ENEA accelera il trasferimento tecnologico: 7 milioni per portare le innovazioni nucleari, energetiche e ambientali dalle ricerca alle imprese

950 brevetti, 80 laboratori, 9 spinoff e 66 progetti già finanziati: il modello ENEA punta a trasformare la conoscenza scientifica in nuove tecnologie industriali e competitività per il sistema produttivo italiano

La ricerca italiana punta sempre più sul trasferimento tecnologico per trasformare le scoperte scientifiche in applicazioni concrete per il mondo produttivo. È questa la sfida al centro dell’incontro “Technology Transfer: creare Valore tra Ricerca ed Industria”, che ha riunito alla Camera dei Deputati rappresentanti delle istituzioni, della ricerca, dell’industria e della finanza per discutere delle strategie necessarie a portare l’innovazione dai laboratori alle aziende, con particolare attenzione al ruolo delle piccole e medie imprese. Nel corso dell’iniziativa è emerso il patrimonio tecnologico costruito da ENEA, che oggi può contare su 7 milioni di euro stanziati nel programma Proof of Concept, 950 brevetti, 80 laboratori, 9 spinoff, infrastrutture di ricerca considerate uniche in Italia e numerose best practice nel campo delle tecnologie nucleari, energetiche e ambientali. Un sistema complesso che punta a ridurre la distanza tra ricerca e mercato, accelerando il percorso che porta un’idea sviluppata nei centri scientifici a diventare una tecnologia utilizzabile dalle imprese.

Il modello ENEA per trasformare la ricerca in innovazione industriale

Il percorso avviato da ENEA si basa sul Knowledge Exchange Program (KEP+), un modello organizzativo pensato per mettere in relazione le competenze scientifiche dell’Ente con le esigenze delle imprese e delle filiere industriali. Il programma organizza l’offerta tecnologica di ENEA attraverso 14 verticali industriali, creando un collegamento diretto tra i risultati della ricerca e i settori economici interessati al loro utilizzo. Un elemento centrale del modello è rappresentato dalla struttura di Knowledge Transfer Management, composta da project manager dedicati a favorire il dialogo tra ricercatori, aziende e investitori, accompagnando i progetti nella fase più delicata: quella che porta dalla sperimentazione alla concreta applicazione industriale. L’obiettivo è costruire un ecosistema nel quale la conoscenza scientifica possa diventare valore economico, nuovi prodotti, nuove imprese e maggiore competitività per il sistema Paese.

Mariotti: “trasformare la conoscenza scientifica in valore economico, progresso sociale e benessere collettivo”

Durante l’incontro è intervenuta anche la presidente di ENEA Francesca Mariotti, che ha evidenziato il ruolo strategico della collaborazione tra ricerca pubblica, imprese, istituzioni e finanza. “La collaborazione tra un’istituzione di ricerca pubblica come ENEA e i nostri naturali interlocutori del mondo delle imprese, della finanza e delle istituzioni può rappresentare il motore per trasformare la conoscenza scientifica in valore economico, progresso sociale e benessere collettivo”, ha sottolineato il Presidente ENEA Francesca Mariotti. “ENEA – ha proseguito – dispone di competenze tecnico-scientifiche e infrastrutture distintive a cui si associa una straordinaria capacità di lavorare in squadra con imprese e istituzioni. La sfida è creare le condizioni perché questo patrimonio strategico del Paese si traduca sempre più e nel minor tempo possibile in innovazioni applicate e maggiore competitività industriale”. Parole che delineano la strategia dell’Ente: valorizzare un patrimonio di competenze già consolidato e trasformarlo in soluzioni capaci di incidere sui processi industriali, dalla transizione energetica alla sostenibilità ambientale.

Dalla fusione nucleare ai materiali innovativi: le tecnologie ENEA con potenziale industriale

Gli ambiti nei quali ENEA sviluppa ricerca applicabile al mercato sono numerosi e spaziano dalle tecnologie energetiche avanzate alla tutela dell’ambiente, fino alla salute e ai beni culturali. Tra i settori più rilevanti figurano superconduttori, fotovoltaico, sistemi di accumulo energetico, materiali innovativi, tecnologie per l’ambiente, applicazioni per la salute, valorizzazione dei beni culturali, impianti di ricerca e medicina nucleare. Sono ambiti nei quali l’Ente svolge un ruolo di primo piano anche a livello internazionale, grazie a infrastrutture specializzate e competenze scientifiche sviluppate negli anni.

