Un caffè a 50 centesimi grazie al risparmio sull’energia e alla scelta di eliminare gli sprechi del monouso. È l’iniziativa lanciata da un bar di Venafro, in provincia di Isernia, dove ai clienti che arrivano con la propria tazzina in ceramica viene applicato un prezzo fortemente scontato per la classica consumazione al bancone. Una soluzione semplice, nata dall’esigenza di contenere i costi di gestione e allo stesso tempo promuovere un modello più sostenibile. Nel locale Don Antò, infatti, il caffè con la tazzina portata da casa costa appena 50 centesimi, una cifra molto distante dai prezzi che ormai si registrano in molte grandi città italiane, dove un espresso può superare anche 1,20 euro.
Il risparmio sull’energia dietro il caffè a 50 centesimi
A spiegare la scelta è la titolare del bar, Ida, che sottolinea come l’iniziativa sia legata soprattutto alla necessità di ottimizzare le spese e ridurre i consumi. “Risparmiamo i costi sull’energia”, dice Ida spiegando che la soluzione adottata rappresenta un vantaggio sia per chi gestisce l’attività sia per chi acquista il prodotto. Il meccanismo è molto semplice: utilizzando una tazzina riutilizzabile in ceramica, il locale riduce alcune spese legate alla gestione quotidiana e limita l’utilizzo di materiali usa e getta. Un approccio che punta a trasformare un gesto abituale, come prendere un caffè, in una scelta più attenta ai consumi e all’ambiente.
Niente sconto con il bicchiere di plastica: “siamo contrari allo spreco per il monouso”
La promozione, però, non riguarda qualsiasi contenitore portato dall’esterno. Il bar ha scelto infatti di escludere i bicchieri di plastica, proprio per mantenere coerente il principio alla base dell’iniziativa. “Siamo contrari allo spreco per il monouso” spiega la titolare, ribadendo la volontà di incentivare esclusivamente una soluzione riutilizzabile. La proposta del Don Antò si inserisce quindi nel dibattito sul contenimento degli sprechi e sull’utilizzo più consapevole delle risorse, mettendo insieme il tema del risparmio energetico, quello economico e la riduzione dei rifiuti.
L’iniziativa piace: anche un pullman da Napoli è arrivato con le tazzine
L’esperimento sembra aver incontrato il favore della clientela. Secondo quanto raccontato dalla titolare, la risposta delle persone è stata positiva fin dai primi giorni. “Assolutamente sì. Recentemente si è fermato un pullman di persone provenienti da Napoli, avevano tutte la loro tazzina” racconta Ida. Un episodio che testimonia come una proposta originale possa diventare anche un elemento di attrazione, coinvolgendo persone provenienti da fuori zona incuriosite dalla formula del caffè sostenibile a 50 centesimi.
Dal caffè al baratto: zucchine, pomodori e perfino due caprette tibetane
Il bar di Venafro non si è fermato soltanto alla proposta della tazzina personale. Il locale ha introdotto anche altre iniziative alternative pensate per creare un rapporto diverso con la comunità. Tra queste c’è il baratto, una formula rivolta soprattutto a chi possiede piccoli terreni o orti e può mettere a disposizione prodotti della propria coltivazione. “Accettiamo anche il baratto pensando ai pensionati che hanno l’orticello. Ci portano zucchine e pomodori in cambio di una colazione. Un signore ci ha portato due caprette tibetane, le abbiamo donate ad una fattoria didattica della zona”, aggiunge. Una scelta che va oltre il semplice risparmio economico e punta a valorizzare lo scambio, la collaborazione e il rapporto diretto tra attività commerciale e territorio.
Un modello alternativo tra sostenibilità e tradizione
L’iniziativa del bar Don Antò di Venafro rappresenta un esempio di come anche piccoli gesti quotidiani possano incidere sulle abitudini di consumo. Portare una propria tazzina in ceramica permette di ottenere un prezzo più basso, mentre per l’attività significa ridurre alcuni costi legati ai consumi e al materiale usa e getta. In un periodo in cui il tema dei costi dell’energia pesa sempre di più sulle imprese, soprattutto nel settore della ristorazione, soluzioni di questo tipo cercano una strada alternativa: meno sprechi, maggiore attenzione alle risorse e un rapporto più diretto con la clientela.


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