Eni accelera sulla robotica umanoide e apre alla possibilità di utilizzare robot basati sulla Physical AI direttamente nei propri contesti industriali e operativi. Il gruppo energetico ha firmato un accordo con Generative Bionics, azienda deeptech italiana specializzata nello sviluppo di robot umanoidi, con l’obiettivo di valutare una collaborazione tecnologica e industriale che potrebbe coinvolgere numerosi settori: dalle ispezioni negli impianti alla teleoperazione, dall’assistenza remota all’utilizzo di materiali innovativi, fino al calcolo ad alte prestazioni necessario per addestrare i sistemi di intelligenza artificiale. Al centro dell’intesa c’è GENE.01, il robot umanoide sviluppato da Generative Bionics, piattaforma sulla quale le due realtà intendono avviare attività di analisi, sperimentazione e valutazione in diversi ambiti di interesse comune. L’obiettivo è verificare come la robotica avanzata possa essere integrata progressivamente nei processi industriali di Eni, soprattutto nelle attività caratterizzate da condizioni operative complesse o nelle quali l’impiego di sistemi robotici potrebbe contribuire a migliorare sicurezza ed efficienza.
Robot umanoidi nei siti Eni: ispezioni, teleoperazione e assistenza remota
Uno degli aspetti principali dell’accordo riguarda l’identificazione dei possibili casi d’uso dei robot umanoidi sviluppati da Generative Bionics all’interno delle attività Eni. La collaborazione si concentrerà in particolare sulle operazioni di ispezione, teleoperazione, assistenza remota e supporto alle attività svolte in ambienti complessi. L’obiettivo sarà quello di valutare il possibile contributo dei robot umanoidi al rafforzamento degli standard di sicurezza e al miglioramento dell’efficienza operativa. L’utilizzo della robotica umanoide negli impianti industriali rappresenta infatti uno dei principali campi di sviluppo della nuova generazione di sistemi basati sulla Physical AI, cioè modelli di intelligenza artificiale capaci non soltanto di elaborare informazioni digitali, ma anche di interagire fisicamente con l’ambiente attraverso sistemi robotici. L’intesa tra Eni e Generative Bionics nasce quindi con l’obiettivo di mettere in relazione l’esperienza industriale di Eni con le competenze specialistiche dell’azienda italiana nello sviluppo di robot capaci di muoversi e operare in contesti reali.
Eni aveva già investito in Generative Bionics nel 2025
Il rapporto tra le due società non nasce con il nuovo accordo. Eni aveva già investito in Generative Bionics nel dicembre 2025, attraverso la propria società di venture capital Eni Next, partecipando al primo maxi round dell’azienda genovese. L’investimento aveva rappresentato uno dei primi segnali dell’interesse di Eni verso le tecnologie della robotica umanoide e dell’intelligenza artificiale applicata all’industria. Generative Bionics, nel frattempo, ha già avviato collaborazioni con importanti realtà industriali italiane. L’azienda ha infatti stretto un accordo anche con Fincantieri per l’impiego dei propri robot umanoidi nelle linee di saldatura, uno dei settori nei quali la robotica avanzata può trovare applicazioni particolarmente rilevanti. Il nuovo accordo con Eni amplia ulteriormente il possibile raggio d’azione della tecnologia sviluppata dalla società genovese.
Gene.01 al centro della collaborazione tra Eni e Generative Bionics
L’accordo mette in relazione le competenze industriali, tecnologiche e di calcolo di Eni con quelle di Generative Bionics nella progettazione e nello sviluppo di sistemi robotici umanoidi. Il punto di partenza sarà GENE.01, la piattaforma umanoide sulla quale l’azienda italiana sta costruendo il proprio percorso di industrializzazione. L’intesa prevede l’avvio di attività di analisi, sperimentazione e valutazione in diverse aree di interesse comune. Queste attività saranno sviluppate attraverso specifici percorsi congiunti, facendo leva sulle competenze industriali e sulle capacità di innovazione tecnologica delle due realtà. L’obiettivo è verificare direttamente sul campo quali funzioni possano essere affidate ai robot umanoidi e in quali contesti questi sistemi possano rappresentare un supporto efficace alle attività svolte dagli operatori.
