Le ultime elaborazioni fornite dall’ESSL (European Severe Storms Laboratory), il centro di ricerca europeo leader nello studio e nel monitoraggio dei fenomeni convettivi avversi, hanno formalizzato un quadro di allerta meteo di livello massimo per il bacino del Mediterraneo centrale. Attraverso gli algoritmi avanzati del sistema Automated Severe Weather Guidance, che integrano le simulazioni dei tre principali modelli numerici mondiali (ECMWF, ICON-EU e GFS), i ricercatori hanno tracciato una mappa di severità temporalesca di eccezionale ed inquietante gravità. Le simulazioni valide tra la giornata odierna di sabato 12 settembre e quella di domenica 13 settembre 2026 mostrano una vasta area colorata in toni viola, marrone scuro e rosso posizionata direttamente tra la Tunisia, il Canale di Sicilia, il Mar Ionio, la Calabria e la Sicilia. Questa mappa evidenzia un’altissima probabilità di accadimento per temporali estremi, caratterizzati da una frequenza di fulminazioni superiore al 75% e dal rischio concreto di grandine gigante con chicchi di diametro superiore ai 2 e persino ai 5 centimetri.
La fisica della minaccia: perché l’ESSL prevede grandinate devastanti e fulmini a fondoscala
L’elevato livello di allertamento emanato dall’ESSL trova la sua motivazione scientifica nelle eccezionali condizioni di instabilità termodinamica presenti sul bacino del Mediterraneo. L’ingresso irruento del nocciolo d’aria fredda di provenienza polare sta scivolando sopra una superficie marina che conserva valori termici eccezionalmente elevati al termine della stagione estiva. Il contrasto tra l’aria fredda in quota e il vapore acqueo rilasciato dai mari roventi genera indici di energia potenziale convettiva disponibile (CAPE) fuoriscala, combinati con un marcato shear del vento verticale. Questa configurazione atmosferica favorisce la genesi di violente supercelle stazionarie, dove le correnti ascensionali (updraft) raggiungono velocità tali da sostenere all’interno della nube la crescita di chicchi di grandine di dimensioni straordinarie prima del loro drammatico impatto al suolo. Contestualmente, la forte vorticità atmosferica alimenterà un’attività elettrica incessante con scariche nube-suolo ad altissima intensità.
Le previsioni per domenica 13 settembre: Calabria e Sicilia sotto l’attacco del maltempo
La giornata di domenica 13 settembre rappresenterà la fase di massima criticità idrogeologica per le due regioni dell’estremo Meridione. Il prolungarsi dell’azione del Ciclone Mediterraneo, il cui minimo depressorio andrà a strutturarsi sul margine meridionale del Canale di Sicilia a ridosso del Golfo di Gabes, continuerà ad inviare rami temporaleschi risalenti verso nord-est. In Sicilia le piogge torrenziali ed i forti temporali si concentreranno con maggiore veemenza lungo la fascia ionica ed orientale, interessando direttamente le province di Messina, Catania, Siracusa e Ragusa, ma con sconfinamenti battenti anche sull’entroterra ennese e nisseno. In Calabria il maltempo sferzerà sia il versante tirrenico che la fascia ionica, investendo con forza la Piana di Gioia Tauro, il Vibonese, il Catanzarese ed il Cosentino. Le precipitazioni a carattere di bomba d’acqua aumenteranno in modo drammatico il rischio di alluvioni lampo, smottamenti lungo i versanti montuosi dell’Aspromonte, delle Serre e della Sila, e repentini straripamenti dei corsi d’acqua a regime torrentizio.
Il persistere del maltempo nella notte verso lunedì 14 settembre e il crollo termico definitivo
Le mappe previsionali dell’ESSL estese alle ventiquattr’ore successive, valide da domenica 13 settembre a lunedì 14 settembre, confermano come la struttura ciclonica non si dissolverà rapidamente, ma continuerà a bilanciare la sua energia a ridosso dei mari meridionali italiani. La persistenza di questo perno barico attirerà costantemente correnti fredde ed uggiose dai quadranti settentrionali, mantenendo i cieli coperti e la probabilità di precipitazioni elevata su tutto il Mezzogiorno. Il crollo termico iniziato nelle scorse ore diventerà definitivo e permanente: le temperature massime in pieno giorno faticheranno a superare i +20/+22°C lungo le aree costiere di Calabria e Sicilia, mentre nelle località collinari ed interne i valori diurni rimarranno bloccati al di sotto dei +15°C. Trattasi di un quadro meteorologico dai connotati apertamente ed anticipatamente autunnali, che sanziona l’archiviazione definitiva della stagione estiva 2026 ed impone la massima attenzione da parte delle autorità e dei cittadini nell’affrontare le prossime decisive ore di allerta.
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