In alcuni casi i risultati della ricerca hanno già dato origine a nuove realtà imprenditoriali. È il caso dei 9 spinoff ENEA riconosciuti, nati con l’obiettivo di portare sul mercato tecnologie sviluppate all’interno dell’Ente. Tra questi c’è Suprema, società nata per realizzare il più grande impianto europeo per la produzione di nastri superconduttori ad alta temperatura critica, materiali destinati a settori strategici come quello energetico, nucleare, medicale e aerospaziale. Nel 2025 la società ha ottenuto un investimento di 900 mila euro da Tech4Planet, il Polo nazionale di trasferimento tecnologico per la sostenibilità promosso da CDP Venture Capital, confermando l’interesse degli investitori verso tecnologie innovative sviluppate dalla ricerca italiana.

Il programma Proof of Concept: 7 milioni di euro per accompagnare le tecnologie verso il mercato

Uno degli strumenti principali utilizzati da ENEA per favorire il passaggio dalla ricerca all’industria è il programma Proof of Concept (PoC), attivato nel 2018. Attraverso questo programma sono stati finora stanziati circa 7 milioni di euro, con 66 progetti già cofinanziati e sviluppati insieme a partner industriali e altri 20 progetti attualmente in fase di valutazione. Il meccanismo del Proof of Concept consente di sostenere quelle tecnologie che hanno già raggiunto un livello significativo di maturità scientifica, ma che necessitano di ulteriori investimenti e sperimentazioni per arrivare a una concreta applicazione commerciale. A completare il quadro ci sono 950 brevetti e 11 linee di ricerca sulla decarbonizzazione sviluppate nell’ambito dell’Accordo di Programma MASE-ENEA 2025-2027, con l’obiettivo di sostenere la transizione verso modelli energetici più sostenibili.

Coppola: “non basta avere tecnologie eccellenti, occorre portarle proattivamente alle aziende”

Il direttore del Trasferimento Tecnologico ENEA Alessandro Coppola ha spiegato la filosofia alla base delle attività dell’Ente, sottolineando la necessità di creare un collegamento più forte tra innovazione e industria. “La nostra idea di trasferimento tecnologico parte da un principio semplice: non basta avere tecnologie eccellenti, occorre portarle proattivamente alle aziende e creare le condizioni perché possano incontrare l’impresa giusta, trovare una concreta applicazione industriale ed attrarre la fiducia degli investitori”, ha dichiarato il Direttore del Trasferimento Tecnologico ENEA Alessandro Coppola. “Per questo – ha continuato – in ENEA abbiamo adottato modelli organizzativi e strumenti dedicati che integrano competenze scientifiche, industriali, finanziarie, contrattuali e di proprietà intellettuale, con l’obiettivo di rendere più efficace l’allineamento tra i differenti soggetti del Trasferimento Tecnologico ed il passaggio dalla conoscenza al mercato”.

Istituzioni, ricerca e imprese insieme per rafforzare la competitività italiana

All’appuntamento alla Camera dei Deputati hanno partecipato rappresentanti dei principali attori coinvolti nel processo di innovazione nazionale. Tra gli interventi quelli del ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin, del capo di Gabinetto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy Federico Eichberg, del presidente di Unioncamere Andrea Prete, del vicepresidente Ricerca e Sviluppo di Confindustria Francesco De Santis, della responsabile del Fondo Technology Transfer di Cassa Depositi e Prestiti Venture Capital Claudia Pingue, del presidente del Cnr Andrea Lenzi, del direttore scientifico dell’Istituto Italiano di Tecnologia Giorgio Metta e, per ENEA, della presidente Francesca Mariotti, del direttore generale facente funzione Gianluca Calabretta e del direttore del Trasferimento Tecnologico Alessandro Coppola. Il confronto ha messo in evidenza una priorità condivisa: rendere più rapido ed efficace il percorso che porta la ricerca scientifica italiana verso il sistema produttivo, valorizzando brevetti, competenze e infrastrutture per sostenere la crescita industriale e affrontare le grandi sfide tecnologiche dei prossimi anni.