La situazione meteo in Italia nel giorno dell’equinozio d’autunno, oggi, mercoledì 23 settembre, si presenta con connotati decisamente straordinari e ben lontani dalla classica dolcezza settembrina. La nuova stagione astronomica si apre con un’impronta quasi invernale, causata da un profondo e violento ciclone polare che sta infuriando sull’Europa orientale e sulla penisola dei Balcani. Questa vasta struttura depressiva sta alimentando un continuo e pungente respiro proveniente dai Balcani, incanalando masse d’aria fredda di origine subpolare direttamente verso la nostra penisola. La notte appena trascorsa è stata segnata da un freddo anomalo del tutto fuori scala per la fine di settembre, con temperature minime a una cifra in pianura su ampie porzioni della Pianura Padana e nelle vallate interne del Centro.
Il risveglio di oggi, mercoledì 23 settembre, ha mostrato i segni evidenti di questo primo shock termico stagionale, con cieli caratterizzati da molte nubi che interessano il Sud e il Nord del Paese, alternando squarci di sole a stratificazioni compatte e rovesci a carattere locale. Le regioni adriatiche sono il vero fronte di questa avvezione fredda, trovandosi direttamente esposte alle correnti orientali e nord-orientali che scavalcano il bacino del Adriatico dopo aver attraversato il territorio balcanico. Questo flusso teso e instabile mantiene le temperature diurne ben al di sotto degli standard climatici tradizionali, regalando un contesto meteorologico che assomiglia a quello del pieno mese di novembre piuttosto che all’inizio dell’autunno.
Clima anomalo e crollo termico: perché le temperature odierne sono eccezionalmente basse rispetto alle medie storiche
L’analisi dei dati termometrici registrati nelle ultime ore evidenzia un panorama di valori massimi decisamente rigidi, distribuiti in modo marcato lungo il versante adriatico e nelle aree interne appenniniche. Lungo la fascia settentrionale e prealpina spiccano valori come i +18°C a Belluno e i +19°C a Udine, dove la copertura nuvolosa e l’aria frizzante di origine nord-orientale hanno tarpato le ali a qualsiasi tentativo di riscaldamento diurno. Scendendo lungo la dorsale e le pianure costiere, la situazione resta rigida: registriamo infatti +20°C a Pescara e a Matera, mentre il termometro non supera i +21°C a Venezia, Trieste, Ancona, Barletta, Bisceglie, Monopoli e Vieste. Nemmeno le regioni più meridionali riescono a beneficiare del consueto tepore marittimo, con massime ferme a +22°C a Bari, Taranto, Lecce, Foggia, Brindisi, Rimini e Crotone.
Per comprendere appieno l’eccezionalità di questi dati, occorre confrontarli con le medie storiche del periodo calcolate sui trentenni di riferimento climatico. Nella terza decade di settembre, le regioni del Medio-Basso Adriatico e le coste del Mezzogiorno registrano storicamente temperature massime medie comprese tra i +25°C e i +28°C, con picchi che fino a pochi giorni fa toccavano ancora i +30°C sotto l’azione degli anticicloni subtropicali. Registrare valori massimi compresi tra i +20°C e i +22°C in città come Bari, Pescara o Brindisi significa trovarsi di colpo tra i 5°C e i 7°C al di sotto delle medie trentennali. La spiegazione scientifica di questo raffreddamento risiede nella rapidità con cui il ciclone polare ha sostituito la massa d’aria preesistente: l’assenza di una barriera protettiva a est ha permesso alla colata gelida di dilagare sul Mare Adriatico, provocando un tracollo termico rapido e una netta sensazione di freddo accentuata dai forti venti di Grecale e Tramontana.
Nuova sfuriata nord-atlantica in arrivo: maltempo, temporali e aria fredda tra giovedì 24 e venerdì 25 settembre
Le condizioni attuali rappresentano soltanto la prima fase di una dinamica atmosferica altamente complessa e dinamica. I modelli matematici ad alta risoluzione confermano infatti che nei prossimi giorni non vi sarà alcuna tregua immediata, poiché si sta preparando una nuova sfuriata fredda proveniente dal nord atlantico. Questo nuovo impulso instabile tenderà a scendere a grande velocità verso l’Europa centrale per poi compiere una traiettoria classica ma insidiosa: la massa d’aria polare, incontrando la maestosa barriera dell’arco alpino, finirà per aggirando le alpi sia da est che da ovest, penetrando con irruenza nel bacino del Mediterraneo e riversandosi sui Balcani e sui nostri mari orientali.
