La giornata di oggi, lunedì 7 settembre 2026, regala a tutta l’Italia un’atmosfera luminosa, mite e piacevole, coronando gli ultimi scampoli di una stagione estiva ormai giunta ai suoi sgoccioli. L’intero Paese si trova in piena fase di ripartenza: uffici, aziende e fabbriche hanno riaperto i battenti a pieno ritmo, i campionati di calcio sono ripartiti a scaldare gli appassionati e nella giornata odierna suona la prima campanella per gli studenti dell’Alto Adige, apripista di un calendario scolastico che nei prossimi dieci giorni vedrà il rientro in classe di tutti gli studenti italiani. Questo quadro di tranquilla quotidianità estiva coincide con il graduale ed inesorabile cammino astronomico verso l’equinozio d’autunno, che quest’anno scoccherà precisamente nella notte di mercoledì 23 settembre alle ore 02:05.
Ma il tempo meteorologico non attenderà la data astronomica: le immagini inviate dai satelliti meteorologici sull’Atlantico mostrano un’imponente massa perturbata pronta ad investire direttamente il bacino del Mediterraneo nei prossimi giorni.
L’arrivo della grande tempesta atlantica: mercoledì 9 settembre il Nord entra in autunno
L’attuale fase di stabilità atmosferica ha i minuti contati. La grande perturbazione oceanica che attualmente sta attraversando l’Atlantico farà il suo irruento ingresso in Italia a partire dalla giornata di mercoledì 9 settembre, travolgendo con violenza le regioni del Nord Italia. Si assisterà a un vero e proprio tracollo termico accompagnato da piogge torrenziali, battenti rovesci e un’atmosfera grigia e piovosa dai connotati pienamente ed inequivocabilmente autunnali. L’ingresso di quest’aria fredda di matrice polare marittima spezzerà il blocco di stabilità continentale, ponendo termine alle ultime giornate miti e dando il via a una sequenza di giornate instabili che lasceranno pochissimo spazio a nuove rimonte calde.
Mari caldi ed energia in accumulo: perché rischiamo grandinate, supercelle e tornado
La gravità del maltempo in arrivo è legata a una dinamica termodinamica ben precisa ed esplosiva. L’Italia e i bacini marittimi che la circondano arrivano da un periodo prolungato di caldo anomalo, che ha trasferito un’immense quantità di calore latente alle acque del Mediterraneo. Quando una massa d’aria polare fredda e secca impatta su una superficie marina e su terreni così caldi, l’energia potenziale convettiva disponibile schizza verso valori critici. Il forte contrasto termico verticale innesca moti ascensionali violentissimi, in grado di generare la formazione di imponenti supercelle temporalesche. Sussiste pertanto un rischio elevatissimo di fenomeni meteo estremi su molte regioni, con elevate probabilità di grandinate devastanti con chicchi di grandi dimensioni, violenti downburst con raffiche superiori ai 100 km/h e la formazione di tornado e trombe marine lungo le aree costiere.
Giovedì 10 settembre, il potenziale Ciclone Mediterraneo tra Costa Azzurra, Liguria e Sardegna
Nella giornata di giovedì 10 settembre la saccatura Atlantica andrà a “tagliarsi” in quota, posizionando il suo perno depressionario sui mari occidentali, precisamente tra la Costa Azzurra, il Golfo di Liguria, la Corsica e la Sardegna. Questa particolare collocazione barica potrebbe evolvere nella formazione di un insidioso Ciclone Mediterraneo, un minimo di bassa pressione profondo che continuerà a martellare il Settentrione e si estenderà con grande veemenza alla Sardegna, alla Toscana e verso il Centro-Sud. Sulle regioni meridionali giovedì rappresenterà l’ultimo giorno di caldo estivo e di attesa, con temperature ancora superiori ai +30°C. Un caldo tardivo ma del tutto privo di connotati di eccezionalità, assolutamente normale per il mese di settembre che storicamente ha mostrato avvezioni calde ben più severe.
Venerdì 11 settembre e la svolta al Sud: la risposta smentisce gli allarmismi sul rinvio delle scuole
La svolta definitiva per il Meridione si compirà nella giornata di venerdì 11 settembre, giorno in cui ricorre il venticinquesimo anniversario dei tragici attentati alle Torri Gemelle dell’11 settembre 2001. Proprio in questa data storica l’Italia intera si troverà a fare i conti con la fase più acuta del maltempo: il fronte freddo sfonderà anche al Sud con forti temporali, rovesci e un abbattimento delle temperature di oltre 10°C. La perturbazione aprirà una ferita duratura nell’atmosfera mediterranea che si trasfonderà in un weekend piovoso e in un’ulteriore irruzione fredda nella settimana successiva, quando le temperature si porteranno persino di 8°C al di sotto delle medie stagionali. Questa possente rinfrescata spazza via in modo definitivo le polemiche pretestuose ed assurde di chi ipotizzava di rinviare la riapertura delle scuole a causa del “troppo caldo”: al rientro in aula di milioni di studenti italiani il clima sarà fresco, piovoso e pienamente autunnale su ogni singola regione.
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