Il biometano si conferma una delle leve strategiche per la transizione energetica italiana, con un ruolo sempre più centrale nel processo di decarbonizzazione dell’industria e nel rafforzamento dell’autonomia energetica nazionale. È questo il tema al centro dell’evento organizzato dal Consorzio Italiano Biogas (CIB) presso la sede di Assolombarda, dedicato ai Biomethane Purchase Agreements (Bpa), gli accordi di compravendita di biometano tra produttori e consumatori industriali. L’incontro ha evidenziato come i contratti di fornitura di lungo periodo possano diventare uno strumento fondamentale per creare un collegamento stabile tra il mondo agricolo, dove viene prodotto il biometano, e le industrie che necessitano di energia rinnovabile per ridurre le proprie emissioni. La filiera italiana del biometano agricolo è infatti in una fase di forte sviluppo, sostenuta dagli investimenti attivati dal DM 2018 e dal DM 2022, quest’ultimo inserito nell’ambito del Pnrr. Una crescita che sta aprendo nuove prospettive anche sul mercato, con i Bpa chiamati a garantire maggiore stabilità economica ai produttori e una fornitura rinnovabile alle aziende industriali impegnate nei percorsi di sostenibilità.
Pichetto: “il biometano rappresenta una risorsa strategica per decarbonizzazione, sicurezza e autonomia energetica”
Nel corso dell’evento è intervenuto con un videomessaggio il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, che ha sottolineato il valore strategico del biometano nel contesto energetico nazionale. “Il biometano rappresenta una risorsa strategica per la decarbonizzazione, la sicurezza e l’autonomia energetica nazionale, temi ancora più centrali nell’attuale fase di forti tensioni internazionali. Può inoltre contribuire alla decarbonizzazione dei settori energivori con emissioni difficili da abbattere, creando al contempo nuove opportunità per le imprese agricole”. Il ministro ha evidenziato il ruolo degli accordi di lungo periodo come strumento per dare maggiore certezza agli investimenti e favorire una collaborazione strutturata tra agricoltura e industria.
“Gli accordi di fornitura di lungo periodo rappresentano uno strumento concreto per dare stabilità agli investimenti e creare valore condiviso tra agricoltura e industria. Per affrontare le sfide della transizione è fondamentale rafforzare il dialogo lungo tutta la filiera e procedere insieme nell’individuazione di soluzioni efficaci”. Pichetto Fratin ha poi annunciato il lavoro in corso sul nuovo quadro normativo per accompagnare la trasformazione degli impianti esistenti. “Stiamo lavorando – conclude il ministro – al nuovo decreto per il passaggio dal biogas al biometano e, in questo percorso, stiamo valutando anche gli obiettivi di sviluppo e gli eventuali margini di adeguamento, fermo restando l’obiettivo di raggiungere e superare i 5,5 miliardi di metri cubi al 2030″.
Biometano, già conclusi 60 accordi tra produttori e industrie: coinvolti 180 milioni di Smc all’anno
Il percorso avviato dal Consorzio Italiano Biogas ha già portato alla sottoscrizione di 60 accordi di compravendita, per un volume complessivo di 180 milioni di Smc di biometano all’anno. Si tratta di contratti che coinvolgono diversi comparti industriali, con una domanda particolarmente significativa da parte dei settori più energivori, chiamati a ridurre l’impatto ambientale dei propri processi produttivi. Il settore dell’acciaio rappresenta il principale utilizzatore, con il 46% dei volumi complessivi, pari a 82 milioni di Smc all’anno. Seguono il comparto della carta, con 25 milioni di Smc (14%), la ceramica con 20 milioni (11%), il settore di cemento e laterizi con 19 milioni (11%), la chimica con 18 milioni (10%), l’industria alimentare con 13 milioni (7%) e la plastica con 3 milioni (2%). Gli accordi rappresentano quindi un modello di collaborazione tra due filiere considerate strategiche: da una parte le aziende agricole che investono nella produzione di energia rinnovabile, dall’altra le industrie che cercano soluzioni concrete per abbattere le emissioni.
Gattoni: “creare le condizioni per valorizzare una risorsa rinnovabile nazionale”
Il presidente del Consorzio Italiano Biogas, Piero Gattoni, ha sottolineato il valore dell’incontro come occasione per rafforzare il dialogo tra mondi produttivi diversi. “Oggi nel raccontare l’importanza degli accordi di compravendita di biometano abbiamo potuto far emergere come mettere in relazione la produzione di biometano delle aziende agricole con la domanda dell’industria significhi creare le condizioni per valorizzare una risorsa rinnovabile nazionale e, allo stesso tempo, accompagnare i settori produttivi nel percorso di decarbonizzazione”. Secondo Gattoni, il collegamento tra agricoltura e industria permette anche di favorire lo scambio di competenze e conoscenze tra filiere di eccellenza.
“E, soprattutto, favorire lo scambio e la contaminazione tra know how diversi derivanti da filiere di eccellenza nazionale. L’avvicinamento ha consentito di far dialogare più fluidamente interlocutori: industriali interessata a utilizzare biometano e una filiera agricola pronta a investire”. Il presidente del CIB ha poi evidenziato la necessità di garantire stabilità normativa per sostenere lo sviluppo del settore. “Per consolidare questo percorso – spiega Gattoni – è ora fondamentale dare continuità e stabilità al quadro normativo, così da favorire nuovi accordi di lungo periodo e sostenere lo sviluppo della filiera, contribuendo alla competitività e alla sicurezza energetica del Paese”. Un passaggio importante in questo percorso è rappresentato dall’articolo 5-bis del decreto Agricoltura, che ha riconosciuto la possibilità di stipulare accordi di compravendita anche di lungo periodo, creando le condizioni per un rapporto più diretto tra produttori e consumatori industriali.
L’industria della carta punta sul biometano: “l’unico vettore energetico decarbonizzato concretamente disponibile”
Tra i settori industriali più interessati allo sviluppo del biometano c’è quello della carta. Il presidente di Assocarta, Lorenzo Poli, ha evidenziato il ruolo del gas rinnovabile nel percorso di trasformazione delle cartiere italiane. “Il biometano rappresenta oggi l’unico vettore energetico decarbonizzato concretamente disponibile per le cartiere italiane. Nell’ultimo anno abbiamo registrato una crescita significativa sia della produzione sia dell’utilizzo di biometano da parte del nostro settore, con numerose cartiere che hanno sottoscritto contratti di fornitura, avviando un percorso progressivo verso gli obiettivi europei di decarbonizzazione”. Secondo Poli, per consolidare questa evoluzione sarà necessario orientare il sostegno alla filiera verso i comparti industriali maggiormente coinvolti nei processi di consumo energetico.
“Chiediamo al governo che l’incentivazione della filiera del biometano includa necessariamente la destinazione all’industria gasivora e energy intensive e alla filiera del biometano di guardare all’industria, l’unica in grado di valorizzare in maniera efficiente i gas verdi, e a quella della carta in particolare che è parte integrante della bioeconomia”. Il confronto sui Biomethane Purchase Agreements conferma quindi il ruolo del biometano come elemento di connessione tra agricoltura, industria e obiettivi climatici, con una filiera chiamata nei prossimi anni a contribuire alla sicurezza energetica e alla riduzione delle emissioni nei comparti produttivi più difficili da decarbonizzare.


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