Dispositivi medici italiani alla conquista del Mercosur: export da 108 milioni di euro, il Brasile traina la crescita

Il settore punta su Argentina e Brasile tra innovazione, tecnologia e nuove partnership industriali

L’industria italiana dei dispositivi medici guarda con crescente interesse ai mercati del Mercosur, dove l’export nazionale ha già raggiunto un valore di 108 milioni di euro. A trainare il comparto è soprattutto il Brasile, che rappresenta il principale mercato dell’area con oltre 75,7 milioni di euro di esportazioni italiane. Numeri che, secondo le analisi del settore, potrebbero crescere ulteriormente nei prossimi anni grazie alle dimensioni e alle prospettive di sviluppo dei sistemi sanitari sudamericani. Il mercato brasiliano dei dispositivi medici e degli Ivd (diagnostici in vitro) è infatti stimato in circa 14 miliardi di euro nel 2025 e potrebbe arrivare a 21,6 miliardi di euro entro il 2032, con una crescita media annua prevista del 6,4%. A rappresentare un’opportunità strategica è anche l’Argentina, dove il mercato dei dispositivi medici viene stimato tra 4,1 e 5,1 miliardi di euro nel 2025, con prospettive di ulteriore espansione nei prossimi anni.

La filiera italiana dei dispositivi medici punta sull’internazionalizzazione

Proprio alla luce di queste prospettive, le tecnologie per la salute sono state individuate tra i cinque settori strategici della missione del Sistema Confindustria in Argentina e Brasile, organizzata in collaborazione con Ice-Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane. L’obiettivo è rafforzare la presenza delle imprese italiane in un’area considerata sempre più centrale per lo sviluppo delle tecnologie sanitarie, favorendo nuovi rapporti economici, industriali e scientifici. La filiera italiana dei dispositivi medici rappresenta oggi un comparto di grande rilevanza economica: conta oltre 4.600 imprese, circa 134.000 occupati, una produzione complessiva pari a 7,8 miliardi di euro e un valore dell’export di 5,1 miliardi di euro. Sono già 117 le imprese italiane attive nei mercati del Mercosur, un dato che conferma una presenza consolidata ma con ampi margini di crescita. Per il settore, infatti, l’area sudamericana non costituisce soltanto un mercato di destinazione dei prodotti italiani, ma anche un terreno favorevole per costruire partnership industriali, tecnologiche e scientifiche di lungo periodo.

Brasile e Argentina al centro della strategia per la salute digitale

L’espansione nei mercati del Mercosur si inserisce in una fase di profonda trasformazione del settore sanitario globale, caratterizzata dalla crescente domanda di soluzioni innovative. Tra gli ambiti con maggiori potenzialità figurano la diagnostica avanzata, la sanità digitale, l’applicazione dell’intelligenza artificiale alla medicina, la telemedicina e l’Healthcare It, settori nei quali le imprese italiane possono mettere a disposizione competenze tecnologiche e capacità manifatturiere altamente specializzate. L’Accordo di libero scambio Ue-Mercosur, secondo Confindustria Dispositivi Medici, potrebbe rappresentare un ulteriore elemento di impulso per favorire gli scambi commerciali e una maggiore integrazione tra le filiere produttive.

Beccagutti: “l’Italia porta tecnologie, competenze e capacità manifatturiera”

A sottolineare il valore strategico dell’apertura verso i mercati sudamericani è Guido Beccagutti, direttore generale di Confindustria Dispositivi Medici, che prenderà parte alla missione in Argentina e Brasile. “Con i dispositivi medici l’Italia porta in Argentina e Brasile una delle proprie filiere industriali più innovative e strategiche – dichiara Guido Beccagutti, direttore generale di Confindustria Dispositivi Medici, che parteciperà alla missione – non solo prodotti, ma tecnologie, competenze e capacità manifatturiera. Guardiamo al Mercosur non semplicemente come a un mercato di sbocco, ma come a un’area nella quale costruire relazioni industriali, scientifiche e tecnologiche di lungo periodo. L’Accordo di libero scambio Ue-Mercosur può dare nuovo impulso a queste relazioni, riducendo le barriere agli scambi e favorendo una maggiore integrazione delle filiere”. Secondo Beccagutti, la crescita internazionale del comparto passa dalla capacità di accompagnare le imprese in un percorso di innovazione e apertura verso nuovi mercati. “Per competere sui mercati globali, però – conclude Beccagutti – dobbiamo mettere le nostre imprese nelle condizioni di farlo, creando un contesto favorevole agli investimenti, all’innovazione e all’internazionalizzazione”.

Il futuro del settore tra innovazione sanitaria e nuove opportunità globali

La crescita dell’export verso il Mercosur conferma il ruolo strategico dell’Italia nel comparto delle tecnologie mediche, un settore nel quale ricerca, produzione industriale e innovazione digitale stanno diventando elementi decisivi per competere a livello internazionale. L’espansione in Brasile e Argentina rappresenta quindi una nuova frontiera per le aziende italiane dei dispositivi medici, chiamate a rafforzare la propria presenza attraverso collaborazioni e investimenti capaci di unire competenze industriali, sviluppo tecnologico e nuove esigenze dei sistemi sanitari locali.