Come alcuni eventi atmosferici verificatisi “in cima al mondo” potrebbero aver scatenato due devastanti inondazioni in California

Un fattore determinante per le inondazioni in California nel 2017 e nel 2023 potrebbe essere stato una catena di eventi atmosferici innescata da temperature insolitamente elevate sull'Altopiano del Tibet

Tra l’inizio del 2017 e il 2023, la California è stata colpita da due inondazioni catastrofiche e da record, che hanno causato danni per miliardi di dollari, provocato frane e costretto migliaia di persone a evacuare. Le cause di tali eventi hanno lasciato gli scienziati perplessi: entrambi i disastri si sono verificati in condizioni di La Niña, un fenomeno che solitamente porta in California un clima più secco del normale. Ora, un team internazionale di ricercatori ritiene di aver trovato la risposta.

Un indizio dal Tibet

Grazie a dettagliate simulazioni al computer, un gruppo di ricerca guidato da Yongkang Xue dell’Università della California, Los Angeles, ha scoperto che un fattore determinante potrebbe essere stato una catena di eventi atmosferici innescata da temperature insolitamente elevate sull’Altopiano del Tibet, a migliaia di chilometri di distanza. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Science Advances.

La scoperta di questo collegamento, finora sconosciuto, è partita dall’analisi di dati climatici reali raccolti nell’arco di decenni. I ricercatori hanno innanzitutto esaminato i dati relativi alle temperature dell’Altopiano del Tibet e alle precipitazioni in Nord America nel periodo compreso tra il 1984 e il 2023. La scelta di concentrarsi sull’Altopiano del Tibet è dovuta al fatto che questa vasta regione d’alta quota è in grado di influenzare i pattern meteorologici ben oltre i confini dell’Asia.

I dati hanno evidenziato che, in presenza di un riscaldamento anomalo dell’Altopiano del Tibet all’inizio dell’inverno, nel mese successivo tendono a verificarsi precipitazioni più intense negli Stati Uniti occidentali. Tuttavia, questa correlazione non offriva un quadro completo della situazione. Per verificare se il riscaldamento della regione montuosa stesse effettivamente influenzando le condizioni meteorologiche, il team ha eseguito due serie di simulazioni al computer per entrambi gli eventi alluvionali.

Una reazione a catena attraverso il Pacifico

Nella serie di controllo, sono stati utilizzati dati meteorologici standard, senza includere le temperature elevate registrate sul Tibet. Le simulazioni non hanno riprodotto le precipitazioni estreme osservate in California. Nella seconda serie, invece, il team di ricerca ha incluso il riscaldamento anomalo. Questa volta, le simulazioni hanno riprodotto circa il 56% delle precipitazioni superiori alla norma registrate nel gennaio 2017 e il 38% di quelle del marzo 2023 nelle regioni colpite.

Le simulazioni hanno inoltre contribuito a spiegare il meccanismo alla base di questo collegamento a lunga distanza. Quando l’Altopiano del Tibet si riscalda, innesca la rottura di onde atmosferiche su scala planetaria, note come onde di Rossby, nell’area del Pacifico nordorientale e lungo la costa occidentale del Nord America; il fenomeno influisce anche sui flussi di umidità noti come “fiumi atmosferici”. Entrambi i fattori possono contribuire a causare forti piogge in California.

Tuttavia, gli scienziati sottolineano che il riscaldamento delle terre emerse in Asia rappresenta probabilmente solo un tassello di un quadro più ampio. “Il sistema Terra è complesso, caratterizzato da numerose interazioni e meccanismi di retroazione; è improbabile che un singolo fattore, come il riscaldamento dell’Altopiano tibetano, possa spiegare appieno eventi estremi”. Ciononostante, l’individuazione di questo fattore scatenante a distanza potrebbe offrire ai meteorologi un importante segnale premonitore. “Questi risultati suggeriscono che i due eventi catastrofici di precipitazioni invernali fossero prevedibili sulla base delle condizioni termiche della superficie terrestre in aree remote”.