BepiColombo a un passo da Mercurio: svelati i retroscena della manovra record dell’ESA

A pochi giorni dalla storica separazione del modulo MTM, analizziamo i dettagli della manovra compiuta da ESA e JAXA nello Spazio e cosa attende ora la missione nel Sistema Solare interno

Il 3 settembre 2026 alle 15:49 ora italiana, il team di controllo della missione BepiColombo dell’ESA presso il Centro europeo per le operazioni spaziali ha vissuto uno dei momenti più attesi degli ultimi 8 anni, confermando la separazione del Mercury Transfer Module dal resto della sonda. Questo evento rappresenta la 1ª tappa fondamentale per la missione congiunta di ESA e JAXA in vista dell’arrivo su Mercurio. A distanza di qualche giorno dalla manovra, è possibile apprezzare appieno la portata di questa impresa compiuta nello Spazio profondo, a 200 milioni di km dalla Terra. Il modulo MTM ha letteralmente trainato la flotta per 9,9 miliardi di km attraverso il Sistema Solare interno, sfruttando la sua sofisticata propulsione e permettendo ben 9 sorvoli planetari essenziali per raggiungere questa meta spaziale così complessa dal punto di vista dell’ingegneria aerospaziale.

L’attesa e il sollievo a Darmstadt

Nei mesi precedenti alla data cruciale, il team di controllo era stato sottoposto a rigorose simulazioni per fronteggiare ogni possibile scenario operativo. Il 3 settembre è scattata l’operazione reale: alle 12 è stato dato il via libera definitivo per il distacco, segnando il culmine di una lunga preparazione. Alle 14, orario previsto per la separazione, il silenzio è calato sulla sala di controllo. Per ricevere la conferma elettronica da una simile distanza, era infatti necessaria un’attesa di quasi 2 ore. Il veicolo spaziale superstite è entrato in modalità provvisoria, riadattando il proprio assetto prima di trasmettere il suo stato sulla Terra. Alle 14:20 è giunto un segnale Doppler preliminare a indicare l’avvenuto distacco.

Abbiamo sentito forte e chiaro nel canale audio dal Flight Dynamics Manager, Frank Budnik, che potevano vedere chiaramente dai dati Doppler che MTM si era separato. Dopo tutta questa attesa e preparazione, ci siamo guardati e abbracciati. È stato un momento molto forte“, racconta Emmanuela Bordoni, ESA BepiColombo B-shift Spacecraft Operations Manager.

Con le antenne di Estrack Cebreros e Malargüe puntate saldamente sul bersaglio, alle 15:49 è arrivata l’acquisizione del segnale vero e proprio, accolta da applausi e festeggiamenti. “Siamo entusiasti, ma anche sollevati. Separare 2 veicoli spaziali da 200 milioni di km di distanza non è qualcosa che facciamo tutti i giorni. Ci siamo preparati intensamente per questo momento, quindi siamo davvero felici di aver avuto una separazione perfetta“, afferma Ignacio “Nacho” Clerigo, ESA BepiColombo Spacecraft Operations Manager.

L’eredità del modulo MTM nel Sistema Solare

Nel suo ultimo giorno come parte integrante della sonda,

MTM
Credit ESA/BepiColombo/MTM

ha scattato le sue ultime immagini, chiudendo un prezioso diario fotografico durato 8 anni grazie alle sue 3 telecamere di monitoraggio. Grande quanto una piccola automobile, il modulo ha trasportato 2 ali solari lunghe 15 metri in grado di alimentare l’intera architettura e spingerla tramite un avanzato sistema di propulsione elettrica solare. Tale tecnologia utilizzava l’energia del Sole per trasformare il gas xeno in plasma, poi espulso da 4 propulsori ionici con una spinta continua ed eccezionalmente efficiente.

 

Proprio questa efficienza ingegneristica ha permesso di riprogrammare l’intera rotta quando un problema aveva limitato la potenza fornita dai pannelli solari. Il 15 giugno 2026, l’impianto propulsivo era stato spento definitivamente. Ormai privo di computer di bordo e di antenne per comunicare, il modulo viaggerà in un’orbita stabile attorno al Sole. “Ci sentiamo un po’ tristi nel vedere il nostro vecchio amico MTM andare via. Ha fatto un lavoro sorprendente portando MPO e Mio qui, ma come cantava una volta Freddie Mercury, the show must go on!“, sottolinea Clerigo.

Per suggellare il successo, la squadra ha attaccato l’adesivo celebrativo sulla porta a vetri della Briefing Room, consolidando una lunga tradizione. “Mi sento così orgogliosa di questa squadra. Questo è l’inizio perfetto per la fase di arrivo“, aggiunge Santa Martínez Sanmartín, ESA BepiColombo Mission Manager.

Credit ESA

Una coreografia orbitale verso Mercurio

BepiColombo si trova ancora a oltre 3 milioni di km dalla destinazione finale. Diversamente dalle consuete esplorazioni, l’arrivo al pianeta roccioso richiede una vera e propria coreografia di manovre strutturata su 6 mesi. “La prossima separazione sarà Mio. Dopo aver visto la separazione di successo di MTM mi sento fiducioso per ciò che ci aspetta“, dichiara Go Murakami, Project Scientist JAXA di BepiColombo.

Ora i tecnici impiegheranno la propulsione chimica del modulo MPO per perfezionare la traiettoria prima dell’inserimento in orbita previsto per il 21 novembre. Il modulo Mio verrà schierato in autonomia a inizio dicembre, mentre MPO verrà instradato verso la sua orbita scientifica definitiva nel marzo 2027. “Sebbene abbiamo già grandi dati dalla fase di crociera e 9 sorvoli planetari, è fantastico che abbiamo fatto questo 1° passo importante verso l’essere finalmente in grado di usare tutti i potenti strumenti su entrambi MPO e Mio per studiare Mercurio“, chiarisce Geraint Jones, ESA BepiColombo Lead Project Scientist.

Entro l’aprile 2027, le 2 sonde avvieranno formalmente le rispettive indagini scientifiche sul campo, aprendo una finestra conoscitiva senza precedenti sulla superficie e sulle dinamiche ambientali del pianeta più interno del nostro sistema.