Il fenomeno climatico El Niño, unito alle temperature globali da record che sta generando, potrebbe causare una vera e propria strage silenziosa a livello mondiale nei prossimi mesi. Secondo un nuovo rapporto pubblicato dai ricercatori del Climate Impact Lab dell’Università di Chicago, questa anomalia rischia di provocare fino a 451mila decessi aggiuntivi legati al caldo tra giugno 2026 e la fine di febbraio 2027. La drammatica impennata della mortalità, calcolata rispetto ai decessi attesi in un anno tipico, sarà aggravata da siccità, incendi e una riduzione delle riserve idriche in molteplici aree del pianeta. Le proiezioni indicano che la minaccia delle ondate di calore persisterà ben oltre la conclusione di questo ciclo meteorologico, allungando la sua scia di conseguenze fatali fino all’estate successiva.
Le aree del mondo più a rischio
Il peso maggiore di questa crisi ricadrà sulle nazioni più povere e meno attrezzate, già duramente provate dall’insicurezza alimentare e dagli alti costi dell’energia derivanti anche dalle conseguenze della guerra in Iran. Il rapporto sottolinea che il caldo risulta particolarmente letale in quei luoghi naturalmente torridi e privi di risorse. I territori più ricchi possiedono un accesso garantito all’aria condizionata, reti idriche affidabili e sistemi sanitari funzionanti, elementi carenti nel Sud del mondo. Gli studiosi hanno evidenziato che la regione africana del Sahel, situata a Sud del deserto del Sahara, sarà la più colpita con 66.800 vittime in più. Altri focolai includono l’Asia del Sud/Est e porzioni dell’America Latina. I dati proiettano 19.400 morti tra Filippine, Vietnam, Thailandia e Cambogia, seguiti da 19.300 in Indonesia, 15.800 in India e 13.300 in Brasile.
Le contromisure e il riscaldamento globale
Di fronte a queste cifre, i governi hanno la possibilità di attuare misure preventive vitali per evitare il peggio. Tra le strategie raccomandate come 1ª linea d’intervento figurano i sistemi di allerta precoce, l’apertura di centri di raffreddamento, la distribuzione di stazioni idriche e la tutela dei lavoratori all’aperto, uniti a un tempestivo potenziamento ospedaliero. Gli esperti invitano le istituzioni a stanziare finanziamenti anticipati per mobilitare le risorse prima dei picchi termici, per tutelare gli anziani e le fasce vulnerabili.


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