Alluvione Nepal-Tibet, la Cina attribuisce la colpa al riscaldamento climatico

Alluvione Nepal-Tibet, la Cina promette di rafforzare la cooperazione con Kathmandu nella prevenzione dei disastri

La Cina attribuisce al riscaldamento climatico di lungo periodo l’instabilità del ghiacciaio che ha provocato la recente catastrofe al confine tra Tibet e Nepal e promette di rafforzare con Kathmandu la cooperazione nella prevenzione dei disastri. Lo ha affermato il portavoce del Ministero degli Esteri cinese Guo Jiakun. “Secondo le valutazioni degli esperti cinesi e nepalesi, il disastro è stato causato dall’instabilità di un ghiacciaio dovuta agli effetti di lungo periodo del riscaldamento climatico”, ha dichiarato Guo. Il portavoce ha precisato che il crollo ha interessato “un ghiacciaio situato in territorio nepalese“, dove una massa di ghiaccio e roccia è precipitata rapidamente lungo il versante montano.

La cooperazione tra i due Paesi

Guo ha ricordato che Cina e Nepal mantengono da tempo una cooperazione nei settori della meteorologia, delle risorse idriche e della prevenzione e riduzione dei disastri. Dopo la catastrofe, Pechino ha condiviso con Kathmandu immagini delle aree colpite, dati satellitari e idrologici e informazioni di allerta sui laghi di sbarramento formatisi a monte. “Il cambiamento climatico è una sfida comune a tutta l’umanità e nessun Paese può affrontarla da solo”, ha sottolineato Guo. “La Cina continuerà a rafforzare gli scambi e la cooperazione con la comunità internazionale per prevenire e ridurre efficacemente gli effetti negativi del cambiamento climatico“, ha aggiunto. Interpellato sulla proposta di creare insieme ai Paesi vicini una commissione per l’Himalaya, Guo non ha risposto direttamente, rinviando la questione alle autorità competenti.

Intanto il nuovo bilancio ufficiale delle vittime in Tibet è di 21 morti e 541 dispersi, riferisce l’agenzia cinese Xinhua.