Due casi in pochi giorni, due calciatori professionisti alle prese con una aritmia cardiaca e con la necessità di ricorrere a una ablazione cardiaca per risolvere il problema. Prima la notizia riguardante Scott McTominay, centrocampista del Napoli, poi l’aggiornamento sulle condizioni di Jakub Piotrowski, centrocampista dell’Udinese. Il susseguirsi ravvicinato di questi episodi ha inevitabilmente acceso l’attenzione sul rapporto tra sport ad altissimo livello, cuore e controlli medici, anche se, nei due casi specifici, i club hanno sottolineato la natura benigna delle alterazioni riscontrate.
Il caso McTominay: ablazione riuscita e ritorno in campo programmato
La prima notizia ha riguardato Scott McTominay, calciatore del Napoli. Il centrocampista scozzese ha effettuato una procedura di ablazione cardiaca presso lo Spire Manchester Hospital, con un intervento che si è concluso positivamente. L’ex centrocampista del Manchester United dovrà ora seguire un percorso di recupero graduale. Per lui è previsto un periodo di riposo iniziale di circa due settimane, prima della ripresa degli allenamenti. Il ritorno all’attività sarà progressivo: inizialmente il calciatore potrà svolgere esercizi senza contatto, per poi completare il percorso necessario al rientro pieno in gruppo. Il programma complessivo prevede circa 28 giorni di recupero, durante i quali McTominay seguirà anche una terapia con farmaci anticoagulanti, spesso prescritta dopo alcune procedure cardiache per ridurre il rischio di complicazioni.
Il caso Piotrowski: una lieve aritmia cardiaca benigna dopo la sfida contro la Lazio
A distanza di pochi giorni è arrivato l’aggiornamento relativo a Jakub Piotrowski, centrocampista dell’Udinese Calcio. Il club friulano ha comunicato che, durante la partita contro la Lazio, il calciatore polacco ha evidenziato una lieve aritmia cardiaca benigna. Per risolvere il problema, Piotrowski dovrà sottoporsi nei prossimi giorni a un intervento di ablazione cardiaca, una procedura utilizzata per trattare alcune alterazioni del ritmo del cuore attraverso l’eliminazione del piccolo circuito elettrico responsabile dell’aritmia. L’Udinese ha precisato che la problematica riscontrata non è considerata pericolosa, ma necessita comunque di un trattamento definitivo per consentire al giocatore di tornare in campo nelle condizioni di massima sicurezza. Dopo l’intervento, anche Piotrowski dovrà affrontare un periodo di recupero e potrà riprendere l’attività agonistica soltanto dopo il completamento del percorso previsto e il successivo via libera medico. “Udinese Calcio comunica che, durante la partita contro la Lazio, Jakub Piotrowski ha evidenziato una lieve aritmia cardiaca benigna.
Il centrocampista polacco si sottoporrà nei prossimi giorni ad un intervento di ablazione cardiaca dopo il quale, osservato un periodo di riposo, potrà tornare alla regolare attività agonistica”, si legge nella nota.
Cos’è l’ablazione cardiaca e perché viene utilizzata anche negli sportivi
La ablazione cardiaca è una procedura ormai consolidata nella medicina moderna e viene utilizzata soprattutto quando un’anomalia del sistema elettrico del cuore provoca episodi di battito irregolare. Durante l’intervento, attraverso strumenti specifici introdotti generalmente tramite un catetere, i medici individuano e trattano le aree responsabili dell’aritmia, con l’obiettivo di ripristinare un ritmo cardiaco regolare. Negli atleti professionisti questa procedura assume un’importanza particolare perché il cuore viene sottoposto quotidianamente a carichi di lavoro estremamente elevati. Ogni alterazione del ritmo deve quindi essere valutata con attenzione, anche quando non presenta caratteristiche di pericolosità immediata. Il fatto che due calciatori di alto livello come McTominay e Piotrowski abbiano affrontato un problema simile nello stesso periodo può colpire dal punto di vista mediatico, ma non indica necessariamente un fenomeno nuovo o un aumento dimostrato dei casi tra gli sportivi.
Controlli cardiologici: la prevenzione resta fondamentale nel calcio moderno
Nel calcio professionistico la prevenzione cardiovascolare rappresenta ormai una parte essenziale della preparazione degli atleti. I giocatori vengono sottoposti regolarmente a controlli cardiologici approfonditi per individuare eventuali anomalie anche in assenza di sintomi evidenti. Le aritmie cardiache possono infatti interessare anche persone molto allenate e, proprio grazie alla frequenza e alla precisione degli esami cui sono sottoposti gli sportivi professionisti, vengono spesso diagnosticate tempestivamente. I casi di Scott McTominay e Jakub Piotrowski dimostrano ancora una volta l’importanza di un approccio prudente: anche un disturbo definito benigno, quando riguarda un atleta chiamato a sostenere livelli di prestazione estremamente elevati, viene affrontato con la massima attenzione. Per entrambi i calciatori il percorso è già delineato: intervento, recupero e successivo ritorno graduale all’attività agonistica. Due episodi ravvicinati che riportano al centro una questione fondamentale nello sport moderno: quanto siano importanti i controlli cardiaci avanzati per individuare e gestire tempestivamente eventuali problemi del ritmo del cuore negli atleti professionisti.


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