Dalle tecnologie innovative per la produzione e lo stoccaggio dell’idrogeno alle celle a combustibile, dall’elettrolisi alle applicazioni nei trasporti e nell’industria, passando per infrastrutture, sicurezza, politiche energetiche e nuovi modelli di mercato. Sono questi i principali temi al centro della 12ª edizione della “European Fuel Cells and Hydrogen – Piero Lunghi Conference (EFCH2 2026)“, in programma a Capri da oggi a giovedì 17 settembre. La conferenza rappresenta uno dei principali appuntamenti internazionali dedicati alla ricerca e all’innovazione nel campo dell’idrogeno e delle celle a combustibile. L’evento è organizzato da ENEA, ATENA scarl – Distretto Alta Tecnologia Energia Ambiente, Università degli Studi di Napoli “Parthenope” e University of California, Irvine.
A presiedere i lavori sono Viviana Cigolotti, responsabile della Divisione ENEA Tecnologie e vettori per la decarbonizzazione, e Jack Brouwer, professore della University of California, Irvine e direttore del National Fuel Cell Research Center (NFCRC). Il centro di ricerca è stato istituito presso la stessa università con il sostegno del Department of Energy degli Stati Uniti (DOE) e della California Energy Commission (CEC).
“La conferenza conferma ancora una volta l’esistenza di una comunità scientifica e tecnologica che da oltre vent’anni accompagna con convinzione l’evoluzione dell’idrogeno e che oggi è pronta a portare le innovazioni fuori dai laboratori. Per riuscire a trasformare i risultati della ricerca in tecnologie robuste, affidabili e scalabili, dobbiamo dimostrarne il funzionamento in condizioni reali e creare i presupposti perché possano essere trasferite e realizzate su scala industriale, con prestazioni elevate e costi competitivi. Il confronto internazionale a Capri si concentrerà quest’anno proprio sul passaggio dalla ricerca alla dimostrazione, dalla dimostrazione all’industria”, ha dichiarato la direttrice del Dipartimento ENEA di Tecnologie energetiche e fonti rinnovabili Giulia Monteleone, che ha aperto i lavori.
La sessione plenaria, dal titolo “Hydrogen at the Research Frontier: Innovations and Emerging Breakthroughs”, è stata incentrata, appunto, sulle nuove frontiere della ricerca e sulle priorità tecnologiche necessarie per accompagnare l’idrogeno dalla prima fase di diffusione verso soluzioni più robuste, scalabili e competitive. Tra gli speaker, Stefania Crotta, direttore generale della Direzione programmi e incentivi finanziari del MASE, Mirela Atanasiu, Head of Unit Operations and Communication della Clean Hydrogen Partnership, Luigi Crema, presidente di Hydrogen Europe Research e direttore del Center for Sustainable Energy della Fondazione Bruno Kessler, Daishu Hara, Senior Director Hydrogen and Ammonia Department di NEDO (Agenzia giapponese per la ricerca e l’innovazione energetica), Pere Margalef, direttore dello Snam Research and Technology Center, Julie Mougin, Deputy Director for Hydrogen Technologies del CEA francese, e Piero Venturi, Director of the Clean Hydrogen Mission di Mission Innovation.
“La sfida oggi è accompagnare le tecnologie dell’idrogeno dal laboratorio al mercato, trasformando i risultati della ricerca in soluzioni affidabili, sostenibili e competitive. Per farlo servono innovazione tecnologica, infrastrutture adeguate, competenze specialistiche e una collaborazione sempre più stretta tra ricerca, industria e istituzioni. EFCH2 2026 nasce proprio con questo obiettivo: favorire il confronto internazionale e contribuire a definire le priorità scientifiche e industriali dei prossimi anni”, ha commentato la co-chair Viviana Cigolotti di ENEA. “Per ENEA il coinvolgimento diretto nell’organizzazione e nella governance scientifica della conferenza rappresenta anche un’opportunità per consolidare il nostro ruolo nelle reti internazionali in questo settore, rafforzando le collaborazioni tra ricerca, industria e istituzioni”. Al termine dei lavori della prima giornata saranno assegnati il Best Paper Award e i Best Thesis Award dedicati alle migliori tesi magistrali e di dottorato nel settore dell’idrogeno.


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