Gargano, volontario della Protezione civile arrestato: accusato di aver appiccato otto incendi

L’uomo, appartenente a un’associazione impegnata anche nello spegnimento degli incendi boschivi, è accusato di aver appiccato otto roghi tra Vieste e Peschici. Le telecamere lo avrebbero ripreso mentre dava fuoco alla vegetazione per poi allontanarsi in auto

Era impegnato come volontario in un’associazione attiva anche nello spegnimento degli incendi boschivi, ma secondo l’accusa sarebbe stato proprio lui ad appiccare otto roghi nel Gargano. I carabinieri forestali di Foggia hanno eseguito nei confronti dell’uomo, residente a Vieste, un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Il provvedimento è stato emesso l’11 settembre dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Foggia, su richiesta della Procura della Repubblica. All’indagato viene contestato il reato di incendio boschivo, previsto dall’articolo 423-bis del codice penale. Gli episodi al centro dell’inchiesta si sono verificati tra luglio e agosto di quest’anno nelle campagne di Vieste e Peschici, all’interno del perimetro del Parco Nazionale del Gargano. Le fiamme hanno interessato differenti zone del territorio, comprese alcune aree situate nelle vicinanze dell’abitato di Vieste, provocando la distruzione di diversi ettari di bosco.

Ripreso mentre appiccava il fuoco ai boschi

L’ordinanza di custodia cautelare rappresenta il risultato di una complessa attività investigativa condotta dai militari dei Nuclei Parco di Foresta Umbra, Cagnano Varano, Vieste e San Nicandro, sotto il coordinamento del Reparto carabinieri Parco di Monte Sant’Angelo. Gli accertamenti sono stati sviluppati attraverso rilievi tecnici e servizi di videoripresa predisposti nelle aree interessate dagli incendi. Le immagini raccolte avrebbero consentito agli investigatori di ricostruire e documentare i movimenti dell’indagato. Il volontario sarebbe stato immortalato mentre appiccava il fuoco alla vegetazione in zone differenti del Gargano. Dopo aver innescato le fiamme, si sarebbe allontanato a bordo della propria automobile, senza sapere di essere ripreso dalle apparecchiature installate dai carabinieri forestali. Gli elementi acquisiti nel corso delle indagini hanno permesso di attribuire all’uomo, secondo l’impianto accusatorio, la responsabilità di otto incendi dolosi. I roghi avrebbero causato la distruzione di diversi ettari di patrimonio boschivo all’interno di un’area sottoposta a particolare tutela ambientale.

Le aggravanti contestate al volontario

Oltre al reato di incendio boschivo, l’accusa contempla alcune pesanti aggravanti. L’azione dolosa avrebbe infatti provocato un danno ritenuto di particolare gravità, esteso e persistente, all’interno del territorio protetto del Parco Nazionale del Gargano. Un ulteriore elemento riguarda il ruolo ricoperto dall’indagato. L’uomo faceva parte di un’associazione impegnata anche nelle attività di prevenzione e contrasto degli incendi boschivi.

Le condotte contestate sarebbero state quindi commesse in palese violazione dei doveri connessi allo svolgimento dei servizi di prevenzione e lotta attiva contro gli incendi. Proprio la funzione esercitata dal volontario rende ancora più grave il quadro delineato dagli investigatori: mentre avrebbe dovuto contribuire alla protezione del territorio e allo spegnimento delle fiamme, secondo l’accusa sarebbe stato lui stesso a provocare ripetutamente gli incendi. Gli atti di polizia giudiziaria raccolti durante l’attività investigativa sono stati trasmessi alla Procura di Foggia, che ha richiesto l’applicazione della misura cautelare. La richiesta è stata integralmente accolta dal giudice per le indagini preliminari, che ha disposto la custodia cautelare in carcere.

Le indagini proseguono su altri incendi e possibili complici

L’inchiesta non è ancora conclusa. I carabinieri forestali continueranno a lavorare per stabilire se altri incendi verificatisi nel territorio possano essere collegati all’uomo arrestato. Saranno inoltre effettuati accertamenti finalizzati a verificare l’eventuale coinvolgimento di possibili complici. A illustrare la portata dell’operazione è stato il colonnello Palomba, che ha ringraziato i militari impegnati nelle indagini e confermato la prosecuzione degli accertamenti anche su altri incendi avvenuti nelle aree protette della Puglia.

“L’operazione conclusa oggi – commenta il colonnello Palomba – è il frutto di un lavoro d’indagine capillare e altamente professionale, condotto sul campo con abnegazione dai Carabinieri dei Nuclei Parco di Umbra, Cagnano Varano, Vieste e San Nicandro. A tutti gli operatori va il mio personale ringraziamento per il coordinamento e la precisione con cui sono stati raccolti gli elementi di prova, dimostrando ancora una volta la validità della nostra rete di controllo. Le indagini proseguiranno per accertare se altri incendi siano riconducibili all’arrestato e per verificare l’eventuale presenza di complici. L’attività investigativa e di monitoraggio continuerà a 360 gradi, non solo per gli incendi che hanno colpito il Gargano, ma anche per quelli verificatisi all’interno del Parco Nazionale dell’Alta Murgia”.