Era il 1° settembre 1726 quando Palermo fu investita da uno dei terremoti più violenti della sua storia. Oggi, esattamente trecento anni dopo, il ricordo di quel sisma permette di rileggere una pagina drammatica del passato siciliano, fatta di distruzione, paura e capacità di ricostruzione. Le cronache dell’epoca descrivono una sequenza di scosse culminata in un violentissimo movimento tellurico che colpì la città e il territorio circostante. Il terremoto provocò gravi crolli, soprattutto nelle aree caratterizzate da terreni di riporto e meno stabili, come alcune zone sorte sugli antichi bacini portuali. Il quartiere dei Lattarini fu tra quelli maggiormente danneggiati. Le vittime furono numerose e centinaia di persone rimasero ferite.
Le testimonianze storiche raccontano di una popolazione improvvisamente riversatasi nelle strade, in preda al panico. Il terremoto lasciò conseguenze visibili anche sul patrimonio architettonico: la Cattedrale di Palermo, ad esempio, subì danni alla torre campanaria, la cui parte superiore venne distrutta e successivamente ricostruita. Numerosi edifici civili e religiosi riportarono lesioni o crolli, rendendo necessari interventi di consolidamento e ricostruzione.
Secondo le ricostruzioni storiche e sismologiche, l’evento interessò in modo particolarmente grave Palermo, mentre l’area epicentrale viene generalmente collocata al largo della costa della Sicilia occidentale. Proprio la diversa risposta dei terreni contribuì a determinare una distribuzione non uniforme dei danni, un elemento che ancora oggi rappresenta un tema centrale nello studio del rischio sismico.
Dalla tragedia nacque anche una forte risposta collettiva. Le autorità civili e religiose dell’epoca promossero iniziative di soccorso e celebrazioni commemorative. Nei territori vicini si consolidò nel tempo la tradizione del Primo Settembre, legata alla memoria del terremoto e al ringraziamento per lo scampato pericolo. A Terrasini, in particolare, questa ricorrenza è rimasta parte dell’identità e della memoria storica della comunità.


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