Il governo guarda al modello adottato sui carburanti per provare a intervenire anche sul fronte delle bollette di luce e gas. L’obiettivo è favorire un confronto con le grandi imprese italiane affinché le iniziative messe in campo per contenere i prezzi dell’energia possano essere ampliate, coinvolgendo un numero crescente di operatori e alleggerendo così il peso dei costi energetici. A rilanciare questa prospettiva è stato il sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon, intervenuto a margine dell’assemblea di Conflavoro a Roma, dove ha commentato le tre proposte avanzate dall’associazione in vista della manovra economica. Durigon ha indicato chiaramente la volontà di proseguire il dialogo con le principali aziende presenti sul mercato italiano, collegando quanto già avvenuto sui carburanti alla possibilità di adottare iniziative analoghe anche per l’energia domestica. “Noi continueremo a dialogare con le nostre imprese importanti che ci sono in Italia per far sì che questo tetto è stato inserito sui carburanti possa essere esteso anche a quello che riguarda l’energia in bolletta”, ha detto il sottosegretario.
Dal tetto sui carburanti alle bollette: il modello che il governo vuole ampliare
Il riferimento è alle recenti iniziative adottate nel settore energetico, a partire dal price cap sui carburanti applicato da Eni attraverso la rete Enilive. Dal 28 settembre il gruppo ha infatti fissato un tetto massimo di 1,99 euro al litro per la benzina e di 2,19 euro al litro per il gasolio, con una durata iniziale di trenta giorni e la possibilità di proroga in relazione all’andamento del mercato e degli approvvigionamenti. La nuova fase, però, riguarda direttamente le bollette energetiche. Eni ha infatti annunciato attraverso Plenitude uno sconto del 30% sui corrispettivi di luce e gas rispetto alla principale offerta a prezzo fisso del gruppo. L’iniziativa parte dal 1° ottobre ed è destinata ai clienti che sottoscriveranno l’offerta entro il 24 ottobre, con il prezzo della materia prima bloccato per due anni. Secondo Eni, il beneficio può valere circa 100 euro all’anno per il gas e altri 100 euro per l’elettricità, per un risparmio complessivo indicativo di circa 200 euro annui per chi attiva entrambe le forniture. È proprio questo tipo di intervento che il governo intende favorire anche presso altri grandi operatori.
Durigon: “abbiamo ringraziato” Eni per il taglio del 30%
Intervenendo sul tema dei possibili tetti alle bollette, una delle proposte avanzate da Conflavoro in vista della manovra, Durigon ha sottolineato il valore dell’iniziativa adottata da Eni e ha confermato l’apertura del governo a un percorso condiviso con altre società. Il sottosegretario ha spiegato che “abbiamo ringraziato” Eni per l’iniziativa del taglio del 30%. Quanto alla possibilità che altri operatori possano muoversi nella stessa direzione, Durigon ha aggiunto: “vedremo, siamo aperti a una condivisione di un percorso. Questo secondo me fa molto bene al Paese”. Il punto centrale, dunque, non è l’introduzione immediata di un tetto generalizzato e obbligatorio alle bollette di luce e gas, ma il tentativo di costruire un meccanismo di collaborazione con i principali gruppi energetici presenti in Italia, sulla scia di quanto già avvenuto con i carburanti.
Eni e Plenitude, come funziona lo sconto del 30% su luce e gas
L’iniziativa di Eni Plenitude rappresenta uno dei passaggi più significativi del nuovo scenario competitivo nel mercato energetico italiano. La società ha previsto per chi aderirà nel periodo indicato uno sconto del 30% rispetto alla propria principale offerta a prezzo fisso, accompagnato dal blocco delle condizioni economiche relative alla materia prima per due anni. L’operazione punta quindi a offrire non soltanto una riduzione iniziale dei costi, ma anche una maggiore prevedibilità della spesa energetica in una fase caratterizzata da forti oscillazioni internazionali. Eni ha spiegato che l’iniziativa si inserisce nel progetto “Eni per l’Italia”, avviato con l’obiettivo di sostenere famiglie e consumatori di fronte agli elevati costi dell’energia. Lo sconto, in base ai consumi indicativi utilizzati dal gruppo per le proprie simulazioni, può tradursi in circa 200 euro di risparmio annuo complessivo per una famiglia che sottoscriva sia la fornitura elettrica sia quella del gas.
Anche Enel rivendica tariffe già inferiori ai prezzi all’ingrosso
Il quadro non riguarda però soltanto Eni. Tra gli altri grandi operatori, Enel ha ricordato che la propria offerta a prezzo fisso “Digital luce”, disponibile già da aprile 2026, presenta condizioni che la società indica come inferiori di circa il 50% rispetto al prezzo all’ingrosso dell’elettricità. Secondo quanto comunicato dal gruppo, l’offerta prevede un prezzo della componente energia pari a 108 euro per MWh per una durata di due anni e, per una famiglia media con consumi di circa 2 MWh l’anno, può determinare un risparmio superiore ai 200 euro annui sulla sola componente elettrica rispetto al prezzo all’ingrosso. La posizione di Enel evidenzia quindi come la competizione tra i principali operatori stia già producendo una serie di iniziative commerciali rivolte a contenere l’impatto dei rincari.
Bollette, il confronto con le imprese entra nel dibattito sulla manovra
Le parole di Durigon assumono particolare rilievo perché arrivano nel pieno del confronto sulle misure economiche da inserire nella manovra. Il tema del contenimento dei costi energetici resta centrale sia per le famiglie sia per le imprese, soprattutto in una fase di mercato segnata dall’aumento dei costi di approvvigionamento e dalla volatilità delle quotazioni internazionali. Il governo, almeno nelle intenzioni espresse dal sottosegretario al Lavoro, punta quindi a utilizzare il dialogo con i grandi gruppi energetici come uno degli strumenti per favorire condizioni più sostenibili. La traiettoria delineata è chiara: partire dagli interventi già realizzati sui prezzi di benzina e gasolio, valorizzare il precedente creato dallo sconto Eni del 30% sulle bollette e verificare la disponibilità di altri operatori a muoversi nella stessa direzione.
Il nodo decisivo: capire quanti operatori seguiranno questa strada
La vera partita, a questo punto, riguarda la capacità di trasformare iniziative aziendali separate in un fenomeno più ampio. Durigon ha infatti lasciato aperta la porta alla partecipazione di altri grandi operatori, sottolineando la disponibilità a costruire un percorso condiviso. Se altre società decidessero di introdurre sconti, prezzi bloccati o forme di contenimento delle tariffe, la pressione competitiva sul mercato potrebbe aumentare ulteriormente. Per il momento, però, le misure annunciate restano differenti per struttura e modalità di applicazione: Eni-Plenitude punta su uno sconto del 30% rispetto alla propria offerta base a prezzo fisso, mentre Enel rivendica un’offerta già presente da aprile con una componente energia indicata come inferiore di circa il 50% rispetto ai valori all’ingrosso. Il segnale politico che arriva dal governo è però netto: dopo il tetto ai prezzi dei carburanti, il confronto si sposta ora sulle bollette di luce e gas, con l’obiettivo di coinvolgere le principali imprese energetiche italiane in nuove iniziative di contenimento dei costi.
