L’estate 2026 entra nella storia meteorologica del Veneto come la più calda mai registrata. I primi dati stagionali indicano infatti una temperatura media di +23,5°C, superiore, seppure di un decimo, ai +23,4°C dell’estate 2003, che fino ad oggi rappresentava il riferimento per il caldo eccezionale nella regione. “Non parliamo soltanto di singole giornate eccezionali, ma di una stagione caratterizzata da temperature persistentemente elevate e da ondate di calore particolarmente lunghe e intense“, dichiara Elisa Venturini, assessore regionale al Clima. Sono state quattro le ondate di calore: dal 17 giugno all’1 luglio sull’intero territorio regionale; dal 7 al 16 luglio su circa il 20% del Veneto; dal 29 luglio al 7 agosto nuovamente su tutta la regione; e dal 9 al 16 agosto su circa il 60% del territorio.
Particolarmente significativo anche il dato relativo al disagio fisico provocato dalla combinazione tra temperature elevate e umidità. L’ondata di agosto, durata 17 giorni, e quella di giugno, di 14 giorni, risultano rispettivamente al primo e al secondo posto tra le più lunghe e intense mai registrate in Veneto. Anche quella di luglio, con 11 giorni, rientra tra le 10 peggiori, a fronte di una durata media delle ondate di disagio fisico di circa quattro giorni. “Quello che colpisce – prosegue Venturini – è soprattutto la persistenza del caldo. Le temperature elevate non sono state episodi isolati, ma hanno accompagnato buona parte dell’estate. È proprio questa continuità a rendere il 2026 eccezionale e a incidere maggiormente sulle persone, sul territorio, sulle risorse idriche e sugli ecosistemi”.
Numerosi record assoluti
La stagione estiva in Veneto ha inoltre fatto segnare numerosi nuovi record assoluti: 31 per le temperature minime, 46 per le temperature medie e 17 per le massime. Tra i valori più significativi figurano i +39,2°C raggiunti a Trebaseleghe, i +38,8°C di Teolo e i +37,3°C di Crespadoro. Sul fronte delle temperature minime spiccano invece i +28,4°C di Trissino e i +27,7°C di Conegliano. Anche le precipitazioni hanno chiuso la stagione in deficit, pur mantenendosi complessivamente all’interno della fascia considerata di normalità statistica.
Agosto 2026 prossimo al record di caldo del 2003
L’ultimo mese dell’estate meteorologica in Veneto è stato mediamente molto più caldo e con una piovosità poco inferiore alla media 1991-2020, in linea con i due mesi precedenti, segnala Arpav. Con un’anomalia per le temperature medie regionale di +3,2°C rispetto alla norma 1991-2020, agosto 2026 si classifica come il secondo più caldo mai registrato dalla rete Arpav, ponendosi a brevissima distanza dallo storico agosto 2003. Per le minime l’anomalia è di +3,1°C, per le massime +3,0°C.
Con 18 notti tropicali in pianura ad agosto 2026, è il secondo valore più elevato dell’intera serie storica; l’anomalia rispetto al trentennio di riferimento 1991-2020 è di +13 giornate, un numero di notti sei volte superiore rispetto alla media degli anni ’90. Le giornate estive, con una temperatura massima superiore ai +30°C, sono state 26 in pianura, con un’anomalia media di +9 giorni rispetto al clima normale.
Precipitazioni e neve
L’anomalia media è di -12 % rispetto alla serie storica 1991-2020, ma con un quadro territoriale fortemente disomogeneo. La differenza negativa è stata più marcata sulla fascia pedemontana (-30%) e sull’area alpina e prealpina (-15%); la pianura ha invece chiuso in parità ma con diffusa scarsità di pioggia. Nessuna nevicata in alta quota. La fusione dei ghiacciai, dei rock glaciers e il degrado del permafrost sono continuati per tutto il mese. Nel sito di riferimento per il permafrost del Piz Boè a 2900 metri di quota, a fine agosto non c’è più terreno gelato, con il degrado totale per permafrost su questo sito. La risorsa idrica nivale (SWE) è esaurita.


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