La crisi energetica globale torna a stringere la morsa sui mercati internazionali, alimentata da tensioni geopolitiche persistenti e da una volatilità delle materie prime che continua a riflettersi pesantemente sulle catene di approvvigionamento. Mentre i listini globali registrano un’altra ondata di turbolenze, l’onda d’urto si abbatte con forza anche sull’Italia. In questo scenario di estrema difficoltà per famiglie e imprese, il mercato italiano prova a correre ai ripari tra interventi calmieratori e crescenti tensioni sociali. Da un lato, i colossi energetici provano a mitigare l’impatto con misure straordinarie, dal tetto sui prezzi deciso da Eni alle nuove iniziative targate Socar per la rete Italiana Petroli (IP) dopo il recente passaggio di proprietà. Dall’altro, però, la pressione economica fa esplodere la rabbia delle categorie produttive: dopo gli autotrasportatori, anche i tassisti alzano la voce, minacciando scioperi e mobilitazioni a oltranza se il Governo non interverrà rapidamente con tagli strutturali alle accise e sostegni concreti.
Limite ai prezzi anche sulla rete IP
Dopo Eni anche Socar, azienda energetica dell’Azerbaijan, ha deciso di “calmierare i prezzi dei carburanti commercializzati sul mercato italiano dalla controllata Italiana Petroli (IP)”. Lo si legge in una nota del gruppo, che lo scorso 8 maggio ha finalizzato l’acquisizione di Italiana Petroli da Api Holding. Il gruppo, si spiega, ha deciso di “rafforzare il proprio impegno nei confronti dell’Italia” con “l’obiettivo di fissare un limite ai prezzi di vendita di benzina e gasolio lungo la rete distribuzione carburanti”. “Il limite verrà applicato progressivamente, a partire dalla rete a marchio IP – si spiega – garantendo un significativo supporto ai partner e ai retisti con cui l’azienda ha costruito negli anni un rapporto di piena fiducia, trasparenza e collaborazione, che la distingue all’interno del panorama energetico nazionale”.
Il dettaglio dello sconto
“Il valore del prezzi verrà stabilito in base alle diverse esigenze per garantire la sopravvivenza della filiera, costituita da migliaia di operatori”, si spiega nella nota, in cui si sottolinea che “in questo modo la compagnia statale azera aderisce all’appello del Governo italiano di andare incontro alle necessità di famiglie e imprese, che ormai da oltre sei mesi si confrontano con prezzi dei carburanti straordinariamente alti a causa del contesto di forte instabilità geopolitica che impatta le catene di approvvigionamento globali”. Il limite scatterà da domani e “verrà applicato progressivamente“, si spiega nella nota. “Verranno contestualmente studiate le modalità più efficaci per estendere il meccanismo alle stazioni a marchio Esso e agli altri operatori della filiera che si riforniscono da Ip e distribuiscono attraverso i propri marchi in tutto il territorio nazionale”.
Da domani, lunedì 28 settembre, parte lo sconto Eni: la società ha fissato un tetto di 2,19 euro al litro per il diesel e di 1,99 per la benzina.
Sconto potenziale finora per il 39% dei distributori
A quanto apprende AdnKronos, lo sconto sui carburanti può arrivare finora a un potenziale di circa 8.500 punti vendita in Italia: ai circa 4.000 Eni/Enilive si aggiungono 4.500 punti vendita IP su circa 22mila, estendendo lo sconto progressivo a una rete complessiva pari a circa il 39% dei circa 22mila distributori italiani. Occhi puntati sul comportamento di altri grandi operatori, ad esempio Esso, che potrebbero aderire allo sconto.
Nuovi rialzi dei prezzi
Nuovi rialzi per i prezzi dei carburanti, sia sulle strade che sulle autostrade. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy rende noto che, in base agli ultimi dati rilevati dall’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Mimit, oggi domenica 27 settembre 2026 il prezzo medio dei carburanti in modalità ‘self service’ lungo la rete stradale nazionale è pari a 2,159 euro al litro per la benzina (da 2,158 di ieri) e 2,377 euro al litro per il gasolio (da 2,357 di ieri). Sulla rete autostradale il diesel è sempre più vicino ai 2,5 euro al litro: il prezzo medio self è di 2,254 euro per la benzina (ieri 2,252) e 2,459 euro per il gasolio (da 2,439 di ieri).
La protesta delle categorie
Intanto monta la protesta delle categorie contro il caro-carburanti. Dopo gli autotrasportatori, anche i tassisti minacciano lo sciopero in assenza di una convocazione del governo. “Attendiamo risposte dal governo e dai Comuni. Se ci saranno le valuteremo, ma se non ci convocano siamo costretti a fermarci. Senza risposte l’unica alternativa è lo sciopero“, afferma Lorenzo Bittarelli, Presidente di itTaxi, interpellato dall’ANSA.
“Noi abbiamo già inviato più di una richiesta al governo in termini di interventi concreti” sul caro-carburanti, “come una riduzione delle accise o l’aumento del credito di imposta. Questa settimana è partita una nuova lettera in cui chiediamo anche misure legate ad altre questioni rimaste in sospeso come i decreti attuativi delle norme sul settore e qualora necessario siamo assolutamente pronti a scendere in piazza“, afferma Carlo Di Alessandro, presidente provinciale di Roma di Federtaxi Cisal.
