La giornata odierna di martedì 1 settembre 2026 segna l’avvio ufficiale dell’autunno meteorologico sull’Italia e sull’intero emisfero boreale. Questo passaggio di consegne stagionale si concretizza sotto un quadro atmosferico ampiamente rimodellato, dominato dal deciso insediamento dell’Anticiclone delle Azzorre sul bacino centro-occidentale del Mediterraneo. L’analisi attenta delle carte bariche tracciate dal servizio meteorologico tedesco DWD mostra chiaramente la presenza di un solido campo di alta pressione, identificato con il nome ufficiale “Thomas“, caratterizzato da valori al suolo compresi tra 1020 hPa e 1025 hPa e disteso tra l’Oceano Atlantico, la Francia e l’Europa centrale.
È fondamentale ribadire la natura puramente oceanica di questa struttura stabilizzante, che smentisce seccamente le narrazioni allarmistiche su presunti ritorni dell’anticiclone africano. L’alta pressione azzorriana arriva dall’oceano, ha caratteristiche specifiche come valori di pressione più elevati, masse d’aria temperate, asciutte e pulite, garantendo un clima piacevole, con temperature lontane dai picchi torridi delle settimane passate.


La struttura sinottica: perché l’alta pressione non impedisce i temporali pomeridiani
Se da un lato il nucleo principale dell’Anticiclone delle Azzorre protegge le regioni del Nord Italia e i settori tirrenici occidentali, le mappe sinottiche evidenziano una falla barica lungo il suo margine orientale. A est dell’Italia, sui territori balcanici ed est-europei, stazionano lacune depressive che consentono a spifferi d’aria più fresca e instabile in quota di scivolare verso il basso Adriatico e il Meridione. Il contrasto termico tra questo flusso fresco in quota e il riscaldamento diurno del suolo — ancora cospicuo nelle vallate interne e lungo i rilievi — genera un elevato gradiente termico verticale. Questa configurazione favorisce l’innesco di moti convettivi veloci ed imponenti durante le ore centrali della giornata, dando vita a marcati temporali pomeridiani a sviluppo cumuliforme che romperanno la monotonia del soleggiamento estivo. E’ già successo ieri, con i violenti temporali serali al Nord/Est e la furiosa grandinata su Bressanone. E nei prossimi giorni, queste infiltrazioni fresche da est aumenteranno e il maltempo sarà più diffuso, pur sempre limitato a macchia di leopardo sul territorio del Nord/Est e del Sud Italia.

Allerta meteo per mercoledì 2 e giovedì 3 settembre: le zone colpite dal maltempo
I modelli ad alta risoluzione indicano una netta escalation dell’instabilità atmosferica a partire dal pomeriggio odierno e soprattutto nel corso delle prossime 48 ore. Nella giornata di mercoledì 2 settembre, dopo una mattinata in prevalenza soleggiata su gran parte del Paese, la convezione termica esploderà con decisione a partire dal primo pomeriggio. L’allerta meteo riguarderà in prima battuta il settore alpino e prealpino orientali, ma i fenomeni più diffusi e rischiosi si concentreranno lungo la dorsale appenninica centro-meridionale. I nuclei temporaleschi colpiranno in modo significativo le zone interne dell’Abruzzo, del Molise, della Campania e della Basilicata, per poi intensificarsi in Calabria lungo i massicci del Pollino, della Sila, delle Serre e dell’Aspromonte, ed in Sicilia attorno ai complessi montuosi di Peloritani, Nebrodi, Madonie ed Etna, con sconfinamenti fin sulle aree collinari dell’entroterra ennese e nisseno.


La fase di massima acuzie dell’instabilità si manifesterà nella giornata di giovedì 3 settembre, quando l’ingresso di un più incisivo nocciolo d’aria fresca balcanica sfonderà sul Medio-Basso Adriatico e sul Mezzogiorno. Sin dal primo pomeriggio si assisterà alla formazione di imponenti celle temporalesche capaci di generare forti temporali, locali nubifragi e improvvise grandinate. Le aree più esposte saranno le zone interne della Puglia, della Basilicata e della Calabria, con i temporali che tenderanno a sconfinare con veemenza verso i litorali marittimi, sia sul versante jonico che su quello tirrenico, interessando anche la Sicilia orientale ed interna.

Calo termico al Centro-Sud e la tendenza verso il fine settimana
L’effetto combinato della ventilazione dai quadranti settentrionali e della copertura nuvolosa associata ai temporali determinerà un generale calo termico su tutte le regioni del Centro-Sud. Le temperature massime subiranno una flessione compresa tra i 2°C e i 4°C, riportando i valori diurni non oltre i +30°C su gran parte dei capoluoghi peninsulari e insulari e regalandoci serate decisamente fresche e ventilate.


Proiettandoci verso il fine settimana, le mappe della pressione al suolo per la giornata di sabato 5 settembre mostrano una graduale ricucitura dello strappo instabile: l’Anticiclone delle Azzorre allargherà ulteriormente il suo scudo protettivo verso i Balcani, ripristinando condizioni di prevalente stabilità atmosferica. Gli ultimi residui spunti instabili rimarranno confinati ai soli rilievi montuosi dell’estremo Sud nella giornata di venerdì 4 settembre, prima di lasciare spazio a un weekend di sabato 5 e domenica 6 settembre ampiamente soleggiato, mite e dal sapore tipicamente ed organicamente autunnale su tutta l’Italia.
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