Un terremoto magnitudo 6.4 ha scosso la Papua Nuova Guinea, riaccendendo l’attenzione su una delle aree geologicamente più complesse e attive dell’intero globo. Secondo i dati ufficiali rilasciati dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), il sisma si è verificato sulla terraferma alle 11:17 ora italiana, 19:17 ora locale. Il movimento tellurico è stato localizzato ad una profondità di 105 km. L’epicentro si colloca in un’area interna dell’isola, a Sud della costa settentrionale.
La complessa tettonica delle placche in Papua Nuova Guinea
La Papua Nuova Guinea si trova in una posizione cruciale lungo la Cintura di Fuoco del Pacifico, un punto in cui la geometria delle placche tettoniche è tra le più frammentate al mondo. A generare questi violenti terremoti è la complessa convergenza in cui la placca australiana si muove costantemente verso Nord, scontrandosi in modo obliquo con la placca del Pacifico. Questo titanico scontro coinvolge anche una serie di microplacche minori, come la placca di Woodlark, che ruotano e si deformano creando un regime di faglie estremamente intricato. La subduzione lungo la fossa della Nuova Guinea avviene a velocità elevate, spingendo enormi porzioni di crosta terrestre in profondità. I 105 km di profondità del sisma odierno indicano chiaramente che la rottura è avvenuta all’interno di un blocco in scorrimento sotto un’altra placca, rilasciando l’immensa energia accumulata dall’attrito.
Storia sismica e precedenti disastrosi nella regione
La storia sismica della Papua Nuova Guinea è costellata da eventi di potenza devastante, che hanno lasciato cicatrici profonde nel tessuto del paese. In un anno tipo, l’isola genera da 3 a 5 eventi di magnitudo superiore a 7, decine di eventi oltre magnitudo 6 e centinaia di scosse più lievi che fanno parte della assoluta normalità. Dal 1900 a oggi, i sismografi hanno registrato nell’area ben 22 terremoti con magnitudo superiore a 7.5, confermando una pericolosità di altissimo livello. Tra i casi più drammatici si ricorda il sisma di magnitudo 7.0 del 1998 nei pressi di Aitape, dove lo scuotimento innescò una gigantesca frana sottomarina responsabile di uno tsunami che causò la morte di migliaia di persone e costrinse alla fuga oltre 10mila residenti.





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