Versalis potrebbe realizzare componenti per i robot umanoidi
La collaborazione non riguarda soltanto software e intelligenza artificiale. Un altro fronte riguarda infatti i materiali utilizzati per la costruzione dei robot. Il portafoglio prodotti di Versalis, società chimica di Eni, potrebbe essere utilizzato per sviluppare specifici componenti destinati agli umanoidi. Un’attenzione particolare sarà riservata ai piedi dei robot, una parte fondamentale per la stabilità, il movimento e la capacità di operare su superfici differenti. Versalis dispone attualmente di competenze e prodotti nei settori della chimica di base, degli intermedi, delle materie plastiche, delle gomme e della chimica da fonti rinnovabili. L’obiettivo della collaborazione sarà valutare la realizzazione di soluzioni scalabili che possano essere contemporaneamente più leggere e più resistenti. I materiali dovrebbero inoltre garantire un migliore assorbimento degli impatti, una maggiore aderenza, una superiore durabilità e una maggiore semplicità nelle operazioni di assemblaggio.
Finproject coinvolta nello sviluppo dei materiali ultraleggeri
Nello sviluppo di queste soluzioni potrebbe essere coinvolta anche Finproject, società controllata da Versalis e specializzata nella produzione di manufatti ultraleggeri. Le nuove componenti potrebbero quindi nascere dalla combinazione delle competenze di Versalis nei materiali e del know-how produttivo di Finproject. La collaborazione apre così un ulteriore fronte industriale: quello della progettazione di componentistica specificamente sviluppata per la robotica umanoide. La diffusione dei robot destinati ai contesti produttivi potrebbe infatti creare una crescente domanda di materiali capaci di combinare leggerezza, resistenza meccanica, flessibilità e capacità di assorbimento degli urti.
Scarpe sensorizzate per i robot: possibile industrializzazione con Eni
Tra gli aspetti più particolari dell’accordo rientra anche la possibilità di sviluppare e industrializzare le scarpe sensorizzate progettate da Generative Bionics. Le due aziende valuteranno opportunità di industrializzazione e commercializzazione di questi dispositivi. L’obiettivo sarà mettere a fattor comune i materiali, le competenze industriali e i canali di Eni con le tecnologie sviluppate da Generative Bionics. Le scarpe sensorizzate rappresentano una componente importante nei robot umanoidi perché possono contribuire alla gestione dell’equilibrio, alla percezione del terreno e all’adattamento del movimento alle differenti condizioni operative. La collaborazione potrebbe quindi trasformare queste tecnologie da componenti sperimentali in soluzioni utilizzabili su scala industriale.
I siti industriali Eni potrebbero ospitare assemblaggio e test dei robot
L’accordo apre inoltre alla possibilità che Eni metta a disposizione alcuni propri siti industriali per esplorare future attività dedicate alla robotica avanzata. Le aree potrebbero essere utilizzate per attività di produzione, assemblaggio e testing dei robot umanoidi sviluppati da Generative Bionics. Si tratterebbe di un passaggio particolarmente importante nel percorso che conduce dalla fase di sviluppo tecnologico alla produzione su scala industriale. La disponibilità di siti industriali consentirebbe infatti di verificare il comportamento dei robot in ambienti operativi reali e di individuare eventuali adattamenti necessari prima della diffusione commerciale.
Batterie dei robot, collaborazione anche su smaltimento e riciclo
Un altro settore individuato riguarda il ciclo di vita delle batterie utilizzate dai robot umanoidi. La collaborazione potrebbe comprendere attività relative all’utilizzo, allo smaltimento e al riciclo delle batterie integrate nei robot di Generative Bionics. Si tratta di una componente centrale nell’industrializzazione della robotica mobile. I robot umanoidi necessitano infatti di sistemi di accumulo capaci di garantire autonomia, potenza e affidabilità durante le operazioni. La gestione delle batterie diventa quindi un elemento importante sia dal punto di vista operativo sia dal punto di vista della gestione dell’intero ciclo produttivo.
