Ravenna diventa il palcoscenico delle celebrazioni per i 100 anni dalla nascita dell’Agip, una ricorrenza che ripercorre un secolo di storia dell’energia italiana e il ruolo centrale della città romagnola nello sviluppo dell’industria nazionale. La tappa del ciclo di incontri dedicato ai luoghi simbolo della storia di Eni racconta il legame profondo tra il territorio ravennate e le attività energetiche, dalle prime esplorazioni di gas naturale fino agli attuali progetti legati alla transizione energetica e alla decarbonizzazione. Una storia iniziata nel secondo dopoguerra e segnata da alcune tappe fondamentali per l’intero settore: la scoperta del giacimento “Ravenna Terra” nel 1952, l’avvio nel 1960 di “Ravenna Mare”, primo giacimento offshore dell’Adriatico e primo vero pozzo a mare perforato in Europa, fino alla nascita dell’Anic nel 1958 e allo sviluppo della cantieristica offshore a Porto Corsini.
Ravenna e Agip, una storia lunga un secolo tra gas, ricerca e innovazione industriale
Il rapporto tra Eni e Ravenna affonda le sue radici in una fase decisiva per la crescita economica e industriale italiana. La città romagnola, grazie alla presenza di importanti infrastrutture e competenze tecniche, è diventata nel tempo uno dei principali laboratori nazionali per la ricerca e lo sviluppo nel settore energetico. La scoperta del giacimento Ravenna Terra nel 1952 rappresentò un momento di svolta per l’industria del gas in Italia, aprendo una nuova stagione di esplorazioni nel sottosuolo. Pochi anni più tardi arrivò un’altra innovazione destinata a segnare la storia: nel 1960 entrò in funzione Ravenna Mare, considerato il primo grande esempio italiano di sfruttamento offshore e il primo pozzo marino perforato in Europa. Attorno a queste attività si sviluppò un sistema industriale complesso, con la nascita dell’Anic nel 1958 e la crescita della cantieristica offshore nella zona di Porto Corsini, che trasformò Ravenna in un centro di riferimento per tecnologie, professionalità e sperimentazione nel campo dell’energia.
L’hub industriale Eni a Ravenna guarda alla transizione energetica
Oggi Ravenna rappresenta per Eni un vero e proprio hub industriale integrato, nel quale operano diverse società del gruppo impegnate sia nelle attività energetiche tradizionali sia nei nuovi percorsi della transizione. Il Distretto Centro Settentrionale di Eni gestisce le attività di estrazione e trattamento del gas naturale lungo la dorsale adriatica, oltre alle operazioni di decommissioning degli impianti arrivati alla fine del loro ciclo operativo. Nel territorio è presente anche Enipower, con una centrale dalla capacità complessiva di 894 MW, mentre Versalis porta avanti attività di ricerca dedicate ai materiali innovativi, alle fonti rinnovabili e ai processi di riciclo, in linea con gli obiettivi di trasformazione industriale del gruppo. Un percorso che lega la memoria della grande stagione dell’energia italiana alle nuove sfide ambientali e tecnologiche, con Ravenna chiamata ancora una volta a svolgere un ruolo strategico.
Ravenna CCS, il progetto per catturare e stoccare la CO₂ nei giacimenti esauriti
Tra le iniziative più rilevanti per il futuro energetico italiano c’è Ravenna CCS, il progetto che punta a realizzare il primo polo nazionale per la cattura e lo stoccaggio della CO₂. L’obiettivo è utilizzare i giacimenti di gas ormai esauriti presenti nell’area offshore ravennate per il confinamento permanente dell’anidride carbonica, intercettando le emissioni generate dai settori industriali definiti “hard to abate”, cioè quei comparti nei quali la riduzione delle emissioni risulta particolarmente complessa attraverso le sole tecnologie tradizionali. Il progetto rappresenta una delle frontiere della decarbonizzazione industriale e conferma il ruolo di Ravenna come territorio di sperimentazione per nuove soluzioni energetiche.
Il centenario raccontato attraverso libri, mostre e iniziative sul territorio
Durante le celebrazioni per i 100 anni dell’Agip è stato presentato il volume “100 anni di energia. Da Agip a Eni. Una storia italiana”, curato da Paolo Bricco, un’opera dedicata al percorso storico del gruppo e alle trasformazioni che hanno accompagnato il settore energetico italiano nel corso di un secolo. È stata inoltre presentata la nuova edizione del Report Locale di Sostenibilità “Eni a Ravenna 2025”, documento che racconta il rapporto tra il gruppo, il territorio e le attività sviluppate nell’area ravennate. A completare il programma delle celebrazioni è la mostra “Eni, 100 anni di Energia a Ravenna”, curata dall’Archivio Storico Eni e ospitata al Classis Ravenna dal 23 settembre al primo ottobre, con ingresso libero. L’esposizione ripercorre attraverso immagini, documenti e testimonianze le tappe principali della presenza energetica in città, mettendo in relazione la storia industriale del passato con i nuovi scenari della sostenibilità.
L’escursione alle piattaforme Eni al largo di Marina di Ravenna
Le iniziative dedicate al centenario proseguiranno sabato 26 settembre con un’edizione straordinaria dell’escursione in motonave verso le piattaforme Eni situate al largo di Marina di Ravenna. Durante la navigazione saranno previste attività dedicate alla valorizzazione del rapporto tra industria, ambiente e territorio. In programma una dimostrazione di pesca della Cozza Selvaggia, prodotto simbolo della tradizione marina locale, e la liberazione in mare di alcune tartarughe marine curata dal Cestha. La partecipazione all’iniziativa sarà gratuita, con prenotazione obbligatoria fino a esaurimento dei posti disponibili. Un appuntamento che chiude il percorso celebrativo del centenario dell’Agip a Ravenna, città che ha accompagnato per decenni l’evoluzione dell’energia italiana e che oggi punta a essere protagonista della nuova fase legata alla transizione energetica, alla ricerca e alla riduzione delle emissioni.


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