L’abbattimento di un secondo lupo in poco meno di due mesi nella Provincia di Bolzano accende nuovamente il confronto sulla gestione dei grandi predatori in Alto Adige. A intervenire duramente è l’Enpa (Ente Nazionale Protezione Animali), che contesta la decisione definendola una scelta politica in contrasto con la tutela della specie e con le indicazioni scientifiche. Il presidente nazionale di Enpa, Giusy D’Angelo, ha espresso una posizione netta contro l’uccisione dell’animale, annunciando che l’associazione intende intraprendere tutte le iniziative necessarie nelle sedi competenti.
Enpa denuncia una “mattanza dei predatori” e chiede prevenzione
“Una decisione politica che viola la scienza e la tutela di una specie particolarmente protetta. Nessuno ha il diritto di trasformare il rapporto con gli animali selvatici in una mattanza dei predatori. Consideriamo quanto accaduto un atto crudele, ingiustificato e ingiustificabile. È una decisione politica che viola la scienza e la tutela di una specie particolarmente protetta e che, ancora una volta, sceglie l’uccisione rifiutando la strada della prevenzione”. Con queste parole Giusy D’Angelo, presidente nazionale dell’associazione, ha commentato il nuovo abbattimento di un lupo nella Provincia di Bolzano, criticando la scelta di ricorrere alla rimozione dell’animale anziché puntare su strumenti alternativi di gestione della convivenza tra uomo e fauna selvatica. Secondo Enpa, il rapporto con i grandi predatori dovrebbe essere affrontato attraverso strategie basate sulla prevenzione, sulla conoscenza degli ecosistemi e sulla tutela della biodiversità, evitando interventi considerati dall’associazione incompatibili con la protezione di una specie particolarmente tutelata.
Secondo lupo abbattuto in pochi mesi: cresce il confronto sulla gestione dei predatori
L’episodio arriva dopo un altro abbattimento avvenuto nella stessa area nell’arco di meno di due mesi, circostanza che ha portato l’associazione animalista a ribadire la propria contrarietà alla gestione del fenomeno attraverso gli abbattimenti. Il tema della presenza del lupo in Alto Adige continua a generare un acceso dibattito tra chi richiama la necessità di tutelare gli allevamenti e chi, come Enpa, sottolinea l’importanza di preservare una specie considerata fondamentale negli equilibri naturali. L’associazione sostiene che la convivenza tra attività umane e fauna selvatica debba essere costruita attraverso strumenti diversi dall’eliminazione degli esemplari, puntando su misure preventive e su una gestione scientificamente sostenibile.
Enpa annuncia azioni nelle sedi competenti
Dopo aver definito l’abbattimento una scelta “crudele, ingiustificata e ingiustificabile”, la presidente nazionale di Enpa ha annunciato che l’associazione porterà avanti le proprie iniziative. “Enpa farà tutti i passi necessari nelle sedi competenti”, ha dichiarato Giusy D’Angelo, ribadendo la volontà dell’associazione di intervenire sul piano istituzionale e nelle sedi previste per contestare quanto accaduto. “Nessuno può arrogarsi il diritto di trasformare il rapporto con gli animali selvatici in una mattanza dei predatori. La convivenza si costruisce attraverso la prevenzione, la conoscenza e il rispetto degli ecosistemi, non attraverso l’uccisione”, ha concluso la presidente nazionale di Enpa. La vicenda riapre così il confronto sul delicato equilibrio tra tutela del lupo, sicurezza delle attività agricole e gestione della fauna selvatica, con posizioni profondamente contrapposte sul metodo da adottare per affrontare la presenza dei grandi carnivori sul territorio.
La nota dell’On. Brambilla
“Quello abbattuto nei giorni scorsi a Marebbe è il quarto lupo ucciso legalmente in Italia dal 2025: in tutti i casi, due nel Trentino e due in Alto Adige, si è trattato di iniziative politiche, irrispettose di qualsiasi seria considerazione scientifica, volte unicamente a compiacere le lobby controinteressate e propiziate, ovviamente, dal declassamento del lupo nella direttiva Habitat. È dimostrato che gli abbattimenti non servono, non solo da studi condotti negli Stati Uniti, ma da quanto è accaduto proprio nel territorio di Marebbe. Il 5 luglio fu “prelevato” il terzo lupo di questo triste elenco e le predazioni sono continuate. La risposta ai problemi posti dalla convivenza con la fauna selvatica non è certo lo sterminio indiscriminato. Purtroppo l’atteggiamento nei confronti della fauna selvatica, e dei grandi carnivori in particolare, è sempre lo stesso: se una specie o uno o più individui danno fastidio, o si pensa che possano dare fastidio, semplicemente si autorizzano gli spari, senza tenere in alcun conto considerazioni etiche e scientifiche”. Così l’on. Michela Vittoria Brambilla, presidente della Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente, commenta la notizia dell’abbattimento di un lupo nell’area di Fojedora/Marebbe su disposizione del Presidente della Provincia autonoma di Bolzano Arno Kompatscher.


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