Nuovo capito nella stagione degli uragani atlantici 2026: si è formata la 6ª depressione tropicale in pieno oceano. Il centro del sistema ciclonico è stato individuato a circa 845 km a Sud/Ovest delle isole Azzorre, accompagnato da una pressione centrale minima stimata di 1009 hPa. Secondo i dati forniti dal National Hurricane Center statunitense, il vortice ha generato fin da subito venti massimi sostenuti pari a 55 km/h e ha iniziato a muoversi lentamente verso Nord a una velocità di appena 4 km/h. Le proiezioni meteorologiche indicano che entro 24 ore il sistema acquisterà ulteriore energia, superando la soglia di guardia per essere ufficialmente classificato come tempesta tropicale. A quel punto, riceverà il nome Fay, diventando di fatto la 6ª tempesta con nome di questa stagione ciclonica. Al momento non è in vigore alcun avviso di allerta per le zone costiere, poiché il ciclone è destinato a rimanere confinato nelle acque aperte del Nord Atlantico senza minacciare direttamente le terre emerse.
Dinamiche atmosferiche e percorso del ciclone
Le previsioni sull’intensità suggeriscono che i venti sostenuti raggiungeranno i 65 km/h nella giornata di oggi 20 settembre, per poi spingersi fino a 75 km/h entro il 21 settembre, mantenendo questa forza per almeno 12 ore. Nelle prime fasi, la perturbazione si muoverà verso Nord/Est, spinta da una saccatura atmosferica situata a Nord che andrà a indebolire temporaneamente l’alta pressione presente a Nord/Est del ciclone. Questo varco permetterà al sistema di inserirsi in una fascia con condizioni favorevoli, trovando un temporaneo rifugio tra 2 aree caratterizzate da un forte wind shear, un fattore che garantirà una breve finestra di intensificazione. Successivamente, la risalita del promontorio anticiclonico andrà a sbarrare la strada alla tempesta, costringendola a invertire rotta e a deviare verso Sud/Ovest.
Il rapido declino e le incertezze dei modelli
Dopo circa 36 ore dalla sua formazione, il vortice andrà incontro a un ambiente decisamente più ostile. Il marcato wind shear verticale, ovvero l’improvviso cambiamento di velocità e direzione del vento al variare dell’altitudine legato alla saccatura settentrionale, inizierà a disgregare la struttura organizzata del ciclone. Le stime ufficiali indicano un declassamento dei venti a 65 km/h per il 22 settembre, momento in cui il sistema si trasformerà in una bassa pressione post-tropicale residua. Il continuo spostamento verso Sud/Ovest porterà a un ulteriore calo della ventilazione fino a 45 km/h il 23 settembre, preludio alla definitiva dissipazione attesa per il 24 settembre. Esiste tuttavia un margine di incertezza sulle tempistiche esatte del collasso del sistema. Il modello di calcolo GFS suggerisce una fine più anticipata, stimando la dissipazione già intorno al 22 settembre, mentre il modello europeo ECMWF propende per una resistenza maggiore della struttura, mantenendola in vita fino al 24 settembre. Il NHC ha scelto di posizionare la propria previsione ufficiale esattamente a metà strada tra le stime di queste 2 proiezioni.





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