene riportato integralmente e testualmente, tra virgolette, il testo emesso dagli esperti di PRETEMP per la giornata di mercoledì 9 settembre: “una saccatura di origine atlantica approccerà parte del dominio di previsione sotto tese corrente sud-occidentali in media e alta troposfera e, contestualmente, si farà strada un sistema frontale da WNW in fase di stallo tra il Centro e Il Nord Italia, dove faranno seguito delle fasi temporalesche anche di forte entità. Viene emesso un Livello 2 tra Liguria e la Toscana (incluso l’arcipelago toscano) espressamente per piogge consistenti ed eccessive che potrebbero indurre delle criticità idro-geologica e per intensi wet downburst(>100km/h). Inoltre, si evidenzia la possibilità per grandinate in genere di piccole dimensioni, ma non si escludono diametri maggiori (fino a 2-4cm) in presenza di convezione più intensa ed isolata.
Un livello 1 viene emesso per buona parte del N italia per locali intensi raffiche di vento convettive (wet downburst), piogge consistenti (specialmente tra basso Piemonte e Lombardia) e sporadiche grandinate di piccolo diametro.
DISCUSSIONE
…Livello 2…
Una stretta e lenta saccatura atlantica con un associato confine frontale si dirigerà verso il territorio nazionale con la formazione di convezione anche profonda tra il Nord e il Centro. Si andranno ad attivare dei flussi di Libeccio e Ostro che trasporteranno una massa d’aria ancora più umida rispetto ai giorni scorsi, con valori di PW che eccedono anche i 40mm e Mixing ratio tra i 17-18 g/kg che verranno avvettati verso NNE dalle zone marine. Tra notte e mattina dei primi inneschi alla convezione profonda potrebbero aversi tra Mar Ligure e le zone interne della Liguria lungo un boundary orografico sottovento alla Corsica o da un temporaneo regime di flow-over, con quindi la convezione che troverebbe modo di formarsi sulle zone collinari/montane tra Liguria e Toscana. Contestualmente, verrà richiamata dell’elevata instabilità (CAPE anche >2000J/kg) derivante in buona parte da anomale SSTs e dalla forzante a scala sinottica. L’elevata PW presente specialmente nel PBL e la possibilità di sistemi autorigeneranti potranno provocare delle piogge eccessive in tempi brevi, nonché a intensi wet downburst indotti dall’eccessivo sovracarico precipitativo unitamente ad uno speed shear in aumento localmente >20m/s. Su queste zone i temporali potranno insistere con più fasi tra il mare aperto e le aree interne nel corso della giornata legati principalmente alle posizioni del boundary di basso livello che potrebbe subire delle variazioni tra i cold pool e i flussi da SSW. Tuttavia, tra la Corsica e l’arcipelago Toscano è possibile della convezione profonda in forma più isolata che potrebbe prendere forma tra pomeriggio- sera sottoforma di sistemi multicellulari ma anche supercellulari. In tal contesto, i profili termodinamici risultano maggiormente favorevoli alla crescita della grandine, con uno strato più secco presente tra 900-800hpa e CAPE più concentrato nel HGL.
Si evidenzia la possibilità per fenomeni vorticosi a causa di un elevato CAPE 0-3km (>200J/kg) e la presenza della convergenza. La disposizione dei venti risulterà favorevole al verificarsi di landfall (Livello 1).
…Livello 1…
Le zone del Nord Italia vedranno la possibilità di convezione, di natura elevata, già dalle ore notturne della giornata in esame in proseguimento fino alla mattinata muovendosi verso oriente. Nel corso della mattinata e il pomeriggio alcuni nuclei di vorticità positiva da WSW in direzione dell’Emilia-Romagna, Lombardia, Veneto e FVG potranno favorire l’insorgere e il mantenimento dei temporali potenzialmente fino alla Slovenia. Gli Odografi prevalentemente stirati suggeriscono uno storm-mode multicellulare, ma è comunque possibile qualche supercella, specialmente tra il Delta del Po e l’alto Mar Adriatico. Convezione surface-based limiterà la crescita dei chicchi di grandine, con al più diametri di piccole dimensioni (1-2cm). Tra Emilia-Romagna, Veneto e FVG non si esclude un Upscale growth dei sistemi in risalita dall’appennino in QLCS che potranno colpire alcuni settori da intense raffiche di vento lineari (>100km/h).
Lungo la superficie frontale è possibile l’innesco di altri temporali, anche intensi, che potranno percorrere la Val Padana da ponente a levante organizzati anche in mesolinee o in supercelle transienti. Non si esclude qualche tornado di tipo landspout in Val Padana. Più a sud, lungo l’appennino centrale e la Sardegna, viene esteso il livello 1 per la stessa fenomenologia nel livello 2 ma con minore probabilità di accadimento. Sulla Sardegna gli inneschi ai temporali sono ancora meno probabili durante la giornata poiché sarà presente un EML Nord africano. La progressiva erosione dell’EML tra tarda sera/notte e l’approccio del fronte potranno favorire dei primi temporali anche forti sulle zone montuose, specie a quelle a Nord.
…Livello 0…
Sulle regioni meridionali transiterà un onda corta tra mattina e il pomeriggio con moto verso ESE. Questa effimera ondulazione porterà a qualche temporale in un ambiente a shear scarso(<10m/s) e pertanto celle singole o multicelle saranno probabili. Sulla Puglia sussistono le condizioni per la formazione deboli tornado lungo una convergenza tra venti da ovest e da est. La giornata del 9 settembre si presenta dunque come una fase meteorologica delicata, con il rischio maggiore concentrato tra Liguria e Toscana ma con condizioni favorevoli a temporali intensi anche su numerose altre aree del Centro-Nord”.
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