Un nuovo focolaio di Dengue in Lombardia, con due casi di trasmissione autoctona nella provincia di Milano, è stato individuato dall’Istituto superiore di sanità nell’ultimo bollettino nazionale sulle arbovirosi. Il dato aggiorna il quadro epidemiologico italiano relativo al 2026, con un aumento dei casi confermati rispetto alla settimana precedente e con tre aree del territorio nazionale interessate da episodi di circolazione locale del virus. Dal 1 gennaio al 15 settembre 2026 risultano complessivamente 294 casi confermati di Dengue in Italia. Di questi, 37 sono autoctoni, cioè acquisiti sul territorio nazionale senza un collegamento con viaggi all’estero, mentre tutti gli altri casi risultano associati a soggiorni in Paesi dove la malattia è endemica. L’Iss segnala inoltre che non sono stati registrati decessi legati alla Dengue nel periodo considerato.
Nuovo focolaio Dengue in Lombardia: due casi autoctoni nel Milanese
La principale novità contenuta nell’ultimo aggiornamento riguarda la Lombardia, dove è stato identificato un nuovo episodio di trasmissione locale del virus. Il bollettino dell’Iss evidenzia infatti un focolaio composto da 2 casi confermati di infezione, entrambi con esposizione in un Comune della provincia di Milano. “Sono attualmente in corso ulteriori indagini epidemiologiche e attività di contrasto al vettore”, spiega l’Istituto superiore di sanità nel rapporto, indicando che le autorità sanitarie stanno portando avanti le verifiche necessarie per ricostruire la catena di trasmissione e contenere la diffusione della malattia. La Dengue, infatti, non si trasmette direttamente da persona a persona nella maggior parte dei casi, ma attraverso la puntura di zanzare infette, soprattutto appartenenti alla specie Aedes albopictus, la cosiddetta zanzara tigre, ormai stabilmente presente in molte aree italiane.
Tre cluster attivi in Italia: focolai anche in Toscana e Puglia
Con il nuovo episodio lombardo salgono a tre i cluster attivi di Dengue individuati sul territorio nazionale. Oltre alla provincia di Milano, l’Iss segnala altri due focolai di trasmissione locale già sotto monitoraggio. Il primo riguarda la Toscana, dove è stato identificato un focolaio composto da 23 casi confermati di infezione con esposizione in un Comune della provincia di Livorno. “Sono attualmente in corso ulteriori indagini epidemiologiche e attività di contrasto al vettore”, precisa il bollettino. Un secondo cluster interessa invece la Puglia, in particolare alcuni Comuni della provincia di Lecce, dove sono stati confermati 8 casi di infezione, tutti sintomatici. Anche in questo caso sono in corso le attività di sorveglianza epidemiologica e gli interventi per il controllo della popolazione di zanzare responsabile della trasmissione. L’aumento dei casi autoctoni conferma come la Dengue non sia più soltanto una malattia importata dai viaggiatori, ma possa generare episodi di trasmissione locale quando sono presenti condizioni favorevoli, come la presenza del vettore e temperature sufficientemente elevate per consentire il ciclo biologico della zanzara.
Dengue in Italia: crescita dei casi rispetto al precedente bollettino Iss
Il nuovo rapporto dell’Istituto superiore di sanità evidenzia un incremento rispetto al precedente aggiornamento. Una settimana fa, infatti, i casi confermati di virus Dengue erano 265, di cui 24 autoctoni. L’attuale bilancio porta quindi a un aumento complessivo di 29 casi confermati e a un incremento di 13 casi autoctoni rispetto al bollettino precedente, con la comparsa del nuovo focolaio lombardo che si aggiunge agli episodi già segnalati in Toscana e Puglia. La sorveglianza nazionale continua a monitorare l’evoluzione della situazione, con particolare attenzione ai territori dove sono stati individuati episodi di trasmissione locale. Le attività comprendono indagini epidemiologiche, identificazione dei contatti e interventi di contrasto al vettore attraverso azioni mirate contro le zanzare.
Chikungunya e Zika: i dati aggiornati dell’Iss
Il bollettino dell’Iss aggiorna anche la situazione relativa alle altre principali arbovirosi monitorate in Italia. Per quanto riguarda la Chikungunya, dall’inizio dell’anno sono stati registrati 28 casi confermati, con un solo caso autoctono e tutti gli altri associati a viaggi all’estero. Anche per questa infezione non risultano decessi. Nel precedente aggiornamento i casi confermati erano 25, di cui uno autoctono, evidenziando quindi un incremento di tre diagnosi complessive nell’ultima settimana. Per lo Zika virus, invece, il bollettino segnala 3 casi confermati, tutti collegati a viaggi internazionali e senza alcun decesso. Il quadro complessivo delle arbovirosi in Italia nel 2026 conferma dunque la presenza di episodi locali di trasmissione, con la Dengue come principale sorvegliata speciale per la capacità del virus di diffondersi anche in aree dove il vettore è ormai stabilmente presente.


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