La giornata di oggi, mercoledì 9 settembre 2026, presenta ancora un volto decisamente caldo sull’estremo Meridione e sulle regioni centrali, dove la massa d’aria prefrontale garantisce valori termici estivi prima dell’arrivo della grande perturbazione oceanica. I rilevamenti meteo delle ultime ore evidenziano picchi notevoli con +37°C a Foggia, +35°C a Chieti e Iglesias, +34°C a Cosenza, e +32°C a Catania e Crotone. Anche lungo la fascia centrale il caldo si fa sentire con +32°C a Terni e +31°C a Roma e Perugia. Tuttavia, l’elevato apporto di umidità e il riscaldamento del suolo hanno già innescato i primi violenti episodi di instabilità convettiva: se nella giornata di ieri violenti temporali hanno colpito la dorsale appenninica mandando letteralmente sott’acqua le città di Potenza e Benevento, nelle ultime ore i nubifragi si sono accaniti con forza sul Salento, provocando allagamenti ed estesi disagi a Otranto e Giurdignano, per poi estendersi lungo il massiccio della Sila in Calabria. Si tratta tuttavia dei ruggiti conclusivi della stagione estiva, destinata a subire un ridimensionamento definitivo nel corso delle prossime quarantotto ore.
La svolta del modello ICON: lo sfondamento atlantico conquista il Meridione
L’analisi delle ultime simulazioni elaborate dal modello matematico tedesco ICON mostra una dinamica atmosferica sostanzialmente diversa rispetto ai passaggi instabili delle scorse settimane. Se finora le sacche di aria fresca e le perturbazioni atlantiche erano rimaste confinate quasi esclusivamente al Nord Italia, lasciando il Centro-Sud protetto da fugaci rimonte anticicloniche, il sistema depressionario in arrivo realizzerà un vero e proprio sfondamento verso il bacino del Mediterraneo centro-orientale. Le mappe di ICON tracciano la discesa di un possente cavo d’onda colmo di aria fredda di matrice polare marittima che tra la serata di giovedì 10 settembre e la giornata di venerdì 11 settembre scalzerà senza indugi la massa d’aria calda preesistente sul Mezzogiorno. Il processo di raffreddamento si accentuerà ulteriormente tra sabato 12 e domenica 13 settembre, culminando all’inizio della prossima settimana con un quadro termico pienamente autunnale e valori che si porteranno nettamente al di sotto delle medie climatologiche stagionali.
L’impatto regione per regione: temporali, vento e crollo termico diffuso
L’evoluzione disegnata dal modello ICON scompagina il quadro meteo del Meridione regione per regione, determinando un abbattimento delle temperature nell’ordine dei 10-12°C. In Campania e Basilicata il fronte temporalesco irromperà tra giovedì sera e la mattinata di venerdì, portando forti rovesci, raffiche di vento da Libeccio e un crollo delle massime che faticheranno a superare i +22/+23°C nei valori diurni. In Puglia e in Molise l’irruzione delle correnti settentrionali sposterà l’instabilità lungo il versante adriatico e ionico, spazzando via i +37°C di Foggia e facendo precipitare i termometri sui +20/+22°C entro sabato. Tra la Calabria e la Sicilia la fase acuta del maltempo si concretizzerà tra venerdì e sabato, quando il contatto tra l’aria polare in quota e le acque superficiali dei mari ancora roventi innescherà supercelle marittime e nubifragi lungo le coste tirreniche e nelle vallate interne di Cosenza, Catanzaro, Reggio Calabria, Palermo e Messina. Le temperature crolleranno rapidamente anche sulle aree ioniche e meridionali dell’Isola, abbattendosi su valori insolitamente freschi per la prima metà di settembre.
Domenica 13 e Lunedì 14 Settembre: il picco del freddo, temperature da autunno inoltrato
Il momento di massimo sprofondamento termico si raggiungerà tra le giornate di domenica 13 e lunedì 14 settembre, quando il nucleo d’aria fredda di provenienza balcanica si insedierà stabilmente sopra la Penisola. Le proiezioni termiche a 850 hPa fornite da ICON mostrano isoterme fino a +10°C distribuite capillarmente sul Centro-Sud. Questo afflusso si tradurrà al suolo in un contesto climatico rigido e tipicamente autunnale: le temperature minime notturne scenderanno ampiamente al di sotto dei +15°C nelle pianure e anche sulle coste adriatiche, e addirittura sotto i +10°C nelle zone interne, mentre i valori massimi diurni faranno fatica a varcare la soglia dei +25°C persino lungo le coste della Sicilia e della Calabria. L’estate 2026 chiuderà così definitivamente i battenti sull’intero territorio nazionale, imponendo il cambio d’armadio con oltre dieci giorni d’anticipo rispetto alla data dell’equinozio astronomico e aprendo una fase meteorologica decisamente dinamica, fresca ed avversa su tutto il Meridione.
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