Carburanti, Palazzo Chigi: “interlocuzioni ben avviate con la Libia per l’adesione di Tamoil al price cap”

Un argine al caro-carburanti: l'Italia guida la linea del price cap con Eni, IP e Q8 mentre guarda alla Libia

Il mercato energetico globale continua a muoversi su un terreno di forte instabilità, segnato da tensioni geopolitiche internazionali, fluttuazioni della catena di approvvigionamento e rincari che periodicamente mettono a dura prova i bilanci delle famiglie e delle imprese. In questo scenario complesso, in cui la stabilità dei prezzi dei prodotti petroliferi rimane un nodo cruciale per l’intera economia, l’Italia sceglie la via dell’azione coordinata e della concertazione pubblico-privato.

Al centro di questa strategia ci sono le recenti decisioni adottate da colossi come Eni, IP e Q8, che hanno aderito all’iniziativa per l’applicazione di un tetto ai prezzi dei carburanti (price cap), offrendo un ammortizzatore concreto contro la speculazione e i rincari incontrollati alla pompa. Ma la misura non si ferma ai confini nazionali: le interlocuzioni intense e ben avviate tra la Presidenza del Consiglio e il Governo libico puntano ora a estendere la rete di protezione, coinvolgendo anche Tamoil in questo appello condiviso.

Fonti di Palazzo Chigi rendono noto che, dopo le decisioni assunte da Eni, IP e Q8, sono molto ben avviate le interlocuzioni tra la Presidenza del Consiglio e il Governo libico per favorire l’adesione di Tamoil all’appello sul price cap dei carburanti. L’obiettivo è estendere ulteriormente l’iniziativa e contribuire a contenere il costo di benzina e gasolio a beneficio degli automobilisti italiani, affermano le fonti.