Sono 10 i casi di epatite A registrati nelle aree di Pisa e Livorno e segnalati dai Servizi di Igiene pubblica dell’Azienda Usl Toscana nord ovest. Le autorità sanitarie hanno avviato gli approfondimenti. L’attenzione è concentrata, in particolare, sull’ipotesi di un possibile cluster associato a uno stabilimento balneare del litorale pisano, ma al momento non è stata ancora accertata la fonte del contagio. Tre delle persone interessate si trovano ricoverate nel reparto di Malattie Infettive dell’ospedale di Livorno. Le loro condizioni sono definite buone e i pazienti vengono mantenuti sotto osservazione. Gli altri casi sono stati valutati dai sanitari e, non essendo emersa la necessità del ricovero, le persone coinvolte sono state dimesse e hanno fatto ritorno nelle rispettive abitazioni con le prescrizioni mediche indicate.
Dieci casi di epatite A tra Pisa e Livorno
L’Azienda sanitaria ha reso noto l’avvio delle verifiche per ricostruire i possibili collegamenti tra i casi segnalati nelle due province toscane. I Servizi di Igiene pubblica dell’Azienda Usl Toscana nord ovest “hanno segnalato complessivamente 10 casi di epatite A registrati nelle aree di Pisa e Livorno. Sulla base dei primi elementi raccolti, è in corso una verifica per accertare l’eventuale riconducibilità dei casi a una medesima origine, con particolare attenzione a un possibile cluster associato a uno stabilimento balneare del litorale pisano”. Gli accertamenti epidemiologici sono ancora in corso e riguardano tutti gli elementi utili a individuare eventuali connessioni tra le persone risultate infette. In questa fase, dunque, quella relativa allo stabilimento balneare del litorale pisano resta un’ipotesi oggetto di approfondimento e non una causa già accertata. Le strutture dell’Azienda sanitaria stanno ricostruendo i possibili collegamenti tra i casi per arrivare all’individuazione di un’eventuale origine condivisa. L’Ausl precisa infatti: “al momento, pertanto, non è possibile stabilire con certezza l’origine del contagio e le verifiche sono tuttora in corso”.
Tre persone ricoverate all’ospedale di Livorno
Sul fronte delle condizioni cliniche, tre pazienti sono ricoverati nel reparto di Malattie Infettive dell’ospedale di Livorno. Le persone vengono monitorate dai sanitari e, secondo quanto riferito dall’Azienda, si trovano in buone condizioni. “Attualmente tre persone sono ricoverate nel reparto di Malattie Infettive dell’ospedale di Livorno, dove vengono tenute sotto osservazione e sono in buone condizioni. Altri pazienti sono stati visitati dai sanitari e, non essendo necessario il ricovero, sono stati dimessi e hanno fatto rientro al proprio domicilio con le indicazioni e le prescrizioni mediche del caso”, sottolinea la nota. Per gli altri pazienti visitati non è stato quindi ritenuto necessario il ricovero ospedaliero. Dopo la valutazione clinica, sono stati dimessi con le indicazioni e le terapie stabilite dai medici in relazione alle rispettive condizioni.
Proseguono la sorveglianza e l’indagine epidemiologica
I Servizi di Igiene pubblica dell’Azienda Usl Toscana nord ovest stanno portando avanti le attività di sorveglianza e gli accertamenti epidemiologici in collaborazione con le strutture sanitarie interessate. L’indagine dovrà chiarire l’origine dei casi di epatite A tra Pisa e Livorno e verificare l’esistenza di eventuali elementi comuni. In base agli esiti degli approfondimenti, potranno essere adottate, se ritenute necessarie, ulteriori misure di prevenzione e controllo. La fase di verifica assume un ruolo centrale perché la trasmissione dell’epatite A può avvenire attraverso differenti modalità. Per questo motivo, prima di individuare la causa, è necessario ricostruire i possibili contatti e tutti i fattori eventualmente condivisi dalle persone coinvolte.
Come si prende l’epatite A
L’epatite A è una malattia infettiva che interessa il fegato ed è provocata dal virus dell’epatite A. La principale modalità di trasmissione è quella oro-fecale, che si verifica quando il virus presente nelle feci di una persona infetta viene ingerito, in maniera diretta oppure indiretta, da un’altra persona. L’epatite A “è un’infezione del fegato causata dal virus dell’epatite A. Si trasmette principalmente per via oro-fecale, cioè quando il virus presente nelle feci di una persona infetta viene ingerito, direttamente o indirettamente, da un’altra persona. Il contagio può avvenire attraverso il contatto stretto con una persona infetta, soprattutto in condizioni di scarsa igiene delle mani, oppure attraverso il consumo di acqua o alimenti contaminati. Tra gli alimenti maggiormente associati alla trasmissione dell’infezione vi sono quelli consumati crudi o poco cotti e i prodotti che possono essere contaminati durante la manipolazione”. Il contagio può dunque essere favorito dal contatto stretto con una persona infetta, soprattutto quando l’igiene delle mani non è adeguata. Un’altra possibile via di trasmissione è rappresentata dal consumo di acqua o alimenti contaminati, in particolare cibi crudi, poco cotti o contaminati durante le operazioni di manipolazione.
I sintomi dell’epatite A e il periodo di incubazione
I sintomi dell’epatite A non compaiono necessariamente subito dopo il contagio. L’infezione può infatti avere un periodo di incubazione di alcune settimane, al termine del quale possono manifestarsi disturbi di diversa intensità. Tra i segnali più frequenti vengono indicati stanchezza, perdita di appetito, nausea, vomito, febbre, dolori addominali e malessere generale. Possono inoltre presentarsi urine scure, feci più chiare e ittero, riconoscibile dalla colorazione giallastra della pelle e della parte bianca degli occhi. “I sintomi – ricordano i sanitari dell’Ausl – possono comparire generalmente dopo un periodo di incubazione di alcune settimane e comprendono soprattutto stanchezza, perdita di appetito, nausea, vomito, febbre, dolori addominali e malessere generale. Possono inoltre comparire urine scure, feci più chiare e ittero, cioè una colorazione giallastra della pelle e della parte bianca degli occhi. Nei bambini l’infezione può anche manifestarsi con sintomi molto lievi o senza sintomi evidenti, mentre negli adulti può avere un decorso più significativo. L’epatite A, a differenza delle epatiti B e C, non diventa un’infezione cronica e nella maggior parte dei casi si risolve spontaneamente. Il trattamento è principalmente di supporto e viene stabilito dal medico in relazione alle condizioni della persona”.
Le differenze tra bambini e adulti e il decorso dell’infezione
La manifestazione dell’infezione può variare in base all’età. Nei bambini, l’epatite A può decorrere con sintomi molto lievi oppure senza segnali evidenti. Negli adulti, invece, il quadro può risultare più significativo e richiedere una valutazione medica in relazione alla gravità dei disturbi e alle condizioni generali. A differenza delle epatiti B e C, l’epatite A non si trasforma in un’infezione cronica. Nella maggior parte dei casi si risolve spontaneamente e il trattamento è principalmente di supporto. La terapia e le indicazioni da seguire vengono comunque stabilite dal medico sulla base delle condizioni della persona interessata. Parallelamente alla gestione clinica dei pazienti, prosegue l’indagine epidemiologica dell’Ausl Toscana nord ovest sui dieci casi individuati tra Pisa e Livorno.


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