Gas russo in Europa, il Cremlino apre al ritorno: “assolutamente possibile discuterne”

Mosca risponde all’ipotesi avanzata dal vicepremier Matteo Salvini, ma pone due condizioni: le forniture dovranno essere economicamente convenienti e la Russia dovrà disporre dei volumi necessari dopo averne dirottati molti verso altri mercati

Il gas russo potrebbe tornare sul mercato europeo, a condizione che l’operazione risulti economicamente vantaggiosa e che Mosca disponga dei quantitativi necessari per garantire le forniture. È questa l’apertura arrivata dal Cremlino dopo le dichiarazioni del vicepremier italiano Matteo Salvini, che aveva ipotizzato un possibile ritorno delle risorse energetiche russe in Europa. La posizione di Mosca non rappresenta l’annuncio di una ripresa immediata delle esportazioni, ma introduce la concreta disponibilità a discutere nuovamente della questione. Il Cremlino considera infatti l’eventuale ritorno del gas russo sul mercato europeo principalmente sotto il profilo economico e commerciale, senza escludere a priori una riattivazione dei flussi. A chiarire l’orientamento russo è stato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, rispondendo a una domanda sulle parole pronunciate da Salvini. Le sue dichiarazioni sono state riportate dall’agenzia Interfax.

Peskov: “si tratta di una questione commerciale”

Il punto centrale della posizione del Cremlino è la sostenibilità economica di un’eventuale nuova stagione di forniture energetiche verso l’Europa. Mosca intende verificare se il ritorno sul mercato europeo possa risultare conveniente e compatibile con gli accordi e le destinazioni commerciali individuate negli ultimi anni. “Si tratta di una questione commerciale”, ha dichiarato Dmitry Peskov, definendo così il quadro nel quale la Russia sarebbe disponibile a valutare l’ipotesi. L’apertura del Cremlino appare dunque subordinata a un’analisi concreta delle condizioni economiche. Per Mosca, la possibilità di tornare a fornire gas ai Paesi europei dipenderebbe prima di tutto dalla redditività delle operazioni e dalla capacità di mettere a disposizione quantità sufficienti.

La condizione dei volumi disponibili dopo il cambio delle rotte

Accanto alla convenienza economica, il Cremlino ha posto una seconda condizione: la reale disponibilità dei volumi di gas richiesti dal mercato europeo. Negli ultimi anni, infatti, una parte significativa delle forniture russe è stata indirizzata verso destinazioni alternative. “Bisogna valutare se queste forniture sono redditizie e se riusciamo a garantire i volumi di gas necessari, dato che molti volumi sono già stati dirottati verso destinazioni alternative”, ha spiegato Peskov. Le parole del portavoce evidenziano come il ritorno del gas russo in Europa non possa essere considerato automatico. Mosca dovrà verificare se gli attuali flussi commerciali consentano di soddisfare anche una nuova domanda proveniente dai mercati europei, senza compromettere le forniture già orientate verso altre destinazioni. La disponibilità materiale delle risorse diventa quindi un elemento decisivo quanto la redditività. Il Cremlino segnala che lo scenario commerciale è cambiato e che una parte dei volumi precedentemente destinati all’Europa ha trovato nuovi sbocchi.

Le due condizioni poste da Mosca per riaprire il confronto

Il messaggio proveniente da Mosca contiene comunque un’apertura esplicita. Se la vendita del gas all’Europa dovesse risultare conveniente e se la Russia fosse nelle condizioni di assicurare le quantità richieste, il Cremlino sarebbe pronto a discutere la possibilità di riprendere le forniture. “Se queste due circostanze coincidono, allora è assolutamente possibile discuterne”, ha aggiunto Peskov. La dichiarazione rappresenta il passaggio politicamente ed economicamente più rilevante della posizione russa. Pur evitando qualsiasi impegno immediato, il Cremlino non chiude la porta a un possibile ritorno sul mercato energetico europeo e collega l’eventuale ripresa dei rapporti commerciali a due parametri precisi: convenienza e disponibilità.

Gas russo, l’ipotesi rilanciata da Matteo Salvini

L’intervento di Peskov è arrivato in risposta alle dichiarazioni del vicepremier italiano Matteo Salvini, che aveva avanzato l’ipotesi di un ritorno del gas russo in Europa. Mosca ha scelto di rispondere mantenendo il confronto sul piano strettamente commerciale, senza fornire indicazioni su tempi, quantità o possibili interlocutori. L’apertura resta quindi condizionata e ancora tutta da definire. Non sono stati annunciati negoziati né accordi, ma il Cremlino ha affermato chiaramente che, in presenza delle condizioni ritenute necessarie, una discussione sulle forniture sarebbe possibile. La disponibilità manifestata da Mosca riporta così al centro del dibattito il futuro dei rapporti energetici tra Russia ed Europa. Al momento, tuttavia, l’eventuale ritorno del gas russo rimane un’ipotesi subordinata alle valutazioni economiche e alla capacità della Russia di garantire i volumi richiesti dopo la riorganizzazione delle proprie destinazioni commerciali.