Dopo 8 lunghi anni di viaggio attraverso le regioni più estreme e calde del Sistema Solare, la missione spaziale BepiColombo ha ufficialmente avviato le manovre di avvicinamento finale al pianeta Mercurio. Si tratta di un traguardo storico per l’esplorazione del nostro vicinato cosmico, essendo la 1ª missione progettata per orbitare attorno a questo corpo celeste impiegando due navicelle simultaneamente, ed è il brillante risultato della stretta collaborazione tra ESA e JAXA. L’incredibile odissea interplanetaria ha portato i moduli a percorrere svariati miliardi di km nello Spazio profondo, affrontando condizioni proibitive per svelare la genesi del pianeta. Con l’inizio della delicata fase di arrivo, l’intera comunità scientifica mondiale attende di poter esaminare questi dati inediti a partire dal prossimo anno.
La separazione del modulo e le comunicazioni
Il 3 settembre 2026 ha segnato il completamento di un passaggio cruciale per l’intera missione spaziale, caratterizzato dal distacco del Mercury Transfer Module dal blocco principale del veicolo. Le grandi antenne per lo Spazio profondo della rete Estrack, situate a Cebreros in Spagna e a Malargüe in Argentina, hanno acquisito il segnale che conferma l’ottima riuscita dell’operazione, avvenuta a una distanza di oltre 200 milioni di km dal nostro pianeta. Il segnale Doppler preliminare ha immediatamente evidenziato una variazione nella frequenza radio, confermando il cambio di velocità previsto in maniera del tutto simile a quanto si avverte con il cambio di tono della sirena di un’ambulanza in movimento. I dati di telemetria hanno rassicurato il team di controllo confermando che ogni sistema funziona in modo nominale e che i pannelli solari del modulo orbitante stanno caricando regolarmente le batterie.
L’ingresso in orbita e la fase scientifica
Dietro questa complessa manovra interplanetaria ci sono anni di preparazione meticolosa da parte degli ingegneri, poiché eseguire comandi critici a distanze così siderali preclude qualunque tipo di correzione in tempo reale. Le 2 sonde scientifiche, il Mercury Planetary Orbiter europeo e il Mercury Magnetospheric Orbiter giapponese (chiamato Mio), proseguono ora il loro tragitto unificato verso l’inserimento definitivo nell’orbita di Mercurio, un evento programmato in calendario per il 21 novembre 2026. L’alimentazione per l’intero blocco continuerà a essere garantita dal modulo dell’ESA fino ai giorni 9 e 10 dicembre 2026, date in cui le 2 unità si separeranno per immettersi sulle loro traiettorie di osservazione definitive. A partire dal mese di aprile 2027 prenderà poi il via la fase operativa che permetterà di scandagliare i segreti magnetici e geologici del pianeta.



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