L’HPC di Eni al servizio della Physical AI
Tra i punti tecnologicamente più rilevanti dell’accordo c’è anche la possibile messa a disposizione delle capacità di High Performance Computing di Eni. Il gruppo valuterà infatti la possibilità di offrire a Generative Bionics l’accesso alle proprie infrastrutture di HPC per supportare lo sviluppo, l’addestramento e la validazione dei modelli di Physical AI destinati ai robot umanoidi. L’addestramento di sistemi robotici avanzati richiede enormi capacità di calcolo. I modelli devono analizzare grandi quantità di dati, simulare movimenti, interpretare gli ambienti circostanti e apprendere strategie operative compatibili con le differenti situazioni che possono verificarsi nel mondo reale. L’utilizzo delle infrastrutture di calcolo ad alte prestazioni di Eni potrebbe quindi contribuire ad accelerare lo sviluppo dei modelli utilizzati da Gene.01.
Physical AI, perché il calcolo è decisivo per i robot umanoidi
Il concetto di Physical AI rappresenta uno dei principali sviluppi dell’intelligenza artificiale applicata alla robotica. A differenza dei modelli utilizzati esclusivamente in ambienti digitali, i sistemi di Physical AI devono interpretare informazioni provenienti da sensori, telecamere e dispositivi incorporati nei robot e trasformarle in azioni fisiche. Un robot umanoide deve essere in grado di mantenere l’equilibrio, riconoscere ostacoli, adattarsi alle superfici, manipolare oggetti e coordinare simultaneamente numerosi movimenti. Tutte queste attività richiedono sistemi software complessi e una notevole capacità di elaborazione. L’eventuale utilizzo delle risorse HPC di Eni consentirebbe quindi a Generative Bionics di disporre di una maggiore capacità computazionale nelle fasi di sviluppo e validazione dei propri modelli.
L’obiettivo: accelerare l’industrializzazione di Gene.01
Per Generative Bionics, l’accordo rappresenta un passaggio strategico nel percorso di industrializzazione di GENE.01. La collaborazione con Eni crea infatti le condizioni per integrare le competenze sviluppate dall’azienda nella robotica umanoide e nella Physical AI con le capacità di Eni nei materiali, nel calcolo ad alte prestazioni e nei processi industriali. L’obiettivo è accelerare la sperimentazione e la validazione della piattaforma in contesti operativi reali. La possibilità di testare i robot direttamente in ambienti industriali potrebbe rappresentare uno degli elementi decisivi per verificare la reale maturità della tecnologia e individuare le applicazioni nelle quali i robot umanoidi possono offrire i maggiori benefici.
Eni amplia la propria strategia di innovazione tecnologica
L’accordo con Generative Bionics inserisce la robotica umanoide in un quadro più ampio di sperimentazione tecnologica. L’intesa coinvolge infatti contemporaneamente robotica, intelligenza artificiale, materiali avanzati, batterie, processi industriali e supercalcolo. Una combinazione di competenze che potrebbe consentire di sviluppare non soltanto nuovi utilizzi dei robot umanoidi, ma anche tecnologie e componenti destinati a una futura produzione su scala più ampia. La collaborazione tra Eni e Generative Bionics punta quindi a verificare direttamente quali opportunità possano nascere dall’incontro tra una grande realtà industriale e una società specializzata nella nuova generazione di robot umanoidi basati sulla Physical AI. Dalle attività di ispezione negli impianti alla produzione di componenti ultraleggeri, dalle scarpe sensorizzate al riciclo delle batterie, fino all’utilizzo dell’High Performance Computing per addestrare i modelli di intelligenza artificiale, l’accordo apre una serie di percorsi di sperimentazione che potrebbero contribuire al processo di industrializzazione di GENE.01 e alla progressiva introduzione della robotica umanoide nei contesti produttivi.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?