Il sistema elettrico italiano cambia passo con una nuova riforma destinata a incidere sullo sviluppo delle energie rinnovabili e sulla capacità della rete nazionale di accogliere nuovi impianti. Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto ha firmato il decreto che rende operativo il nuovo modello per la gestione della capacità della rete elettrica, introducendo criteri più trasparenti e dinamici per individuare gli spazi realmente disponibili alle nuove connessioni. Il provvedimento punta a risolvere uno dei principali ostacoli che negli ultimi anni hanno rallentato la crescita di fotovoltaico, eolico e sistemi di accumulo: la cosiddetta “saturazione virtuale” della rete, causata da un numero molto elevato di richieste di connessione presentate per progetti che, in molti casi, non arrivano alla fase autorizzativa o realizzativa, ma continuano comunque a impegnare capacità sulla carta.
Nuove regole per la rete elettrica nazionale: Terna aggiornerà i dati ogni tre mesi
Il decreto stabilisce i criteri con cui Terna, il gestore della rete elettrica di trasmissione nazionale, dovrà pubblicare e aggiornare con cadenza trimestrale, per ogni porzione della rete, la capacità massima addizionale disponibile per collegare nuovi impianti alimentati da fonti rinnovabili e nuovi sistemi di accumulo energetico. La nuova disciplina riguarda le infrastrutture della rete di trasmissione nazionale e introduce un sistema basato su informazioni pubbliche e aggiornate periodicamente, con l’obiettivo di fornire maggiore certezza agli operatori che intendono sviluppare nuovi progetti energetici.
Restano esclusi dal meccanismo gli impianti offshore, che seguono percorsi specifici legati alla particolare complessità delle connessioni in mare. Il decreto è stato adottato dopo l’acquisizione del parere dell’ARERA, l’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente, e dà attuazione alla norma contenuta nel decreto Bollette n.21/2026, che aveva previsto un intervento mirato proprio sul fenomeno delle richieste di connessione non effettivamente coerenti con progetti cantierabili.
Stop alla “saturazione virtuale”: liberata capacità oggi bloccata
Uno degli effetti più rilevanti della nuova normativa sarà la possibilità di liberare capacità di rete oggi inutilizzata, ma formalmente occupata da richieste di connessione relative a impianti che non hanno poi trovato sviluppo concreto. Negli ultimi anni, infatti, il sistema elettrico italiano ha registrato una crescita significativa delle richieste per nuovi impianti rinnovabili. Una parte di queste iniziative, però, non ha superato gli iter autorizzativi o non è arrivata alla costruzione, creando una situazione nella quale porzioni della rete risultavano virtualmente impegnate senza corrispondere a investimenti reali. Il nuovo modello punta quindi a distinguere con maggiore precisione tra progetti realmente pronti a partire e richieste che non rappresentano più una prospettiva concreta, favorendo l’ingresso di nuove iniziative energetiche. La misura rappresenta un tassello del percorso di semplificazione del sistema autorizzativo e di rafforzamento delle infrastrutture necessarie alla transizione energetica italiana.
Pichetto: “superiamo un modello che ha frenato lo sviluppo delle rinnovabili”
Il ministro Gilberto Pichetto ha sottolineato il valore strategico della riforma, evidenziando come il nuovo sistema possa migliorare il funzionamento delle connessioni alla rete e offrire maggiore affidabilità agli investitori. “Il decreto – spiega il ministro Gilberto Pichetto – si inserisce nel più ampio percorso di semplificazione e rafforzamento del sistema autorizzativo”. Secondo il ministro, il nuovo meccanismo rappresenta un cambio di paradigma nella gestione delle infrastrutture elettriche italiane. “Superiamo – spiega Pichetto – un modello che ha frenato lo sviluppo delle rinnovabili e introduciamo un meccanismo trasparente, dinamico e misurabile. La capacità di rete sarà pubblica, aggiornata trimestralmente e gestita secondo criteri oggettivi e non discriminatori”.
Più certezza per gli investimenti nelle energie pulite
La riforma mira dunque a rendere più efficiente il rapporto tra sviluppo delle fonti rinnovabili e disponibilità della rete elettrica, un elemento considerato fondamentale per raggiungere gli obiettivi nazionali di decarbonizzazione. La crescita di nuovi impianti fotovoltaici ed eolici, infatti, richiede non soltanto autorizzazioni più rapide ma anche una rete in grado di accogliere la nuova produzione e gestire la variabilità delle fonti rinnovabili attraverso infrastrutture adeguate e sistemi di accumulo. Il nuovo sistema introdotto dal decreto punta proprio a garantire una maggiore corrispondenza tra capacità disponibile e progetti effettivamente realizzabili, riducendo gli ostacoli burocratici e tecnici che hanno rallentato diversi investimenti. “È una riforma strutturale – conclude il Ministro – che restituisce credibilità al sistema delle connessioni e offre maggiore certezza agli operatori pronti a investire in Italia”. Con l’entrata in vigore del nuovo meccanismo, la capacità della rete elettrica nazionale diventa quindi un elemento misurabile, aggiornato e accessibile, con l’obiettivo di accompagnare la crescita delle energie rinnovabili e rendere più veloce la trasformazione del sistema energetico italiano.


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