Il tema della sicurezza nazionale e della preparazione delle Forze armate italiane alle nuove forme di conflitto torna al centro del dibattito dopo le parole del ministro della Difesa Guido Crosetto, intervenuto a margine della presentazione del libro “Diventare una potenza. Istruzioni per una rivoluzione europea” di Paolo Gentiloni, organizzata alla Fondazione Marco Besso di Roma. Al centro dell’intervento del ministro ci sono le nuove minacce legate alla trasformazione della guerra moderna, con particolare attenzione al ruolo sempre più rilevante dei droni, diventati uno degli strumenti più utilizzati nei conflitti contemporanei, in particolare nella guerra in Ucraina. Rispondendo a una domanda sulla possibilità che l’Italia possa avere difficoltà nell’affrontare una eventuale minaccia con i sistemi aerei senza pilota, come quella descritta in un articolo del quotidiano spagnolo El Mundo, Crosetto ha sottolineato che il percorso di adeguamento delle capacità militari italiane è già iniziato da tempo.
Crosetto: “sono anni che in parlamento dico che dobbiamo prepararci a minacce”
“Sono anni che in parlamento dico che dobbiamo prepararci a minacce, non dico questa, ma a un nuovo tipo di guerra”. Con queste parole il ministro della Difesa ha evidenziato come il cambiamento dello scenario internazionale abbia imposto una riflessione sulla necessità di aggiornare strumenti, tecnologie e strategie delle Forze armate. Il riferimento non è soltanto alla possibilità di un attacco con droni, ma più in generale alla trasformazione dei conflitti moderni, dove tecnologia, intelligence, sistemi autonomi e capacità di risposta rapida assumono un ruolo sempre più centrale. Secondo Crosetto, l’Italia sta lavorando da tempo per adeguarsi a questo nuovo contesto, prendendo come riferimento soprattutto le lezioni arrivate dal conflitto tra Russia e Ucraina.
La guerra in Ucraina e il ruolo dei droni nei conflitti moderni
La guerra in Ucraina ha mostrato in modo evidente quanto i droni militari siano diventati strumenti strategici sul campo di battaglia. Dalla ricognizione alla sorveglianza, fino agli attacchi mirati, questi sistemi hanno modificato le modalità operative degli eserciti coinvolti. Proprio osservando questa evoluzione, secondo il ministro della Difesa, le Forze armate italiane hanno avviato un percorso di preparazione e aggiornamento. Crosetto ha infatti precisato che le scelte italiane non derivano da singoli articoli di stampa, ma dall’analisi degli scenari internazionali e dai cambiamenti già osservati nei conflitti in corso. “Ci stiamo preparando da anni sulla base di quello che è successo in Ucraina, non sulla base di un articolo dove si dicono cose non vere”, ha dichiarato il ministro.
“Le forze armate si sono mosse dopo aver visto quello che è successo a Kiev”
Nel suo intervento Crosetto ha poi ribadito che la pianificazione della Difesa italiana nasce dall’osservazione concreta degli eventi internazionali e dalla necessità di affrontare una fase storica caratterizzata da nuove forme di minaccia. “Si parte dalla constatazione di quello che accade nel mondo, quindi le forze armate si sono mosse anche da quel punto di vista, negli ultimi anni, dopo aver visto quello che è successo a Kiev”. Le parole del ministro richiamano dunque un processo già avviato per adeguare capacità operative e strumenti tecnologici a uno scenario in cui la componente digitale e quella automatizzata hanno assunto un peso crescente.
La nuova sfida della Difesa: tecnologia, innovazione e sicurezza
L’utilizzo dei droni nei conflitti ha aperto una nuova fase per la sicurezza internazionale, rendendo necessario un investimento non soltanto nei sistemi offensivi, ma anche nelle capacità di rilevamento, difesa e contrasto. La discussione riguarda quindi un ambito più ampio della semplice disponibilità di velivoli senza pilota: coinvolge infatti la capacità di individuare minacce, proteggere infrastrutture strategiche e sviluppare tecnologie adeguate alle nuove modalità di combattimento. L’intervento di Guido Crosetto si inserisce in un contesto internazionale nel quale molti Paesi stanno rivedendo le proprie strategie di difesa alla luce delle esperienze maturate negli ultimi anni. Il ministro ha ribadito che l’Italia sta affrontando questa trasformazione sulla base dell’evoluzione reale degli scenari globali, con l’obiettivo di prepararsi alle sfide di una nuova era della sicurezza.


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