Sono ancora senza esito le ricerche dei soccorritori indonesiani per ritrovare 8 persone scomparse in mare mentre si dirigevano verso l’isola vulcanica di Anak Krakatau, nello Stretto della Sonda, tra le isole di Giava e Sumatra. A bordo del motoscafo viaggiavano 5 fotogiornalisti, 2 membri dell’equipaggio e una guida. Il gruppo era partito da Carita, località costiera della provincia di Banten, con l’obiettivo di raggiungere l’area del vulcano e documentarne l’attività eruttiva.
Secondo Al Amrad, responsabile dell’ufficio provinciale di Ricerca e Soccorso di Banten, l’ultimo messaggio è stato ricevuto dai familiari di uno dei giornalisti alle 18:13 di lunedì. Il gruppo comunicava di essere arrivato nelle acque attorno all’Anak Krakatau. Da quel momento non sono più arrivate notizie. Le ricerche sono iniziate martedì e proseguono, ma finora i soccorritori non sono riusciti né a ristabilire i contatti con le persone a bordo né a determinarne la posizione. L’ultima localizzazione conosciuta si trovava a circa 18,5 km dalla costa. Tra i giornalisti dispersi ci sono professionisti indonesiani che lavoravano per l’agenzia di stampa statale Antara, per la turca Anadolu e per diverse testate locali e internazionali.
Il vulcano continua a eruttare
La scomparsa del gruppo avviene mentre l’Anak Krakatau continua a mostrare un’attività vulcanica significativa. L’eruzione iniziale, terminata domenica, è stata seguita da nuove eruzioni intermittenti, caratterizzate da esplosioni che dal cratere hanno continuato a espellere lava, cenere e materiale incandescente. L’attività del vulcano ha già provocato pesanti ripercussioni sui trasporti. La chiusura di alcuni aeroporti domenica e lunedì ha causato disagi a quasi 2.961 voli, tra cui 622 collegamenti internazionali, coinvolgendo circa 341mila passeggeri. Le autorità hanno inoltre autorizzato le scuole delle zone interessate dalla caduta di cenere vulcanica a ricorrere temporaneamente alla didattica online, con l’obiettivo di ridurre l’esposizione degli studenti alle particelle presenti nell’aria.
L’ombra del Krakatau
L’Anak Krakatau, il cui nome significa letteralmente “figlio del Krakatau”, è sorto sui resti del celebre vulcano Krakatau, protagonista nel 1883 di una delle più devastanti eruzioni della storia moderna. L’esplosione distrusse gran parte del vulcano e contribuì a un periodo di raffreddamento climatico globale. Più recentemente, nel 2018, un’eruzione dell’Anak Krakatau provocò uno tsunami che colpì le coste di Sumatra e Giava, causando almeno 430 vittime.
Dal luglio scorso il vulcano si trova al secondo livello di allerta più alto. Le autorità hanno raccomandato a residenti, turisti e pescatori di mantenersi ad almeno 3 km dal cratere attivo. L’Indonesia, situata lungo la Cintura di Fuoco del Pacifico, ospita più di 120 vulcani attivi ed è frequentemente interessata da eruzioni e terremoti. La regione coincide infatti con una vasta rete di faglie tettoniche responsabile di gran parte dell’attività sismica mondiale.


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