Il 17 settembre 1976, esattamente cinquant’anni fa, la corsa allo spazio entrava in una nuova fase. Nei pressi di Palmdale, in California, la NASA presentava ufficialmente al pubblico il primo Space Shuttle, l’orbiter denominato Enterprise. Il veicolo, ancora privo della capacità di raggiungere lo Spazio, rappresentava il prototipo di una tecnologia destinata a rendere i viaggi spaziali più simili, almeno nelle intenzioni, a un sistema di trasporto riutilizzabile. La cerimonia si svolse nello stabilimento della Rockwell International, dove la navetta era stata costruita. Più di 600 invitati e 185 rappresentanti dei media assistettero alla presentazione ufficiale. Quando l’Enterprise uscì dall’hangar, la banda dell’Air Force suonò persino il celebre tema musicale di Star Trek: un omaggio particolarmente significativo per un veicolo che, proprio in quei giorni, aveva ricevuto il nome della famosa astronave della serie televisiva.
Da “Constitution” a Enterprise
Il nome inizialmente previsto per il primo orbiter era Constitution, in omaggio alla Costituzione degli Stati Uniti. Ma una massiccia campagna promossa dagli appassionati di Star Trek spinse la NASA e la Casa Bianca verso un’altra scelta. Il presidente Gerald Ford, dopo un incontro dell’8 settembre 1976 con l’amministratore della NASA James Fletcher, si dichiarò favorevole al nome Enterprise. La decisione venne ufficializzata pochi giorni prima della presentazione pubblica. Alla cerimonia del 17 settembre parteciparono anche Gene Roddenberry, creatore di Star Trek, e alcuni membri del cast originale della serie.
Una navetta diversa dalle precedenti
L’Enterprise nasceva da una concezione profondamente diversa rispetto alle capsule del programma Apollo. Queste ultime erano progettate per essere utilizzate una sola volta e terminavano il viaggio con un ammaraggio. Lo Shuttle, invece, era concepito come un veicolo parzialmente riutilizzabile, capace di decollare con l’aiuto dei suoi sistemi propulsivi, operare nello spazio e infine rientrare nell’atmosfera per atterrare come un aeroplano.
L’obiettivo era ambizioso: trasformare gradualmente l’accesso all’orbita terrestre da una successione di missioni eccezionali a un sistema di trasporto spaziale più regolare. Il progetto dello Shuttle era stato avviato ufficialmente nel 1972, quando il presidente Richard Nixon diede alla NASA il via libera alla costruzione di un sistema di trasporto spaziale parzialmente riutilizzabile.
Un prototipo che non sarebbe mai andato nello Spazio
Nonostante il suo aspetto fosse già quello di una vera navetta, l’Enterprise aveva un compito principalmente sperimentale. Originariamente la NASA aveva previsto di trasformarlo, dopo le prove atmosferiche, in un veicolo operativo. I costi delle modifiche necessarie, però, portarono a utilizzarlo come navetta per i test. A partire dal 1977 l’Enterprise venne impiegato nei fondamentali test di avvicinamento e atterraggio. Trasportato sul dorso di un Boeing 747 modificato, il veicolo effettuò progressivamente prove sempre più complesse fino al suo primo volo libero, il 12 agosto 1977, con gli astronauti Fred Haise e Gordon Fullerton ai comandi. Il giorno successivo alla presentazione ufficiale, il 18 settembre 1976, l’Enterprise venne esposto nuovamente, questa volta per il pubblico e i dipendenti della Rockwell: oltre 35mila persone accorsero per vedere da vicino la nuova navetta.
L’inizio di una nuova stagione spaziale
L’Enterprise non avrebbe mai compiuto un viaggio orbitale, ma il suo ruolo nella storia del programma Shuttle fu fondamentale. I test permisero agli ingegneri di verificare il comportamento aerodinamico, le procedure di volo e le tecniche di atterraggio che sarebbero state utilizzate dalle navette operative. Pochi anni dopo, nel 1981, lo Space Shuttle Columbia avrebbe effettuato il primo volo orbitale di una navetta della serie. Sarebbe iniziata così una stagione durata trent’anni, caratterizzata da lanci di satelliti, missioni scientifiche, costruzione della Stazione Spaziale Internazionale e ripetuti viaggi nello Spazio. Enterprise è oggi conservato ed esposto presso l’Intrepid Sea, Air & Space Museum di New York.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?