Questo secondo affondo causerà un netto e ulteriore peggioramento delle condizioni meteorologiche. La fase acuta del forte maltempo si concretizzerà tra il pomeriggio e la serata di domani sera, giovedì 24 settembre, per poi esplodere con massima violenza nella giornata di dopodomani, venerdì 25 settembre. Saranno soprattutto le regioni del Centro e del Sud Italia a dover fare i conti con ancora forti piogge e temporali al sud, innescati da contrasti termici esplosivi tra l’aria fredda in quota e la superficie dei mari italiani ancora molto calda per via della stagione estiva da poco conclusa. La formazione di nuclei temporaleschi e linee di groppo autorigeneranti potrà provocare nubifragi, intense grandinate e violente raffiche di vento lungo le fasce tirreniche e adriatiche del Meridione.
Weekend dal sapore quasi invernale: il picco del freddo tra venerdì sera e sabato 26 settembre
L’ingraziosirsi del maltempo andrà di pari passo con un secondo e più incisivo abbassamento dei valori termici. Tra venerdì sera e la giornata di sabato 26 settembre, la ventilazione dai quadranti settentrionali aumenterà ulteriormente d’intensità, spirando con folate impetuose che accentueranno il disagio bioclimatico attraverso l’effetto del vento. L’ingresso della massa d’aria fredda al seguito della perturbazione farà crollare le temperature a quote medio-basse, portando la prima neve sui rilievi dell’Appennino centrale e meridionale a quote insolitamente basse per il mese di settembre.
Il panorama meteorologico del fine settimana proporrà dunque un clima quasi invernale, specialmente durante le ore notturne e al primo mattino. Tra venerdì e sabato 26 settembre, i valori minimi nelle zone interne pianeggianti e collinari torneranno a scendere vistosamente verso la soglia dei +6°C/+8°C, mentre le massime diurne rimarranno congelate attorno ai +18°C/+20°C su gran parte della penisola. La combinazione di cielo nuvoloso, rovesci intermittenti e venti sferzanti conferirà a questo ultimo weekend di settembre un volto tipicamente tardo-autunnale, costringendo la popolazione a rispolverare abiti pesanti e giacconi invernizzanti in anticipo di quasi due mesi rispetto alle consuetudini stagionali.
Il ribaltone di fine settembre e inizio ottobre: torna il mite sole al Centro-Sud e arrivano le grandi piogge al Nord
Quando l’assaggio d’inverno sembra oramai insediato sul Mediterraneo, la circolazione generale su scala continentale subirà una completa riorganizzazione. A partire dai primi giorni della prossima settimana, assisteremo a un vero e proprio ribaltone meteo dettato dallo sblocco del flusso zonale atlantico. La porta dell’Atlantico si spalancherà del tutto, spingendo verso l’Europa occidentale una serie di profonde depressioni che andranno a richiamare un’ondata di aria decisamente più calda e temperata sul bacino centro-meridionale del Mediterraneo.
Questo stravolgimento sinottico garantirà il ritorno di un clima mite e temperato al centro/Sud, dove l’alta pressione riconquisterà spazio regalando giornate soleggiate e gradevoli. Le temperature subiranno una repentina e sensibile risalita, con valori massime stabilmente sui +26/+28°C a fine settembre su molte città meridionali e sulle due Isole Maggiori, riproponendo scenari da ottobrata e piacevoli condizioni per la vita all’aria aperta. Contemporaneamente, la medesima traiettoria delle nuove perturbazioni atlantiche punterà con decisione l’Europa nord-occidentale e l’Italia settentrionale, dove si aprirà una lunga e intensa fase perturbata tra la fine di settembre e inizio ottobre. Sarà proprio questa nuova configurazione a riportare le grandi piogge al nord Italia, rifornendo d’acqua i bacini idrici e le Alpi con precipitazioni abbondanti, mentre il Centro-Sud godrà dell’abbraccio protettivo di una nuova bolla di stabilità e tepore settembrino.
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