Il 13 settembre 1982 Grace Kelly, principessa di Monaco, già celebre attrice hollywoodiana e premio Oscar, rimase coinvolta in un grave incidente stradale mentre percorreva una tortuosa strada sulle alture del Principato, di ritorno dalla residenza di Roc Agel. Morì il giorno successivo, 14 settembre, a 52 anni, senza avere mai recuperato conoscenza. Le ricostruzioni cliniche diffuse nei giorni successivi indicarono la presenza di 2 distinti eventi emorragici cerebrali, uno precedente o concomitante alla perdita del controllo dell’automobile e un secondo, molto più grave, verificatosi dopo il ricovero.
Un incidente preceduto, secondo i medici, da un evento neurologico
Grace Kelly era alla guida della propria Rover quando, intorno alla mattina del 13 settembre, l’automobile uscì dalla carreggiata e precipitò lungo la scarpata. La vettura compì diversi ribaltamenti prima di fermarsi circa 30 metri più in basso. Con lei viaggiava la figlia Stéphanie, allora 17enne. Nei primi resoconti si parlò anche di un possibile guasto ai freni, ma questa spiegazione sarebbe stata successivamente ridimensionata. Gli accertamenti e le dichiarazioni dei medici portarono invece a una ricostruzione molto più drammatica: Grace avrebbe subito un ictus/emorragia cerebrale mentre era ancora al volante, perdendo così il controllo della vettura. Il neurologo Jean Duplay riferì che la scansione cerebrale aveva evidenziato lesioni riconducibili sia a un momento precedente sia a quello successivo all’incidente. È importante, tuttavia, distinguere la terminologia medica contemporanea da quella utilizzata dalla stampa dell’epoca. Le fonti del 1982 parlavano genericamente di stroke e brain hemorrhage; sulla base delle informazioni oggi disponibili non è possibile ricostruire con assoluta precisione il tipo anatomico dell’emorragia, la sua sede e il meccanismo vascolare che la determinò.
La prima emorragia: forse la causa della perdita di controllo
La ricostruzione clinica emersa dopo la tragedia suggerì che una prima emorragia cerebrale, relativamente contenuta, potesse essersi verificata prima dello schianto. In questa interpretazione, l’evento neurologico avrebbe provocato improvvisa perdita di coscienza o grave compromissione delle capacità di controllo, trasformando un normale tragitto in un incidente ad alta energia.
Il dato è particolarmente rilevante perché cambia la tradizionale lettura dell’accaduto: l’incidente non sarebbe stato semplicemente la causa del danno cerebrale, ma il possibile risultato di un evento neurologico già in corso. Questa distinzione è fondamentale anche dal punto di vista traumatologico. Un trauma cranico grave può provocare emorragie intracraniche, ma nel caso di Grace Kelly i medici riferirono la presenza di lesioni cerebrali con caratteristiche temporali differenti, alcune delle quali considerate precedenti all’impatto.
Il trauma aggiunge nuove lesioni
Lo schianto, tuttavia, produsse un secondo livello di danno. La principessa riportò gravi lesioni traumatiche, tra cui una frattura del femore, fratture della clavicola e delle costole e lesioni cerebrali e toraciche. In un trauma di questa entità, il cervello può essere sottoposto a forze di accelerazione, decelerazione e rotazione capaci di determinare lesioni diffuse e sanguinamenti intracranici. Una emorragia inizialmente limitata può inoltre evolvere nel tempo, mentre il gonfiore cerebrale può aumentare la pressione all’interno della scatola cranica. È proprio l’evoluzione temporale del quadro a rappresentare uno degli elementi più importanti della vicenda.
La seconda emorragia e il rapido deterioramento neurologico
Dopo il ricovero, le condizioni di Grace Kelly inizialmente non furono considerate necessariamente incompatibili con la sopravvivenza. Ma nelle ore successive il quadro neurologico peggiorò drasticamente. Secondo le dichiarazioni del professor Duplay, le indagini cerebrali mostrarono 2 gruppi di lesioni: alcune attribuite a un evento precedente all’incidente e altre conseguenti al trauma. La seconda componente emorragica risultò molto più grave e progressivamente compromettente per la funzione cerebrale.
Il meccanismo fisiopatologico, in termini generali, è quello di un’emorragia intracranica che può determinare aumento della pressione intracranica, compressione del tessuto cerebrale e compromissione delle strutture indispensabili al mantenimento della coscienza e delle funzioni vitali. Nei traumi estremamente gravi, l’edema cerebrale e l’alterazione della perfusione possono instaurare un circolo vizioso nel quale il danno secondario diventa progressivamente irreversibile. Nel caso della principessa, i medici arrivarono a dichiarare la morte cerebrale prima della sospensione del supporto vitale. Duplay riferì che la funzione cerebrale era cessata nel pomeriggio del 14 settembre, circa 30 ore dopo l’incidente.
Una morte senza recupero della coscienza
Grace Kelly non riprese mai conoscenza dopo l’incidente. Il progressivo aggravamento neurologico rese infine impossibile una prospettiva terapeutica concreta. Il supporto delle funzioni vitali fu mantenuto fino alla constatazione della morte cerebrale; successivamente venne interrotto e la principessa fu dichiarata morta la sera del 14 settembre 1982. Le cronache dell’epoca riportarono le 22:30 come orario del decesso; alcune ricostruzioni successive indicano pochi minuti di differenza. Il dato sostanziale non cambia: Grace morì il giorno dopo l’incidente, a 52 anni, per le conseguenze delle gravissime lesioni cerebrali.


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