Cani alla catena e gatti scomparsi, la denuncia AIDAA: esposti alle Procure per presunti maltrattamenti e torture sugli animali

Da Sanremo al Veneto, l’associazione animalista annuncia nuove iniziative: nel mirino la gestione di un cane tenuto con un ceppo al collare e una presunta rete legata alle sparizioni di gatti in diverse zone d’Italia

Due vicende distinte, ma entrambe finite sotto la lente dell’Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente (AIDAA), che annuncia nuove iniziative giudiziarie per fare luce su presunti episodi di maltrattamento di animali e su una serie di scomparse di gatti che, secondo l’associazione, potrebbero essere collegate tra loro. Da una parte c’è il caso di Sanremo, dove un cane trovato detenuto alla catena con un ceppo attaccato al collare è stato sottoposto a verifiche da parte delle autorità, che hanno ritenuto non sussistente una situazione di maltrattamento e hanno disposto la restituzione dell’animale al proprietario, applicando però una sanzione per la mancata iscrizione all’anagrafe canina e imponendo prescrizioni sulla corretta gestione dell’animale. Dall’altra c’è la denuncia dell’AIDAA su una presunta rete di torture e mutilazioni ai danni di gatti, con episodi che, secondo l’associazione, sarebbero stati documentati attraverso video diffusi online e che avrebbero interessato diverse aree del territorio italiano.

Sanremo, il cane alla catena con un ceppo al collare: AIDAA annuncia un esposto alla Procura

Il caso di Sanremo riguarda un cane segnalato alle autorità perché tenuto alla catena e con un peso in legno, un ceppo, collegato al collare. Dopo un controllo, gli organi competenti hanno stabilito che non vi fossero elementi tali da configurare un maltrattamento e hanno quindi restituito l’animale al proprietario. Nei confronti del proprietario sono state comunque adottate alcune misure: una sanzione amministrativa per la mancata iscrizione del cane all’anagrafe canina e una serie di prescrizioni relative alle modalità di detenzione dell’animale. Una decisione che, però, ha lasciato perplessa l’associazione animalista, che ha annunciato l’invio di un esposto alla Procura di Imperia per chiedere ulteriori approfondimenti sulla gestione del cane.

Secondo AIDAA, infatti, la presenza della catena e del ceppo rappresenterebbe un elemento incompatibile con il corretto trattamento dell’animale. “Che da oggi le autorità abbiano prescritto al proprietario del cane di tenerlo secondo le regole è buona cosa ma rimane il fatto che il cane era tenuto alla catena con un ceppo attaccato al collare e questo è in violazione della legge 85 del 2005 e a nostro avviso costituisce maltrattamento, quindi se oggi ci limitiamo all’esposto prossimamente se la situazione del cane non cambierà radicalmente secondo le prescrizioni non esiteremo a passare alla denuncia penale”.

Il nodo della detenzione degli animali: la richiesta di verifiche approfondite

La vicenda di Sanremo riporta al centro del dibattito il tema delle condizioni di detenzione degli animali domestici e, in particolare, delle modalità con cui cani e altri animali vengono custoditi nelle abitazioni private. Per AIDAA, il punto centrale riguarda la necessità di verificare che le prescrizioni impartite vengano effettivamente rispettate e che il cane possa vivere in condizioni adeguate. L’associazione ha quindi scelto di rivolgersi alla Procura della Repubblica di Imperia, chiedendo che vengano effettuati ulteriori accertamenti sulla vicenda.

Gatti scomparsi in Italia, AIDAA ipotizza un collegamento tra diversi episodi

Parallelamente, l’AIDAA sta lavorando su un’altra vicenda che riguarda numerose sparizioni di gatti avvenute nel corso degli anni in diverse località italiane. Secondo l’associazione, dietro alcuni episodi potrebbe esserci un collegamento legato a presunte torture e mutilazioni riprese in video, successivamente diffuse attraverso piattaforme online e server difficilmente controllabili, anche stranieri. L’associazione sostiene di stare preparando esposti destinati alle Procure di Padova e Nocera Inferiore, con l’obiettivo di chiedere verifiche investigative sulle scomparse. Le segnalazioni raccolte riguarderebbero diversi territori: dalla zona compresa tra Liguria e Toscana fino a episodi registrati a Cogne, San Marino e, più recentemente, in Veneto.

La denuncia dell’AIDAA: “una rete di torturatori e assassini di gatti”

Nel ricostruire la vicenda delle sparizioni, l’associazione parla di un possibile fenomeno organizzato e di un lavoro di raccolta di informazioni per individuare eventuali collegamenti tra i diversi casi. “Il nostro obbiettivo è quello di riuscire a dimostrare che le sparizioni non sono frutto di chissà quali situazioni strane ma frutto di un lavoro di rete gestito dai cinesi e non solo. Un filo unico che va dalla vicenda del gatto Leone scuoiato vivo e scampato alle torture, fino ai gatti di Padova dobbiamo lavorare per individuare e sgominare questa rete di criminali”. L’associazione richiama in particolare il caso del gatto Leone, un animale sopravvissuto dopo essere stato vittima di violenze, ritenendolo parte di un quadro più ampio che comprende altri episodi di scomparsa e presunti maltrattamenti.

Gli esposti alle Procure: l’obiettivo è fare chiarezza

Le due vicende, quella del cane di Sanremo e quella dei gatti scomparsi in varie zone d’Italia, seguiranno ora percorsi distinti sul piano giudiziario. Per il caso del cane, AIDAA punta a ottenere ulteriori verifiche sulla modalità di custodia dell’animale e sul rispetto delle prescrizioni stabilite dalle autorità. Per quanto riguarda invece i gatti, l’associazione intende sottoporre alla magistratura una ricostruzione degli episodi raccolti negli ultimi anni, chiedendo accertamenti su eventuali collegamenti tra le diverse sparizioni. L’obiettivo dichiarato è individuare eventuali responsabilità e fare luce su fenomeni che, secondo AIDAA, potrebbero coinvolgere un numero molto elevato di animali.