L’Europa guarda oltre la Stazione Spaziale Internazionale (ISS) e rafforza i rapporti con i protagonisti del nascente settore delle stazioni spaziali commerciali. L’Agenzia Spaziale Europea (ESA) e Axiom Space hanno firmato un Memorandum of Understanding (MoU) per esplorare future forme di cooperazione nell’orbita terrestre bassa, la cosiddetta Low Earth Orbit (LEO), preparando il terreno per la presenza umana nello Spazio nell’era successiva alla ISS. L’intesa è stata sottoscritta a margine dell’International Space Summit di Parigi e si inserisce nel solco delle precedenti discussioni tra ESA e Axiom Space. L’obiettivo condiviso è valutare nuove opportunità commerciali e scientifiche nell’orbita bassa e individuare possibili modalità attraverso cui l’Europa potrà continuare a utilizzare le infrastrutture in microgravità.
L’autonomia europea passa anche dall’orbita bassa
Per l’ESA, la transizione verso l’epoca post-ISS rappresenta una questione strategica. La Stazione Spaziale Internazionale ha costituito per decenni una piattaforma fondamentale per la ricerca scientifica, la sperimentazione tecnologica e le missioni degli astronauti. Con la sua futura dismissione, sarà necessario assicurare nuove opportunità di accesso all’orbita bassa. “L’Europa sta rafforzando la propria autonomia mentre si prepara all’era successiva alla ISS“, ha dichiarato il direttore generale dell’ESA Josef Aschbacher. “Questa cooperazione fornisce una base per esplorare come le future stazioni commerciali potrebbero sostenere la scienza europea e le missioni degli astronauti, considerando al contempo il potenziale ruolo delle capacità di trasporto europee. Qualsiasi passo successivo sarà guidato dalle decisioni degli Stati membri dell’ESA“. Il Memorandum non rappresenta ancora un contratto definitivo, ma crea un quadro di riferimento per una possibile collaborazione futura tra le due organizzazioni.
Astronauti, ricerca e infrastrutture
Tra gli ambiti presi in considerazione figurano possibili missioni di astronauti europei a bordo della futura Axiom Station, oltre a forme di cooperazione che potrebbero prevedere contributi dell’ESA alle infrastrutture e alle attività di utilizzo della stazione. Un altro elemento importante riguarda la creazione di una più ampia base di utenti per la ricerca in microgravità. L’obiettivo è favorire l’utilizzo dell’ambiente spaziale da parte di ricercatori, istituzioni e soggetti industriali, sviluppando esperimenti e tecnologie che possano beneficiare delle condizioni presenti in orbita. La collaborazione potrebbe inoltre comprendere lo sviluppo e l’integrazione di carichi scientifici destinati alle missioni spaziali. Si tratta di strumenti ed esperimenti progettati per essere trasportati nello spazio e utilizzati per attività di ricerca. L’intesa prende in considerazione anche aspetti legati alla formazione e al supporto operativo del programma di attività extraveicolari (EVA) di Axiom Space. In questo ambito potrebbero essere previsti contributi tecnologici e attività di sviluppo della formazione dell’ESA presso l’European Astronaut Centre (EAC).
Axiom Space: la collaborazione internazionale è essenziale
Per Axiom Space, la cooperazione internazionale sarà un elemento centrale nella costruzione di una presenza umana sostenibile nello spazio. Jonathan Cirtain, CEO e presidente dell’azienda, ha sottolineato il valore del contributo europeo alla ricerca e alle tecnologie spaziali: “Il percorso verso una presenza umana sostenibile nello spazio passa attraverso la collaborazione internazionale – catene di approvvigionamento affidabili, innovazione condivisa e partner che portano capacità concrete“, ha dichiarato Jonathan Cirtain, CEO e presidente di Axiom Space. “Il contributo dell’Europa alla ricerca in microgravità e alle tecnologie per lo Spazio profondo rende l’ESA esattamente quel tipo di partner. Questo MoU rafforza il nostro lavoro comune e non vediamo l’ora che l’ESA e i suoi Stati membri si uniscano a noi come clienti per le future missioni degli astronauti“.
Il riferimento ai futuri astronauti come “clienti” evidenzia uno dei cambiamenti più significativi verso cui si sta muovendo il settore spaziale: accanto ai tradizionali programmi istituzionali, le infrastrutture commerciali potrebbero offrire servizi di accesso all’orbita a governi, agenzie spaziali, aziende e altri utilizzatori.
La sfida della fine della ISS
La futura conclusione delle attività della ISS rende sempre più urgente la ricerca di alternative. Per l’Europa, non si tratta soltanto di continuare a inviare astronauti nello Spazio, ma anche di preservare la possibilità di condurre ricerca scientifica in microgravità e di sviluppare nuove tecnologie direttamente in orbita.
Daniel Neuenschwander, direttore dell’Human and Robotic Exploration dell’ESA, ha ribadito la necessità di prepararsi per tempo: “Con l’imminente de-orbitazione della ISS, è nostro dovere anticipare e preparare soluzioni future per garantire il nostro accesso all’orbita terrestre bassa“, ha dichiarato Daniel Neuenschwander. “Il documento firmato oggi sottolinea sia il nostro impegno a salvaguardare la nostra capacità di svolgere attività scientifiche in orbita e a continuare a offrire opportunità di volo al nostro corpo di astronauti europei, sia il crescente interesse dei partner internazionali per il nostro progetto in corso volto a sviluppare un veicolo cargo europeo autonomo“. Il riferimento al veicolo cargo europeo autonomo è particolarmente significativo. La possibilità di disporre di capacità europee di trasporto verso le future piattaforme orbitali potrebbe infatti diventare un elemento importante per garantire maggiore autonomia all’Europa.
Un futuro commerciale per la presenza umana nello Spazio
Il Memorandum of Understanding con Axiom Space si inserisce quindi in una strategia più ampia dell’ESA, che punta a mantenere aperte diverse possibilità per il periodo successivo alla ISS. Tra gli obiettivi figurano la disponibilità di piattaforme per la ricerca in microgravità, nuove opportunità di volo per gli astronauti europei e lo sviluppo di collaborazioni con operatori commerciali capaci di fornire infrastrutture e servizi in orbita. Il MoU consentirà alle due parti di proseguire lo scambio di informazioni e il lavoro preparatorio, così da individuare più precisamente i possibili settori di collaborazione futura.
La firma dell’accordo non significa dunque che l’ESA abbia già definito il proprio futuro utilizzo della Axiom Station. Rappresenta piuttosto un passo preparatorio verso un nuovo modello di esplorazione e utilizzo dell’orbita terrestre bassa, nel quale le agenzie spaziali pubbliche e le aziende private potrebbero collaborare sempre più strettamente. Dopo decenni caratterizzati dalla presenza della ISS, la prossima fase della storia spaziale potrebbe quindi essere più frammentata e, allo stesso tempo, più commerciale: diverse stazioni, operatori privati, astronauti di differenti nazionalità e una crescente domanda di servizi scientifici e tecnologici in orbita. Per l’Europa, il lavoro con Axiom Space è uno dei tasselli attraverso cui prepararsi a questo scenario.


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