Alpinista precipita per 20 metri sulla Tofana di Rozes: grave trauma cranico

Il 68enne è caduto durante una scalata sullo "Spigolo Zero", nel Bellunese: recuperato dall’elisoccorso dopo un intervento tecnico sulla parete

Sono gravi le condizioni di un alpinista di 68 anni originario di Biella precipitato durante una scalata sulla Tofana di Rozes, nel territorio del Bellunese. L’uomo è stato protagonista di una drammatica caduta di circa venti metri mentre affrontava la via di arrampicata dello “Spigolo Zero”, sul primo Pilastro della Tofana di Rozes. L’incidente è avvenuto nella tarda mattinata, quando l’alpinista, che si trovava come primo di cordata, è improvvisamente volato dalla parete, finendo contro la roccia sottostante. Nell’impatto ha riportato ferite importanti, tra cui un possibile grave trauma cranico, ed è stato successivamente trasportato all’ospedale di Treviso.

L’allarme lanciato da una guida alpina: le urla sentite dal ghiaione

La richiesta di intervento è arrivata alla Centrale del 118 intorno alle 12.10. A dare l’allarme è stata una guida alpina che si trovava sullo stesso itinerario di arrampicata e che si è accorta dell’incidente. Contemporaneamente, anche una persona presente sul ghiaione sottostante aveva segnalato la situazione, riferendo di aver sentito provenire dalla parete delle urla di aiuto. Secondo la ricostruzione dell’accaduto, il 68enne di Occhieppo Inferiore, durante la progressione sullo Spigolo Zero, è precipitato per una ventina di metri, riportando un violento impatto contro la roccia. L’urto è stato particolarmente duro: il caschetto si è rotto durante la caduta e l’alpinista è rimasto a testa in giù sulla parete.

Il recupero sulla parete: intervento complesso dei soccorritori

La situazione ha richiesto un intervento particolarmente delicato da parte dei soccorritori, considerata la posizione dell’alpinista e le difficoltà tecniche dell’area. La guida alpina arrivata per prima sul posto è riuscita a raggiungere il ferito e a intervenire per sollevarlo e raddrizzarlo, consentendo le prime operazioni di assistenza in attesa dell’arrivo dell’elisoccorso. Il medico è stato calato sull’infortunato dal tecnico di elisoccorso, che aveva precedentemente predisposto un apposito ancoraggio dopo essere sceso poco sopra lungo la parete. Una volta raggiunto l’alpinista, sono state effettuate le prime cure e le operazioni necessarie per stabilizzarne le condizioni.

Verricello di 60 metri per portare l’alpinista in salvo

Dopo la stabilizzazione, il rocciatore è stato recuperato grazie a un’operazione con verricello di 60 metri, una manovra resa necessaria dalla conformazione della parete e dalla posizione in cui si trovava il ferito. Anche la compagna di cordata dell’uomo è stata successivamente recuperata con la stessa modalità, senza ulteriori conseguenze riportate. L’alpinista, valutato in condizioni gravi per il sospetto di un importante trauma cranico, è stato quindi trasferito all’ospedale di Treviso, dove è stato affidato alle cure dei sanitari per tutti gli accertamenti e gli interventi necessari. L’incidente sulla Tofana di Rozes riporta ancora una volta l’attenzione sui rischi dell’alta montagna e sulla complessità degli interventi di soccorso in ambiente impervio, dove rapidità, preparazione tecnica e coordinamento tra i soccorritori possono risultare decisivi.