Le conseguenze del cambiamento climatico sulla salute possono manifestarsi nell’arco di pochi giorni, ma anche a distanza di anni. Per studiare questa relazione nel breve e nel lungo periodo prende il via E-CHANGE, un nuovo progetto dell’Unità di Epidemiologia dell’Università di Torino e dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Città della Salute e della Scienza di Torino, finanziato dal Fondo Italiano per la Scienza (FIS 2) del Ministero dell’Università e della Ricerca.
Il progetto analizzerà gli effetti sulla salute delle esposizioni ambientali influenzate dal cambiamento climatico, prendendo in considerazione eventi come ondate di calore, incendi, siccità, precipitazioni estreme e diffusione di vettori di malattie. L’obiettivo è comprendere non solo quali conseguenze possano prodursi, ma anche in quanto tempo possano emergere e come possano variare a seconda delle fasi della vita. Un’attenzione particolare sarà riservata alla gravidanza e alla prima infanzia, periodi considerati particolarmente rilevanti per studiare possibili effetti sulla salute che potrebbero manifestarsi anche molti anni dopo l’esposizione.
Dallo studio degli eventi estremi alle malattie infettive
La ricerca sarà articolata in due principali ambiti. Il primo riguarderà gli effetti a breve termine degli eventi climatici estremi. I ricercatori analizzeranno in particolare le conseguenze di ondate di calore, incendi e alluvioni sulla mortalità giornaliera in Italia. Sarà inoltre studiato il ruolo delle condizioni climatiche nella diffusione di malattie trasmesse da vettori, tra cui le infezioni da virus West Nile, dengue e malattia di Lyme. Il secondo ambito sarà invece dedicato agli effetti a lungo termine delle esposizioni avvenute durante la gravidanza e l’infanzia. In questo caso saranno valutate le possibili conseguenze degli eventi climatici estremi sulla crescita e sulla salute respiratoria, insieme alle modificazioni biologiche rilevabili attraverso l’epigenetica. La ricerca cercherà quindi di capire se e in che modo un’esposizione verificatasi nelle prime fasi della vita possa lasciare effetti misurabili anche a distanza di tempo.
Un progetto multidisciplinare
E-CHANGE, acronimo di boosting Epidemiological methods to assess human health risks in a CHANGing climatE, integrerà competenze di epidemiologia, biostatistica, biologia molecolare e scienze del clima. Il progetto si concentrerà sull’Italia, considerata particolarmente vulnerabile agli effetti del cambiamento climatico, con l’obiettivo di costruire un quadro più ampio del rapporto tra condizioni climatiche e salute. I metodi e le conoscenze sviluppati potranno successivamente essere applicati anche in altri contesti.
Per le analisi verranno utilizzati grandi database climatici, ambientali e sanitari. Saranno integrati dati nazionali sulla mortalità, sistemi di sorveglianza delle malattie infettive e informazioni provenienti da due coorti italiane madre-bambino, NINFEA e Piccolipiù. Il progetto punta inoltre a realizzare un’infrastruttura interoperabile in grado di mettere in relazione fonti di dati differenti e di creare una base utilizzabile anche per future ricerche dedicate al rapporto tra ambiente, clima e salute.
Come spiega Giovenale Moirano, ricercatore del Dipartimento di Scienze Mediche dell’Università di Torino e Principal Investigator del progetto E-CHANGE, “l’infrastruttura di dati creata dal progetto, armonizzando informazioni climatiche, socioeconomiche e sanitarie, costituirà uno strumento prezioso per verificare nuove ipotesi scientifiche oltre a quantificare l’impatto del cambiamento climatico su diversi esiti sanitari“.
Quantificare il peso del cambiamento climatico
Tra gli obiettivi di E-CHANGE c’è anche la quantificazione dell’impatto del cambiamento climatico sulla salute. Per farlo, i ricercatori integreranno modelli climatici e metodi epidemiologici, confrontando gli effetti sanitari stimati nel clima attuale con quelli attesi in uno scenario in assenza di cambiamento climatico. Il confronto permetterà di valutare il carico di malattia attribuibile al riscaldamento del clima, fornendo elementi utili per comprendere la portata delle conseguenze sanitarie associate alla trasformazione delle condizioni climatiche.
Le ricadute attese riguardano in particolare le politiche di adattamento climatico e la protezione delle fasce di popolazione più vulnerabili. Moirano sottolinea: “I risultati di E-CHANGE contribuiranno a migliorare le politiche di adattamento climatico nel settore sanitario, favorendo sia lo sviluppo di sistemi di allerta precoce basati su dati climatici sia di interventi di sanità pubblica mirati alle popolazioni vulnerabili“.


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